Utente 123XXX
Buongiorno gentili medici.
Vorrei sapere se la "lettera di dimissioni" è un atto dovuto a seguito di un ricovero ospedaliero al termine del quale il paziente viene "mandato" a casa.
Nel dettaglio, ricoverato dal 27.03.17'al 05.04.17, il medico strutturato mi ha detto di ritornare a distanza di una settimana per la lettera di dimissioni con nuova terapia. Ovviamente la settimana successiva la lettera non era pronta. Ho chiesto allora che mi venisse spedita posto che ho gravi problemi di locomozione. Ovviamente ciò non è avvenuto. Ho richiesto la cartella clinica, ma non vi è traccia di lettera di dimissioni. Eppure nel diario medico (estratto dalla cartella) si aggiungevano farmaci durante il ricovero (es baclofene da 10 mg a 25mg, topiramato per la cefalea cronica, eparmefolin).
Ovviamente il medico di base non prescrive i farmaci sulla base del solo diario medico, egli dice di insistere con la lettera di dimissioni oppure di rivolgermi ad uno specialista di fiducia che traduca gli esami e le visite effettuati durante il ricovero in una prescrizione appunto specialistica.
Vi sembra normale tutto ciò o sussistono delle responsabilità suscettibili di essere esposte quanto meno all'urp del nosocomio? Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Come Lei ha già evidenziato in conclusione al quesito, mi pare opportuna una segnalazione all'URP dell'Ospedale ed alla Direzione Medica del presidio ospedaliero stesso.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Prof. Pietro Rinella

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avere la lettera di dimissione è un suo diritto specie se dovrà continuare cure e/o accertamenti prescritti dall'ente ospedaliero
Prof. Pietro Rinella

[#3] dopo  
Utente 123XXX

Ringrazio vivamente per le celeri ed esaustive risposte. Purtroppo mi son rivolto all'urp il quale mi ha risposto che non è sufficiente una segnalazione via mail ma che devo inoltrare reclamo formale disciplinato non ricordo da quale norma delibera della giunta regionale umbra e presentarla di persona (sono disabile al 100% con handicap grave motorio e accompagnamento) o inviare raccomandata AR affinché venga protocollata e la Direzione Sanitaria possa, (anche avvalendosi di procedure interne composte da medici e legali) valutare profili di responsabilità professionale. Nella mail ricevuta specificano che la procedura può durare massimo un anno.

Ovviamente io non ho intenzione di lucrare ma necessito solo di una lettera di dimissioni, un foglietto con due, tre righe ove venga indicato al medico di base quali farmaci aumentare o integrare, indipendentemente da valutazioni medico scientifiche che evidentemente la dottoressa che mi seguiva durante il ricovero non è in grado di fare poiché, a suo dire, deve rapportarsi con altri colleghi (sempre colpa degli altri in Italia) posto che, essendo affetto da malattia sistemica rara, la valutazione ai fini della lettera di dimissioni richiede tempo.
Io francamente rinuncio.
Capita spesso ormai che un disabile rinunci. Contro i mulini a vento purtroppo non si può lottare. Occorre accettare la condizione di essere affetti oltre che da minorazioni fisiche anche giuridiche, di sistema.
Chiedo venia per lo sfogo. Ma è così. Nulla per i disabili gravi. Stamane son stato in un altro nosocomio per un cd "day service". Ebbene ho percorso 7 km da solo in carrozzella per andare da un blocco ad un altro dell' ospedale per le visite programmate. Essendo arrivato in ritardo ad una visita programmata dal reparto che aveva disposto il day service( in quanto gli ascensori erano stracolmi e non esistono ascensori riservati alle carrozzelle) ho subito il "cazziatone" di un amministrativa all'accettazione poiché ero arrivato con mezz'ora di ritardo, quindi diventavo ultimo in lista.
Non aggiungo altro, se non la voglia di espatriare!
Grazie ancora!

[#4] dopo  
Prof. Pietro Rinella

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Paradossale avventura kafkiana
Mi spiace
Può sempre rivolgersi ad un legale per verosimile omissione di atti d'ufficio
Prof. Pietro Rinella