Utente 116XXX
GENTILE DOTTORE,
A MIO PADRE E' STATO DIAGNOSTICATO UN CARCINOMA ALLA PROSTATA PERTANTO (STA FACENDO ORMONTERAPIA) E' STATO SOTTOPOSTO POCHI GIORNI A FA A PET-TC COLINA TOTAL BODY DOPO SCINTIGRAFIA E TAC NEGATIVE.
VORREI CHIEDERLE SE IL RISULTATO "NEGATIVO" DI QUESTI ESAMI COSI' SENSIBILI CONSENTE DI AFFERMARE O MENO CHE - OLTRE A QUELLO ALLA PROSTATA - NON SIANO PRESENTI ALTRE FORME TUMORALI IN TUTTO IL CORPO.
SE COSI' NON FOSSE, ESISTE UN ESAME CHE CONSENTE DI VERIFICARE CHE NON SIANO PRESENTI TUMORI IN TUTTO IL CORPO?
GRAZIE.

[#1]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,
In questa fase è importante curare il carcinoma della prostata; gli esami di stadiazione che ha eseguito sono serviti sia ad escludere la diffusione a distanza del tumore (metastasi) che la presenza di altri tumori primitivi (cosa abbastanza infrequente), perciò al momento non dovrebbe eseguire nessun altro esame.
Piuttosto sarebbe opportuno sapere l'età del papà, il psa pre-biopsia prostatica ed il gleason score rilevato alla biopsia.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#2] dopo  
Utente 116XXX

Grazie per la cortese risposta.
Mio padre ha 58 anni, il PSA per-biopsia era 30 ed il gleason (5+4) 69% tpc con focale permeazione perineurale.
Papà continua ad essere asintomatico (controllo psa era stato occasionale)e non soffre di alcuna patologia; è solo lievemente obeso.
Al momento è curato con BAT ma siamo prossimi a prendere una decisione:
- (bat neoadiuvante in corso) + prostatectomia radicale + radioterapia e bat adiuvanti;
- (bat neoadiuvante in corso) + radioterapia e bat adiuvante.
Lei cosa farebbe?
Ritiene che l'intervento effettuato da un bravo chirurgo possa essere maggiormente risolutivo della sola radioterapia?
grazie.

[#3]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,
Se non ci sono segni di infiltrazione del retto considerata la giovane età del papà noi da protocollo eseguiamo BAT (neoadiuvante) + chirurgia radicale + radioterapia + BAT adiuvante (ma ovviamente il tutto è a discrezione del suo urologo di fiducia).
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#4] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dottore,
ringrazio per la cortese e celere risposta.
Proprio oggi abbiamo ritirato l'esito dell'esame del PSA a 1 mese esatto dalla I iniezione di Enantone 11.25 e 40 giorni dall'inizio del casodex 50.
Il valore è 7.75 rispetto a 28 (23.01.2011 prima di iniziare tutta la trafila medica).
Pensa che sia un buon risultato o il valore sarebbe dovuto scendere maggiormente?
grazie.

[#5]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Sicuramente scenderà ulteriormente.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#6] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dottore,
come sempre ringrazio per sua disponibilità.
Sono consapevole che l'obiettivo finale (spero non sia utopia)sarebbe PSA = 0; volevo solo chiederle se allo stato attuale, cioè dopo un mese di bat adiuvante - prima della prostatectomia - il valore raggiunto corrisponde a quello che - per la sua esperienza - si sarebbe aspettato per un suo paziente.

Cordialmente

[#7]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,
in questa fase non è importante di quanto scende il valore del PSA; l'importante è che ci sia stata una valida risposta come in questo caso e che ancor di più una riduzione volumetrica della prostata tale da renderlo operabile, considerato che penso che abbiate optato per la chirurgia radicale della prostata.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#8] dopo  
Utente 116XXX

