Consulto per una risonanza magnetica in toto
Buongiorno chiedo un consulto per la mia risonanza in toto a seguito di continui dolori. . rigidità e emicrania. . premetto che soffro di spondilite anchilosante in cura con farmaco biologico da 8 anni.
Rm cervicale: inversione in cifosi. . dischi disidratati che debordano posteriormente con lievi impronte sulla superficie midollare anteriore che appare sensibilmente ravvicinata al disco-vertebrale causa inversione della curva
Rm dorsale e sacrale: profusioni di modesta entità nei dischi D5/D6/D11/D12... dischi l5-S1 disidratati senza conflitto disco-radicolare canali e midollo limite della norma
Rm sacro-illiache: importante area sclerotica sia ala iliaca che sacrale. . senza sofferenza edematosa. . emisacralizzazione L5 con area sclerotica 21mm. . lieve conflitto coxo-femorale. . . endesopatia tendini del piccolo e grande muscolo glutei
Rm ginocchio sx: Condropatia basso grado ginocchio sx con conflitto femore-rotuleo causa rotula extraruotata e ridotta cartilagine. . abbondante versamento Intra-articolare e floglosi corpo adiposo di hoffa
Rm ginocchio dx: pregresso osteosarcoma con innesto ossea e placche titanio. .
RM non valutabile causa mezzi di sintesi.
Soffro anche di sindrome di rynaud.
Mi sembra di vivere un incubo piena di dolori. . . la schiena fa parte della spondilite o c'è un altro problema?
Farmaci Tecar onde d'urto e fisioterapia non hanno mai dato alcun beneficio. . serve una visita con neurochirurgo?
Grazie
Rm cervicale: inversione in cifosi. . dischi disidratati che debordano posteriormente con lievi impronte sulla superficie midollare anteriore che appare sensibilmente ravvicinata al disco-vertebrale causa inversione della curva
Rm dorsale e sacrale: profusioni di modesta entità nei dischi D5/D6/D11/D12... dischi l5-S1 disidratati senza conflitto disco-radicolare canali e midollo limite della norma
Rm sacro-illiache: importante area sclerotica sia ala iliaca che sacrale. . senza sofferenza edematosa. . emisacralizzazione L5 con area sclerotica 21mm. . lieve conflitto coxo-femorale. . . endesopatia tendini del piccolo e grande muscolo glutei
Rm ginocchio sx: Condropatia basso grado ginocchio sx con conflitto femore-rotuleo causa rotula extraruotata e ridotta cartilagine. . abbondante versamento Intra-articolare e floglosi corpo adiposo di hoffa
Rm ginocchio dx: pregresso osteosarcoma con innesto ossea e placche titanio. .
RM non valutabile causa mezzi di sintesi.
Soffro anche di sindrome di rynaud.
Mi sembra di vivere un incubo piena di dolori. . . la schiena fa parte della spondilite o c'è un altro problema?
Farmaci Tecar onde d'urto e fisioterapia non hanno mai dato alcun beneficio. . serve una visita con neurochirurgo?
Grazie
Gentile Paziente,
capisco molto bene il suo scoraggiamento, perché il quadro che descrive è complesso e comporta diverse possibili fonti di dolore concomitanti. Tuttavia, leggendo i referti, gran parte della sintomatologia può effettivamente essere collegata alla sua spondilite anchilosante, anche se non sembra essere l’unica componente coinvolta. Ci sono infatti più elementi che possono sommarsi: la malattia infiammatoria di base (spondilite anchilosante); alterazioni degenerative/posturali cervicali e dorsali; sofferenza meccanica articolare (anca, ginocchio, rotula); componente muscolo-tensiva cronica; possibile sensibilizzazione centrale al dolore dopo anni di infiammazione cronica.
La RM cervicale mostra soprattutto una inversione della fisiologica lordosi (segno spesso legato a contrattura cronica); dischi disidratati e protrudenti; lieve impronta sul midollo senza descrizione di mielopatia o compressioni severe.
Questo tipo di quadro può certamente contribuire a determinare cervicalgia, rigidità, cefalea muscolo-tensiva/cervicogenica, sensazione di peso nucale.
Anche la dorsale e la lombo-sacrale mostrano alterazioni piuttosto diffuse ma non sembrano emergere grosse ernie compressive o conflitti radicolari importanti.
Il dato molto importante è invece quello delle sacro-iliache ove si rilevano importanti aree sclerotiche, esiti infiammatori cronici, entesopatie glutee.
