Utente 271XXX
Buon giorno,
nel giugno di quest'anno sono stata operata per un adenocarcinoma al polmone. Purtroppo un linfonodo risultava metastatico per cui mi è stata proposta la chemioterapia adiuvante (4 cicli).
Ho iniziato la terapia in luglio utilizzando le ferie e non denunciando la malattia. A settembre ho ripreso servizio per pochi giorni. Poi sono di nuovo stata in malattia poiché la terapia è stata per me devastante, è durata fino a metà ottobre a causa dei continui differimenti resi necessari da una persistente neutropenia, curata con granulokine. A tutt'oggi sono in malattia anche se l'ultima somministrazione è stata il 9 di ottobre. La successiva prevista per il 16 è stata annullata per tossicità midollare. Dall'ultimo emocromo di controllo del 29 ottobre i neutrofili sono scesi ulteriormente rispetto ai valori del 16 (470 neutrofili nella conta assoluta rispetto ai 600 del 16) per cui non voglio espormi a rischi poiché lavorando come insegnante presso il Comune, non mi pare proprio il caso di entrare in classi con 28 adolescenti.
Il mio contratto di lavoro è quello degli Enti locali e la malattia nella modalità di patologia grave e terapia salvavita è prevista anche per gli effetti collaterali della chemio fino a 4 mesi nell'anno solare.
La struttura che mi ha in cura certifica solo il giorno della chemio e tre giorni successivi. Mi è stato detto che per la neutropenia è il medico di base a certificare gli effetti collaterali connessi alla terapia e a barrare la casella corrispondente. In realtà il Comune non mi ha riconosciuto la terapia salvavita certificata dal curante e io stento a capirne i motivi: quale la differenza tra l'effetto collaterale riconducibile agli eventi emetici e la neutropenia?

Non credo sia un argomento, comunque mi è stata riconosciuta un'invalidità al 100% rivedibile a un anno e i benefici della Legge 104 con gravità. E' possibile trovare una strategia che mi consenta di non computare questo periodo di malattia come malattia ordinaria?

Gli oncologi della struttura mi invitano a fare una prima visita presso la medicina del lavoro con questa dicitura: "valutazione potenziale capacità lavorativa in paziente in CT adiuvante per K polmone" . Non ho prenotato questa visita perché temo possa essere un'arma a doppio taglio che potrebbe procurarmi danno. Mi aiutate gentilmente a dirimere questa situazione?
Ringrazio anticipatamente per il tempo e la disponibilità!

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
per quanto è a mia conoscenza il beneficio del congedo per "patologia grave e terapia salvavita" viene concesso sulla base del CCNL (dopo approvazione del collegio medico-legale dell'ASL) dietro presentazione dell'attestazione del trattamento da parte delle struttura ospedaliera presso cui la terapia salvavita è stata effettuata, con esclusione quindi di altre certificazioni da parte di sanitari esterni (es. il medico di medicina generale), per le quali si può invece fruire del congedo ordinario per malattia.

La Legge 104/92, ove sia riconosciuta la previsione di "handicap in stato di gravità" prevede la possibilità di fruire mensilmente di tre giorni di congedo, non computati fra quello per malattia.

Non comprendo le necessità nè l'utilità di una visita presso la medicina del lavoro, considerato che per l'eventuale giudizio di idoneità alla mansione specifica Lei dovrebbe essere visitata dal medico competente del Comune presso cui lavora, ed il cui giudizio farebbe testo, salvo ricorso presentabile da parte Sua entro trenta giorni.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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Buonasera,

per il rilascio di grave patologia deve rivolgersi all'ATS o ASST competente per territorio, generalmente il certificato viene rilasciato dal medico monocratico di struttura pubblica.

Cordiali saluti
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
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