L'area di Medicina non Convenzionale è riservata ai soli perfezionati in tali discipline, quindi non sarà possibile ricevere risposte da altri specialisti. Teoria e pratica delle discipline di Medicina non Convenzionale ad oggi non sono ancora sostenute da sufficiente sperimentazione scientifica e sono disciplinate dal codice di deontologia medica (art. 15)

Utente
Ho letto che in caso di assunzione di farmaci è sconsigliato il digiuno perché in mancanza della diluizione del cibo aumenterebbe di molto la concentrazione. In questo caso potrei pensare a una diminuizione per il periodo di digiuno o magari in questo caso il problema potrebbe essere regolare con precisione il farmaco o altri problemi o essere in ogni caso dannoso- e ve lo chiedo-? O forse potrei pensare a una sospensione totale, anche se ora non me la sentirei comunque di smettere per poi ricominciare, anche se ciò fosse possibile -e ve lo chiedo anche questo- senza conseguenze negative? E come potrebbe non avere conseguenze negative continuare a modificare i delicati meccanismi chimici del cervello? Penso che più si stia stabili meglio sia, giusto? In fatti non me la sentirei ne di diminuire per poi riaumentare ne di smettere per poi riprendere, in questo caso rimanderò eventualmente, sempre che anche allora potrò (ci sono problemi in questo senso col farmaco preso in passato? e di altro genere? ) a quando smetterò di assumere il farmaco. Uno dei problemi che mi preoccupava quando ho ripreso il farmaco era di non poter fare dei periodi di digiuno.
Grazie

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Dr. Riccardo Ferrero Leone

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Gentile Utente,
condivido le sue valutazioni in merito a dosaggio del farmaco e digiuno; le consiglio pertanto un regime alimentare che escluda il digiuno e le possa comunque giovare per la salute e il controllo del peso. Mi riferisco all'alimentazione chetogenica in particolare.

Cordiali saluti.
Dr. Riccardo Ferrero Leone
Omeopatia-Omotossicologia-Nutrizione clinica