Questi reperti sono molto coerenti con la storia di spondiloartrite e possono spiegare buona parte del dolore lombo-pelvico e della rigidità. Il fatto comunque che non vi sia edema osseo attivo è positivo, perché potrebbe indicare che la malattia infiammatoria sia relativamente controllata dal biologico sul piano attivo , ma purtroppo possono permanere dolore e rigidità legati agli esiti strutturali cronici. Anche il ginocchio sinistro presenta un quadro meccanico-infiammatorio non banale.
Quindi il dolore che avverte probabilmente non dipende da un’unica causa ma da una sovrapposizione di fattori infiammatorio/degenerativi.
Per quanto riguarda il neurochirurgo, dal referto, sinceramente, non emergono al momento elementi tipicamente neurochirurgici urgenti o chiaramente chirurgici.
Per questo motivo, probabilmente, una rivalutazione reumatologica approfondita e una presa in carico fisiatrica/posturale esperta nelle spondiloartriti potrebbero essere più utili come primo passo rispetto a una visita neurochirurgica immediata.
Il fatto che Tecar, onde d’urto e fisioterapia standard non abbiano funzionato non significa necessariamente che non ci siano margini di miglioramento: nelle spondiloartriti spesso serve un approccio molto specifico, graduale e continuativo, con programmi riabilitativi personalizzati e non solo terapie fisiche passive.
Concludo consigliandole di evitare di interpretare tutto come colonna rovinata : dai referti non emerge un quadro devastante dal punto di vista neurochirurgico, ma piuttosto una situazione cronica complessa e multifattoriale che richiede un approccio integrato.
Cordialmente
capisco molto bene il suo scoraggiamento, perché il quadro che descrive è complesso e comporta diverse possibili fonti di dolore concomitanti. Tuttavia, leggendo i referti, gran parte della sintomatologia può effettivamente essere collegata alla sua spondilite anchilosante, anche se non sembra essere l’unica componente coinvolta. Ci sono infatti più elementi che possono sommarsi: la malattia infiammatoria di base (spondilite anchilosante); alterazioni degenerative/posturali cervicali e dorsali; sofferenza meccanica articolare (anca, ginocchio, rotula); componente muscolo-tensiva cronica; possibile sensibilizzazione centrale al dolore dopo anni di infiammazione cronica.
La RM cervicale mostra soprattutto una inversione della fisiologica lordosi (segno spesso legato a contrattura cronica); dischi disidratati e protrudenti; lieve impronta sul midollo senza descrizione di mielopatia o compressioni severe.
Questo tipo di quadro può certamente contribuire a determinare cervicalgia, rigidità, cefalea muscolo-tensiva/cervicogenica, sensazione di peso nucale.
Anche la dorsale e la lombo-sacrale mostrano alterazioni piuttosto diffuse ma non sembrano emergere grosse ernie compressive o conflitti radicolari importanti.
Il dato molto importante è invece quello delle sacro-iliache ove si rilevano importanti aree sclerotiche, esiti infiammatori cronici, entesopatie glutee.
Questi reperti sono molto coerenti con la storia di spondiloartrite e possono spiegare buona parte del dolore lombo-pelvico e della rigidità. Il fatto comunque che non vi sia edema osseo attivo è positivo, perché potrebbe indicare che la malattia infiammatoria sia relativamente controllata dal biologico sul piano attivo , ma purtroppo possono permanere dolore e rigidità legati agli esiti strutturali cronici. Anche il ginocchio sinistro presenta un quadro meccanico-infiammatorio non banale.
Quindi il dolore che avverte probabilmente non dipende da un’unica causa ma da una sovrapposizione di fattori infiammatorio/degenerativi.
Per quanto riguarda il neurochirurgo, dal referto, sinceramente, non emergono al momento elementi tipicamente neurochirurgici urgenti o chiaramente chirurgici.
Per questo motivo, probabilmente, una rivalutazione reumatologica approfondita e una presa in carico fisiatrica/posturale esperta nelle spondiloartriti potrebbero essere più utili come primo passo rispetto a una visita neurochirurgica immediata.
Il fatto che Tecar, onde d’urto e fisioterapia standard non abbiano funzionato non significa necessariamente che non ci siano margini di miglioramento: nelle spondiloartriti spesso serve un approccio molto specifico, graduale e continuativo, con programmi riabilitativi personalizzati e non solo terapie fisiche passive.
Concludo consigliandole di evitare di interpretare tutto come colonna rovinata : dai referti non emerge un quadro devastante dal punto di vista neurochirurgico, ma piuttosto una situazione cronica complessa e multifattoriale che richiede un approccio integrato.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 18/05/2026.
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