Egregio dottore,
mi permetto ancora di disturbarLa affinché possa pregiarci nuovamente del suo parere circa l'esito dell’esame istologico post-prostatectomia radicale lfn estesa VLS eseguita il 10 maggio u.s.(decisione supportata anche dalla sua risposta del 10.04.2011):
"Adenocarcinoma della prostata somma 9 (5+4).Il Pattern di Gleason 5 è rappresentato per circa il 60%. La neoplasia interessa estesamente entrambi i lobi compresi i corrispondenti emiapici e presenta estensione extraprostatica (EPE) non focale maggiormente rappresentata nel lobo sinistro. L’adenocarcinoma raggiunge localmente il margine di resezione del lobo sinistro per una estensione di circa 1 mm (pattern di Gl. non valutabile per presenza di artefatti da prelievo) ed infiltra localmente la vescicola seminale destra. Non si riconoscono figure certe di invasione vascolare. Restanti margini e vescicola seminale sinistra indenni.
-- N.3 linfonodi repertati indenni da metastasi (descrizione:frammento di adipe del diametro di cm contenente linfonodi dx, incluso in toto (n.25);
-- N.4 linfonodi repertati indenni da metastasi (descrizione:frammento di adipe del diametro di cm contenente linfonodi sin, incluso in toto (n.25).

UICC, 2009:pT3b pN0
----------------
1)I margini chirurgici sono da considerarsi positivi?
2)La pet-tac pre-intervento aveva rilevato anche: pelvi, con 2 intense focalità di pertinenza linfonodale in regione iliaca interna bilaterale, nonché a carattere tenue, in regione iliaca esterna destra in corrispondenza di due piccole adenopatie contigue.
A tal riguardo non mi e' chiaro come mai questi linfonodi "compromessi" non risultano all'esame istologico (c'è più probabilità che non siano stati asportati o che fossero ipercaptanti per ragioni diverse dalla malattia?).Quale esame potrà fugare ogni dubbio?
3)Un valore PSA >0 a 1 mese dall'intervento sarà indice di "residui" di cellule cancerose in qualsiasi parte della zona pelvica oppure indicherà sicuramente che sono presenti linfonodi compromessi?

Grazie per il servizio che offre e per la cortese risposta che vorrà fornire.

[#9]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
1) Dalla descrizione da lei riportata si evince che ci sono margini positivi
2) E' sempre più attendibile l'esame istologico rispetto agli esami di stadiazione quali la PET-TC (quelle rilevate potrebbero essere anche aree infiammatorie o reattive)
3)Con questo quadro oncologico non è importante il PSA post-operatorio quanto la risposta ad ulteriori terapie di completamento quali la Radioterapia e/o la ormonoterapia.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#10] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dottore,
grazie per la celere e puntuale risposta.
Avrà compreso che non sono un medico ma sto cercando di acquisire qualche informazione/nozione per farmi un'idea della situazione REALE e di cosa ci aspetta; è solo per tale ragione che provo a porle quest'ultima domanda:
Qual'è il criterio che "il protocollo chirurgico" impone nella selezione dei linfonodi da asportare in corso di prostatectomia radicale (solo quelli individuati in fase di stadiazione come "verosimilmente compromessi", tutti quelli presenti nella zona circostante la prostata,"a campione", a discrezione del chirurgo...)?
Se ho intuito bene, la presenza/persistenza di linfonodi metastatizzati comprometterebbe ulteriormente la prognosi già abbastanza sfavorevole.
Con ottimismo, ringrazio.
Cordiali saluti.

[#11]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
La linfadenectomia che normalmente si esegue è quella otturatoria (linfonodi più vicini alla prostata che drenano la maggior quantità di linfa che da essa deriva che sono la principale sede di metastasi). Alcuni chirurghi la eseguono in maniera più allargata, il tutto indipendentemente dall'esito degli esami radiologici pre-operatori. La positività dei linfonodi diagnosticati con esame istologico ovviamente peggiora la prognosi, ma nel caso del papà mi sembra che questo dato non sussista, quindi esiste qualche chance di guarigione anche se il percorso da affrontare è ancora lungo compatibilmente con le attuali condizioni di salute.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#12] dopo  
Utente 116XXX

gentile dottore,
mi trovo ad aggiornarla sulla situazione di mio padre.
Abbiamo ritirato l'esito del dosaggio PSA a 30 gg dall'intervento:2,1.
Alla luce della storia clinica di mio padre, cosa significa?
- Subito Rt e ripresa della cura ormonale?
- Consiglierebbe di ripetere la pet-tac (fatta il 4.4.2011)per scongiurare che nel frattempo la malattia non abbia originato metastasi?
- Una domanda "sciocca": 4 giorni prima delle analisi PSA mio padre è stato sottoposto ad esplorazione endorettale.. pensa che abbia potuto influire sul risultato?
Le chiederei di continuare a pregiarci della sua preziosa opinione che, fino ad oggi, ci è stata molto di aiuto.

