L'area di Medicina non Convenzionale è riservata ai soli perfezionati in tali discipline, quindi non sarà possibile ricevere risposte da altri specialisti. Teoria e pratica delle discipline di Medicina non Convenzionale ad oggi non sono ancora sostenute da sufficiente sperimentazione scientifica e sono disciplinate dal codice di deontologia medica (art. 15)

Utente 413XXX
Gentili Dottori, sono un uomo di 29 anni (cugino dell’utente 41304) e in passato pur avendo seguito un percorso psicoterapico e (ahimè) l’aver assunto due diversi tipi di SSRI (prescritti dallo specialista) non ho risolto nulla, continuo ad essere molto stressato per vari e concreti motivi.
Mi hanno parlato della rodiola come un buon prodotto antistress e vorrei andare da un naturopata per vedere se posso farne uso.

Prima però vorrei gentilmente sapere:
• La rodiola provoca un effetto sedativo (tipo quello degli SSRI) ?
• Gli antidepressivi causano disturbi della sessualità (abbassamento libido e difficoltà eiaculatoria), uguale effetti li arreca la rodiola?
• Come gli SSRI anche la rodiola deve (o può) essere assunta per due o più anni?
• Anche nei casi in cui gli SSRI danno benefici a livello di unore, non fanno sicuramente bene all’organismo per via dei tanti effetti collaterali.
La rodiola è altrettanto potenzialmente tossica/nociva? . . . . . . può rendere un uomo sterile – nuocere al fegato o altro?

Spero di ricevere una cortese risposta da parte vostra e in attesa porgo cordiali saluti.
Grazie !!!

[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone

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Gentile Utente,

per quanto di mia competenza le posso dire che la Rodiola rosea è un principio attivo ad azione adattogena.
Si intende con ciò na sostanza che permette all'oraganismo di superare con maggior facilità momenti di stress psicofisico.
La Rodiola non da affetto sedativo, non disturba minimamente la sessualità (anzi), non ha particolari effetti tossici sempre che se ne limiti l'assunzione nel tempo; non esiste una sperimentazione tanto prolungata (due anni) per poterle riportare dei dati attendibili ai quali far riferimento.
Le più comuni prescrizioni non vanno oltre i tre-quattro mesi.

Per tutti gli approfondimenti riguardo le precedenti terapie effettuate ed eventuali consigli del momento le suggerisco di rivolgere i suoi quesiti nella sezione di Psichiatria di questo stesso sito.

Cordialmente.




Dr. Riccardo Ferrero Leone
Omeopatia-Omotossicologia-Nutrizione clinica