Utente 106XXX
Può, un soggetto sano che attraversa una fase di vita particolarmente difficile, richiedere di essere mantenuto in un periodo di prolungata incoscienza (coma farmacologico), in attesa che determinate sue proprie situazioni "esterne" trovino risoluzione?
I medici possono soddisfare una sua simile richiesta?

[#1] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Gentile Utente 106305,
la risposta in Italia in strutture pubbliche è no.
Saluti
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni

[#2] dopo  
Utente 106XXX

Me l'aspettavo.
Grazie mille.

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,
E' vietata la somministrazione di farmaci al di fuori di una indicazione clinica e terapeutica.
Ciò vale anche per i farmaci anestetici.
E' possibile la somministrazione di farmaci al di fuori di una indicazione clinica e terapeutica solo per sperimentazioni, che, tuttavia, devono seguire un ben preciso protocollo autorizzativo.
Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#4] dopo  
Utente 106XXX

Grazie anche a Lei Dottore.

[#5] dopo  
37801

Cancellato nel 2010
aggiungo che guai se fosse permessa, sarebbe un'apocalisse

[#6] dopo  
Utente 106XXX

Ma non crede Dottore che il concetto di "salute" , come del resto da sua definizione dell'OMS, dovrebbe essere un pò più largo di quello che fa riferimento puramente e semplicemente alla patologia codificata come tale, e lasciare dunque un margine alla soggettività, all'interpretazione dell'individuo, che ovviamente si assuma la responsabilità delle sue determinazioni?!
Fatta salva l'obiezione di coscienza da parte del medico, ovviamente.
Mi pare che il dibattito etico si stia spostando in questa direzione, ed il fatto che un Suo collega abbia detto che non è possibile "in Italia" lascia intendere che altrove (Olanda?!) può esserlo.
Ciò deve lasciar supporre che i paesi libertari vivono in uno stato di giungla anarchica?!

[#7] dopo  
37801

Cancellato nel 2010
Guardi che sfonderebbe una porta aperta se , a me, parlasse di Italia paese sotto controllo vaticano,
ma sulla problematica da lei evidenziata sono d'accordo con l'attuale legislazione.
Quel che lei dice sarebbe,ripeto, un'apocalisse risultando un'alterantiva ad un "fac simile" di suicidio per chi quello vero non farebbe mai