Grazie.

[#13]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,
dall'esito del PSA si evince che esiste "malattia residua" come del resto era prevedibile quindi in questa fase compatibilemente con le condizioni cliniche del papà è utile ormonoterapia + consulto radiotrerapico.


La PET, la TAC o la RMN potrebbero essere utili al radioterapista per verificare la zona di irradiazione.
Sono molto rare le metastasi che si verificano a così breve tempo di distanza e spesso sono associate a valori di PSA molto più alti, oltre tutto si è ottenuto lo scopo principale ovvero l'abbattimento del PSA.
Dopo prostatectomia non si hanno variazioni di PSA significative dopo esplorazione rettale.

P.S.: Scusi il ritardo per la risposta.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#14] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dottore,
mi rincuora che fino a questo momento le nostre scelte si siano trovate in linea con le sue opinioni.
Abbiamo ricominciato bat (casodex 50 + enantone 11.25)e siamo in lista d'attesa per la radioterapia adiuvante.
Quindi siamo in procinto di effettuare rmn addome-pelvi ed rx clisma opaco richiesti dal radioterapista.
Ritiene condivisibile la scelta di non effettuare (in questo preciso momento del cammino, salvo farlo quando sarà effettivamente necessario) un esame diagnostico total body dal momento che, qualunque ne fosse l'esito, le cure possibili sono già tutte in corso?
Mi farebbe piacere conoscere la sua opinione in merito.
Grazie

[#15]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Se la RMN ed il clisma opaco confermano la fattibilità della radioterapia l'unico esame che ci indicherà l'andamento della patologia è il PSA.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#16] dopo  
Utente 116XXX

gentile dottore,
qualche giorno fa mio padre ha effettuato delle analisi del sangue richieste in vista della RMN.
Il valore della VES (0-15) è risultato 22... può avere qualcosa a che fare con la malattia prostatica/intervento?
Atteso che non ha alcuna altra infiammazione-infezione "apparente" in corso nè sintomi di alcun genere, da cosa potrebbe dipendere?
Gli altri valori (azotemia, creatininemia, glucosio, bilirubina, elettroforesi proteica, proteine totali, gpt, got, gamma gt ..sono nella norma).
Effettuata uroflussimetria:nella norma.
Grazie.

[#17]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Incrementi della VES asintomatici sono frequenti in questa tipologia di pazienti. Ovviamente si verificherà tale presupposto dopo esecuzione della RMN ed in ogni modo è utile il controllo nel tempo anche se la radioterapia in teoria potrebbe incrementarla.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#18] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dottore,
ringrazio per la costanza con cui presta questo utilissimo servizio.
Le scrivo per conoscere la sua opinione circa il referto della RMN del 1° luglio u.s.:
Esiti del recente intervento di prostatectomia radicale e linfoadenectomia con rilievo di tre piccoli linfoceli in sede iliaca esterna e otturatoria sinistra. Non evidenti adenopatie retroperitoneali e pelviche. Non alterazioni morfologiche e di segnale di rilievo a carico dei visceri parenchimatosi addominali se si eccettua modesta ipertrofia del lobo caudato e del lobo sinistro del fegato.
a) Sembra (chiedo conferma)che non vi siano metastasi agli organi addominali ma che purtroppo sono presenti 3 linfoceli "compromessi".
Non mi spiego come questo sia possibile atteso che:
- i 7 linfonodi iliaci e otturatori asportati sono risultati tutti "indenni" da metastasi (non dovrebbero corrispondere a quelli più a rischio perchè più prossimi alla prostata?);
- a me sembra (chiedo conferma) che la pet-tc pre-intervento non aveva rilevato focalità "nell'area" di QUESTI 3 LINFOCELI(pelvi, con 2 intense focalità di pertinenza linfonodale in regione iliaca INTERNA bilaterale, nonché a carattere tenue, in regione iliaca esterna DESTRA in corrispondenza di due piccole adenopatie contigue). Come mai a 50 gg dall'intervento la RMN, invece, li evidenzia?
c) non le chiedo una prognosi, ma quantomeno di conoscere a livello prettamente "statistico" dati sui tempi di progressione della malattia in casi nefasti come il nostro.
Ci aiuti come può!
GRAZIE

[#19]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Non mi è possibile esprimere un giudizio sicuro in quanto non è molto chiaro il referto della nuova RMN.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#20] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dottore,
cosa mi consiglia di fare?
Le ho riportato il referto completo cosi' come l'ho ricevuto.
Mi spiace che non possa fornire il suo prezioso parere.
Grazie infinite comunque.
La ricontatterò non appena avrò l'esito dell' rx clisma opaco.

