Utente 415XXX
Il tutto inizia un anno fa con uno stiramento sportivo da me subito.
Mi reco al PS con le stampelle, impossibilitato a camminare, Il medico mi dice che necessito di riposo, non facendo riferimento alla prevenzione della trombosi.
A distanza di un mesetto circa mi si gonfia il polpaccio sinistro, e zoppicando vistosamente, mi reco in guardia medica, la quale mi avverte dell'alta probabilità di una trombosi venosa profonda, e di recarmi immediatamente al PS.
Al PS mi viene fatto un ecodoppler dicendomi che l non si tratta di trombosi ma di tendinite di achille.
(Non hanno fatto l'esame del D-dimero). Mi mandano a casa con la dicitura riposo per tendinite di achille. Dopo 5 giorni di riposo il gonfiore aumenta, mi reco in una clinica privata la quale fa un ecodoppler, si evince una trombosi tibiale. Inizio la cura con clexane.

Reputo l'esperienza al PS negativa per negligenza.
La prima volta quando il medico ha omesso di referirmi del rischio di trombosi per persone con traumi agli arti inferiori e con incapacita di deambulazione.
A mio avviso la trombosi poteva essere prevenuta.

La seconda volta, penso di essere stato trattato con leggerezza al momento dell'accesso in PS per il sospetto di trombosi(ben documentato con foglio di guardia medica).
Non capisco come mai non é stata trovata la trombosi, e sono stato liquidato con una simil-tendinite e prescrizione di ulteriore riposo forzato(passato a letto), quando altamente sconsigliabile per una trombosi in atto.
Non conosco le linee guida, ma se avessero fatto l'esame del D-dimero al PS penso sarebbe stato risolutivo.

La trombosi non sarebbe venuta se al primo accesso avessi ricevuto la necessaria prevenzione(farmacologica e consiglio di sforzarsi nella deambulazione) da parte del medico.
E i danni potrebbero essere molto minori se avessi ricevuto diagnosi subito, invece di aver dovuto aspettare la diagnosi e quindi le necessarie cure farmacologiche altri 5 giorni(nei quali sotto indicazione del PS sono stato a riposo che poteva solo peggiorare la trombosi in atto). Inoltre ho letto che le linee guida indichino che nel semplice sospetto di Trombosi si deve procedere con la somministrazione farmacologica immediata, in quanto la cura deve essere il più tempestiva possibile, ed eventualmente accertarsi anche dopo della non presenza di Trombosi.
Al PS mi è stato fatto solo l' ecodoppler(che è risultato negativo) che invece credo andrebbe sempre associato all' esame del D-dimero per poter escludere al 100% la trombosi. L'esame del D-dimero non è stato fatto.

Alla luce di tutto ciò, vorrei sapere da un esperto se è il caso di procedere legalmente, o se la possibilità di ricevere un risarcimento per l'accaduto sia bassa, considerando che bisogna sostenere grossi spese per una qualsiasi iniziativa legale. Vorrei evitare di essere beffato due volte.
Grazie in anticipo.

[#1] dopo  
Prof. Pietro Rinella

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Per poter richiedere un risarcimento occorre che vi sia un danno permanente con relativa disfunzionalità: eventualità questa da lei non evidenziata.
Se di contro vi dovesse essere un danno evidenziabile, solo allora si potrebbe procedere alla richiesta di risarcimento. Il quantum dipende dall'entità del danno.
Prof. Pietro Rinella

[#2] dopo  
Utente 415XXX

La ringrazio, mi ha evitato di buttare via altri soldi. Peccato non ci sia un modo per colpevolizzare l'ospedale per la sua negligenza, e deve passarla liscia come se nulla fosse.
Cordialmente Paolo