[#21] dopo  
Utente 116XXX

Proprio questa sera abbiamo ritirato il referto dell'rx clisma opaco:
Il viscere è canalizzato fino al fondo cecale. I segmenti colici presentano pareti elastiche e distensibili con austratura conservata in paziente con dolicocolon.Opacizzazione dell’appendice. Ptosi del trasverso. Evidenza di qualche piccolo diverticolo a livello delle giunzioni sigma-retto. Non evidenti lesioni organiche parietali o endoluminali.
Cosa ne pensa?
Ora il quadro della situazione dovrebbe essere completo e non ci resta che attendere la prossima visita radioterapica.
Qualora avesse suggerimenti sul da farsi, la pregherei di comunicarceli.
Grazie, a presto.

[#22]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,
la presenza di semplici linfoceli (accumulo di liquido linfatico) è un evento possibile dopo asportazione dei linfonodi e sono situazioni benigne post-operatorie che al massimo, se troppo voluminose, necessitano di essere aspirate per poter eseguire correttamente la radioterapia. Il referto comunque non è molto chiaro e forse riporta qualche errore di battitura ("linfoceli compromessi?" ecc. Purtroppo se è testualmente riportato per esprimere una corretta valutazione bisogna guardare dal vivo le radiografie.
Il clisma sembra Ok!
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#23] dopo  
Utente 116XXX

gentile dottore,
il testo integrale del referto RMN è solo quello che segue, (il resto erano le mie domande, ecco perchè non risultavano chiare):
""""Esiti del recente intervento di prostatectomia radicale e linfoadenectomia con rilievo di tre piccoli linfoceli in sede iliaca esterna e otturatoria sinistra. Non evidenti adenopatie retroperitoneali e pelviche. Non alterazioni morfologiche e di segnale di rilievo a carico dei visceri parenchimatosi addominali se si eccettua modesta ipertrofia del lobo caudato e del lobo sinistro del fegato""".
Mi scusi per aver ingenerato quest'incomprensione e grazie ancora.

[#24]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Allora è confermato quanto sopra esposto sui linfoceli.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#25] dopo  
Utente 116XXX

Egregio dott.Scalese,
torno a scriverle per aggiornarla sulla situazione di mio padre:
(BREVE STORIA CLINICA: 59 anni, psa occasionale GENNAIOu.s.:28, Gl. 5+4,scint. e tac negative, bat neoadiuvante, pet-tac rileva alcune focalità linfonodali,RRP VLS estesa il 10 maggio u.s. e dopo 30 gg,inaspettatamente, il valore PSA è risultato 2,1(bat neoad. era stato sospeso solo dal giorno dell'intervento).
Esame istologico: margini chirurgici positivi e stadiazione
UICC, 2009:pT3b pN0)

Il 15 luglio, dopo un mese dalla ripresa del bat (casodex 50 + enantone 11.25),il PSA era sceso a 0,9.
Il Il 24 luglio, effettuata RMN CON BOBINA ENDORETTALE in vista della RT adiuvante:
"Esiti di pregressa prostatectomia radicale e linfadenectomia pelvica. Non immagini riferibili a tessuto prostatico residuo. Vescica poco distesa a pareti diffusamente ispessite. Piccoli linfonodi di significato aspecifico sono presenti in sede prevescicale (il maggiore di circa 5,5 mm).Presenza di linfonodi iliaco-femorali bilaterali (il maggiore a sin 15 mmx12mm circa, iliaco-otturatori bilaterali (il maggiore a sin 11 mmx9mm circa e a destra 15mmx8mm circa)linfonodi inguinali bilaterali con ilo adiposo ben rappresentato.Si conferma la presenza di due linfoceli in sede iliaca esterna sinistra (20mm)e otturatoria sinistra (16mm).Non idronefrosi. Non evidenti adenopatie retroperitoneali".

Tra qualche giorno si concluderà il ciclo di 40 sedute di RT e Le sarei grata se potesse suggerire come proseguire la nostra battaglia:
1) tra quanto tempo il dosaggio del PSA potrà ritenersi realmente indicativo della risposta della malattia alle cure?Cosa si può fare nel frattempo (ulteriori cure, esami, visite specialistiche...)?
2) ultimamente, per via del bat in corso, sta aumentando la tensione mammaria e la ginecomastia ma con dolore del tutto sopportabile: ritiene di continuare a "conviverci" o vi è pericolo che - se non trattato -il problema, nel tempo, peggiori irrimediabilmente?

In attesa di cortese risposta, porgo cordiali saluti.

[#26]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,

1) ad un mese dal termine della radioterapia sarà utile ripetere il PSA ( in ogni modo segua le indicazioni del suo Centro di riferimento)

2)Sono rarissimi i casi di tensione mammaria e ginecomastia correlati al blocco androgenico totale che possono degenerare.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#27] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dottore,
grazie per la cortese e sempre esauriente risposta.
ln relazione alle ginecomatia e tensione mammaria, il nostro timore nasce dal fatto che, come anche lei ha confermato, il bat durerà ancora a lungo (si spera) e non ci è chiaro se
una eventuale cura antiestrogena (tamoxifene?) possa rivelarsi maggiormente efficace se iniziata subito (anche a scopo "preventivo") piuttosto che nel momento in cui i problemi mammarii dovessero diventare "insopportabili".

Consapevole che rispetto alla situazione oncologica il problema in questione riveste un'importanza del tutto secondaria e che gli elementi di valutazione (ulteriori effetti collaterali, eventuale possibilità di interferenza con il bat in corso, psa...) sono sicuramente più complessi di quelli che un non-medico possa immaginare, conclusivamente ritiene che sia ininfluente rimandare la valutazione nel tempo?
Esistono cure più "leggere" rispetto a quella ormonale?
Perdoni l'inappropriatezza dei termini utilizzati.
Grazie

[#28]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,

1)Come avrà già avuto modo di informarsi l'indicazione all'utilizzo del tamoxifene è quella del carcinoma mammario. Il tamoxifene non influenza il decorso naturale della malattia prostatica; alcuni medici utilizzano tale terapia in corso di blocco androgenico come "farmaco sintomatico" per il trattamento della mastodinia e della ginecomastia specie nei casi in cui è alterata la qualità di vita salvo verifica della compatibilità con la terapia in atto, la presenza di allergia nei confronti del principio attivo e degli eccipienti ecc. Secondo alcune teorie il Tamoxifene ridurrebbe l'incidenza (già bassissima di per se) di carcinoma mammario in questa tipologia di pazienti, ma sono solo dati statistico-teorici.

2) Insieme agli altri presidi è la terapia più idonea
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#29] dopo  
Utente 116XXX

Gentile dott. Scalese,
torno a scriverle per aggiornarla sulla situazione di mio padre affinchè possa pregiarci, come è accaduto sino ad ora, dei suoi suggerimenti in merito al da farsi.
Dopo 45 gg dal termine di RT adiuvante su loggia prostatica e linfonodi pelvici (inclusi quelli pet-tac positivi) il valore del PSA è 0,40.

a) Come si traduce il PSA = 0,4 tenuto conto che da febbraio u.s. ad oggi abbiamo fatto Bat neoadiuvante (casodex 50 + enantone) + rrp a maggio + bat adiuvante (casodex + enantone) ancora in corso + RT ????

b) A questo punto bisognerà effettuare nuovamente PET-TAC colina e/o altri esami tipo scintigrafia per verificare la presenza di metastasi e/o eventualmente "cambiare" bat?

Le sarei grata se potesse fornire ogni informazione utile a chiarire le nostre idee e capire qual'è lo stato "reale" della malattia, per consentirci di continuare a combatterla consapevolmente nel migliore dei modi (siamo coscienti fin dall'inizio di quale fosse la "complessità e gravità" della situazione ... psa 28 - Gl.5+4 - pet con linfonodi positivi ...).

Grazie dott.Scalese

[#30]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Io penso che la cosa migliore in questo momento sia quella di seguire l'andamento del PSA sperando che rimanga stabile o tenda a scendere ulteriormente (0,4 è il valore più basso registrato fino ad oggi ?)
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#31] dopo  
Utente 116XXX

Grazie infinite per la precisa e celere risposta.
Si, il valore attuale è quello piu basso in assoluto.
A fine gennaio : psa 30
- 10 aprile (dopo 40 gg di bat neoad.): 7.75
- 9 maggio (bat in corso): 5,5
- 10 maggio intervento chirurgico
- 10 giugno (dopo 1 mese da RRP, con bat interrotto) : 2,1
- 15 giungo si ricomincia il BAT
- 15 luglio: 0,9
Poi 40 sedute di RT
Attualmente, dopo 45 gg - psa 0,4 (bat in corso).

Cordiali saluti.



[#32]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Confermato quanto sopra esposto salvo diversa indicazione data dai colleghi.

P.S.: per caso è a conoscenza del dosaggio espresso in Gray (Gy) che è stato utilizzato durante la radioterapia (si tratta semplicemente di una informazione a carattere personale).

Grazie!
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#33] dopo  
Utente 116XXX

E' un onore avere la possiblità di fornire, per una volta, un'informazione "utile" a Lei!
Preciso che prima di cominciare la terapia l'equipe di RT ha ritenuto opportuno effettuare una RMN "semplice" quindi anche una RM con bobina endorettale proprio per studiare a fondo e individuare con la massima precisione "i linfonodi bersaglio".
In conclusione riporto i dati della Relazione Clinica:
- RT di 7020 cGy su LOGGIA PROSTATICA
- RT di 4500 cGy su LINFONODI PELVICI
- RT di 5940 cGy su LINFONODI PET POSITIVI
tutto con acceleratore lineare in regime di fotoni con frazionamento 180 cGy/die - in 39 sedute.

P.S.: La questione dei linfonodi ... purtroppo non mi dà pace.:
1) alcuni risultano "iperfissati" nella pet-tac di aprile;
2) quelli asportati a maggio risultano TUTTI INDENNI;
3) nelle RM successive quelli rimasti appaiono "contaminati"

Da "non medico" ho tre ipotesi pur semplicistiche:
1) nel corso della RRP non sono stati asportati i linfonodi "pet-positivi" e quindi quelli rimasti rappresentano la causa del mancato azzeramento del PSA post-intervento e anche attuale (si potrebbero asportare?);
2) l'iperfissazione della pet non significava "linfonodi compromessi" e la contaminazione /compromissione è avvenuta solo dopo l'intervento;
3) al momento della scoperta della malattia (nonostante scintigrafia e tac negative) il sistema linfatico era già stato intaccato per cui già allora ..era troppo tardi!

La pregherei di illuminarmi!

Grazie

[#34]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Spett.le sig.ra,
A questo punto della situazione tutte le possibilità terapeutiche primarie sono state eseguite ed è poco utile porsi dei "ma" e dei "se" avendo la convinzione di aver fatto tutto quello che è umanamente possibile, senza fermarsi a guardare indietro, con la speranza di uscire vincitori nella "battaglia" contro il cancro.

P.S.: Essendo un argomento molto delicato si potrebbero esprimere anche opinioni non corrette in quanto non si può avere un quadro clinico precisissimo della situazione come il caso richiederebbe.


Cordiali saluti
Gino Scalese

[#35] dopo  
Utente 116XXX

Gentilissimo dott. Scalese,
la saluto e torno a scriverle per chiederle ulteriori preziosi consigli sulla situazione di mio padre.
Come sperato, il valore del PSA è sceso a 0,09 (a novembre u.s. era 0,4).
Il bat è sempre in corso (casodex 50 + enantone 11.25).
A marzo avremo le visite di controllo e, in particolare, per quella radioterapica è stato richiesto RM con bobina endorettale e le analisi complete di sangue e urine; per quella oncologica è stata prenotata (già da novembre) pet-tac colina.

In considerazione del valore attuale di PSA (0,09 rispetto a 0,4 al momento in cui furono prescritti gli esami) e che abbiamo appena effettuato la RMN prostata con bobina di cui attendiamo esiti, per il caso specifico, ritiene sia comunque CORRETTO/CONVENIENTE (per scovare eventuale recidiva e/o metastasi a distanza) effettuare SUBITO anche la pet-tac (l'unica pet-tac effettuata è stata quella pre-intervento in aprile 2011, poi nessun altro esame total body) o in questo momento sarebbe "superflua"?

Grazie.

[#36]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,
nel post-operatorio il valore più attendibile del decorso della malattia è il PSA. Gli altri esami sono di completamento ed a discrezione del curante.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#37] dopo  
Utente 116XXX

Gentilissimo dott. Scalese,
la saluto e torno a scriverle per chiederle ulteriori preziosi consigli sulla situazione di mio padre.
Ad oggi , il valore del PSA è stabile a 0,09 e testosterone 24 (a novembre u.s.PSA era 0,4 e a febbraio PSA 0,09 e testosterone 19).
Il bat è sempre in corso (casodex 50 + enantone 11.25)
In considerazione che:
- purtroppo si sono manifestati sin dai primi mesi molti degli effetti collaterali del Casodex ( notevole ginecomastia e tensione mammaria, consistente aumento ponderale, vampate di calore e irascibilità)
- abbiamo timore che proseguendo a lungo termine, il casodex possa cessare i suoi effetti quindi " ormonoresistenza"

le sarei grata se potesse esprimere la sua opinione circa l'opportunità di sospendere il Casodex allo stato dei fatti e proseguire solo con l'Enantone, salvo riprenderlo in caso di rialzo del PSA.

O sarebbe meno rischioso risolvere i "problemi secondari" ricorrendo a "farmaci sintomatici"?
Grazie per il prezioso consiglio che vorrà darci.

[#38]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Il tutto dipende dall'entità degli effetti collaterali e dalla loro incidenza sulla qualità di vita.
P.S.: Considerato che tale terapia agisce sul metabolismo osseo ad un anno converrebbe eseguire una mineralometria ossea computerizzata (MOC): ne parli con il suo curante.
Cordiali saluti
Gino Scalese

[#39] dopo  
Utente 116XXX

Gentile prof.,
le ho già scritto in passato per la situazione di mio padre e ho sempre seguito le sue proficue indicazioni, tant'è vero che ad oggi la situazione sembra sotto controllo!
Feb. 2011: psa occasionale 28 (59 anni)
biopsia: Adenocarcinoma prostata Gl. 5+4. scintigrafia e tac negative.
pet-tac: iperfissazione solo a livello dei linfonodi pelvici.
3 mesi di Bat neoadiuvante (casodex 50 + enantone 11.25)e successivamente
10 maggio 2011: prostatectomia radicale estesa ai linfonodi c/o I.Regina Elena
psa post intervento: 2,1 nonostante bat in corso;
Esame istologico: pt3b N0 con margini positivi ma linfonodi asportati (15) indenni.
Agosto 2011: 39 sedute Rt adiuvante su loggia prostatica (7020 cGy) + linfonodi pelvici (4500 cGy) + linfonodi pet-positivi (5940 cGy) tutto con frazionamento 180 cGy/die.
Novembre 2011:PSA 0,4.
tutto l'anno 2012: 0,09
marzo 2013: 0,09 e sospensione casodex(trascorsi 2 anni ininterrotti tra neoadiuvante e post)proseguendo solo con l'analogo.
psa da luglio 2013 ad oggi:0,09.
Trimestralmente effettuiamo le analisi del sangue e delle urine e, per il momento, tutti i valori sembrano nella norma eccetto problemi secondari (linfedema arti inferiori, ginecomastia, gonfiore, minima incontinenza, sbalzi di umore...)
ogni sei mesi effettuiamo la visita di follow up tuttavia nel corso degli ultimi due anni, non è stato mai prescritto alcun esame diagnostico alla loggia prostatica o total-body... cosa ne pensa?Sarebbe utile indagare per metastasi a valori cosi bassi di PSA? Quali esami effettuare?
Grazie

[#40]  
Dr. Gino Alessandro Scalese

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
4% attualità
20% socialità
ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

Rank MI+ 76
Iscritto dal 2000
Gentile utente,

il follow-up dei pazienti curati per Ca della prostata si basa essenzialmente sul dosaggio del PSA. Periodicamente sarebbe opportuno eseguire visita della loggia prostatica ed ecografia addome completo anche se spesso queste ultime due sono a discrezione dell'urologo.
Cordiali saluti
Gino Scalese