Utente
Da circa un anno cerco di combattere questo grave problema che,intensificandosi col passare del tempo,mi ha reso impossibile quasi ogni attività sociale e lavorativa, con conseguenze anche economiche di rilievo e che stanno coinvolgendo tutto il nucleo familiare.
I sintomi sono: testa pesantissima, dolore soprattutto nella parte occipitale e dietro al collo, algie anche retrobulbari e questo soprattutto seduto e in particolare mangiando. Questi sintomi aumentano proporzionalmente se alzo un peso, anche minimo, come quello di una bottiglia d'acqua, oppure starnutendo o per altri sforzi fisiologici.
La deambulazione è difficoltosa perché ogni minimo dondolamento della testa provoca importanti ripercussioni nelle regioni suddette, ma anche l'intera colonna vertebrale sembra essere costituita da una molla in tensione. Molti sintomi sembrano corrispondere a quelli da sindrome di Chiari, ma gli esami svolti sono (o sembrerebbero ) negativi.
Infatti anche una recente RMN encefalo e rachide in toto danno esito negativo per quanto riguarda l'encefalo mentre per il rachide evidenzia l'ormai già nota rettilineizzazione della fisiologica lordosi lombare. In corrispondenza di L4-L5 si evidenziano esiti di pregresso intervento chirurgico di laminectomia e flavectomia sx (1ºintervento nel '95 - 2º nel '98) con fenomeni cicatriziali che condizionano trazione sul sacco durale. Concomitano fenomeni degenerativi a livello delle limitanti somatiche contrapposte di L4 e L5 e protrusione discale in sede mediana-paramedica sx. A tale livello il canale spinale presenta dimensioni ai limiti inferiori di norma.
Solo un medico chiropratico si é pronunciato in una plausibile diagnosi, ma ancora è priva di sostegno a livello di esami (semmai ce ne siano di appropriati) e vorrei avere qualche chiarimento scientifico a tal proposito se possibile.
La teoria è che il liquor trovando una restrizione, cambia il suo naturale percorso e quindi col tempo ha modificato il suo stesso metabolismo ripercuotensosi sul sistema neurologico centrale. In posizione supina non ho problemi, tranne un po' di dolore se appoggio la parte occipitale della testa. Per quale motivo un problema degenerativo e di stenosi a livello L4-L5 si ripercuote con una tale intensità nella zona occipitale? È compatibile questa sintomatologia? È forse utile una mielografia o una RMN con carico assiale?
Quale altra terapia potrei prendere in considerazione oltre alla chiropratica? L'ozonoterapia potrebbe ridurre i fenomeni cicatriziali del precedente intervento?
La mia attuale terapia farmacologica è Lyrica 75 2 al giorno e Indoxen, ma non riscontro alcun beneficio. Nei precedenti mesi mi sono sottoposto a numerose sedute di osteopatia, anche attraverso diversi operatori, fisioterapia, ginnastica posturale, agopuntura, ma tranne quest'ultima (neutra) tutte esacerbavano i sintomi. Gli esami effettuati sono RMN encefalo e rachide, RMN cervicale e collo, angio tac, PEM+PESS(4 arti), RX cervicale.
Grazie infinite!

[#1]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Egr. signore,
un blocco della circolazione liquorale può provocare un aumento della pressione del liquor anche se si verificasse a livello lombare.
Bisogna vedere le immagini, l'entità e la morfologia della stenosi cicatriziale che, se fosse così imponente,credo che la soluzione non possa che essere chirurgica.
E' necessario che Lei consulti un neurochirurgo.

Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente
Gentile dott. Migliaccio, la ringrazio per la considerazione della mia richiesta di consulto e per la celerità nella risposta. Rimango positivamente sorpreso perché in questi lunghi mesi difficilmente ho incontrato vero interessamento al mio caso, nonostante abbia quasi sempre svolto le visite privatamente.
Dico questo perché credo che un atteggiamento così distaccato da parte di alcuni medici, rischia di alimentare la ripercussione depressiva, che in pazienti che vivono lunghe sofferenze, rischia di instaurarsi quasi inevitabilmente, cosi che il problema principale viene spostato da fisiologico a psicologico. Infatti se non arrivava la sua risposta, che avvalora una delle mi due ipotesi (ipertensione liquorale o sindrome di Chiari) avrei presto iniziato la terapia farmacologica di Cymbalta ( duloxetina ), rassegnandomi al fatto che il problema fosse di origine psicologica, come ogni tanto mi sentivo dire. In realtà i medici che mi hanno visitato nei mesi precedenti, ipotizzavano ipotensione liquorale e non ipertensione. Ovviamente poi venivano smentiti dalle due RMN e TAC encefalo. Ho provato a chiedere se non si trattasse del contrario, ma mi sono sentito rispondere che se ci fosse stata ipertensione liquorale, la RMN avrebbe dovuto evidenziare delle sacche di raccolta. Per cui anche la mia richiesta ( anche se non spetta al paziente ) di rilevazione della pressione liquorale e studio della sua dinamica, venivano subito scartate. Dalla sua risposta deduco che l'ipertensione liquorale non può essere sempre diagnosticata da una semplice RMN, è corretto?
Lunedì contatterò certamente un neurochirurgo e fisserò un appuntamento, anche se un ulteriore intervento in quel tratto lombare mi è già stato sconsigliato più di una volta, per via delle facili e irrimediabili complicanze che potrebbero insorgere. Si potrebbe forse prendere in considerazione qualche altro tipo di approccio? Oltre all'ozonoterapia avevo letto anche di intervento tramite radiofrequenza. Ritiene che possano essere due strade percorribili prima di eseguire un intervento chirurgico?
Quindi grazie infinite dottore, perché la sua risposta mi da ulteriore carica per andare avanti, una carica propositiva, indispensabile per la ricerca di una corretta diagnosi e soprattutto spero di una giusta soluzione!

Distinti saluti

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Egr. signore,
i sintomi da ipotensione liquorale spesso non si distinguono da quelli della ipertensione.
Inoltre la s. di Arnold Chiari sembra sia stata esclusa.
Se vi è una stenosi cicatriziale in sede dei pregressi interventi,credo che l'ozonoterapia non sia assolutamente indicata e per quanto riguarda la radiofrequenza non capisco come e in che distretto anatomico vorrebbe utilizzarla.
E' solo l'inquadramento completo del paziente e dei suoi sintomi che può permettere la diagnosi.

Cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#4] dopo  
Utente
Grazie ancora dottore per la tempestiva risposta.
Non so se è possibile scriverlo qui ma se lo fosse vorrei sapere quale potrebbe essere la struttura più accreditata a svolgere interventi spinali in zone già più volte operate e avendo avuto diverse complicazioni, (alcune quasi di prassi, come l'ipertrofia cicatriziale o la recidiva erniaria e altre un po meno, tipo la formazione di un voluminoso ematoma ) in seguito a quest'ultime.
Pensavo all'istituto Carlo Besta o al San Raffaele visto che qui a Varese mi avevano giá sconsigliato l'intervento alcuni anni fa, quando la recidiva erniaria e l'ipertrofia cicatriziale mi causavano ancora dolori lancianti alla gamba e al piede. Credo che ora con l'aggiunta dei fenomeni degenerativi, ( ulteriore riduzione dello spazio tra L4 ed L5 e osteofiti di una certa importanza) l'eventuale intervento mi venga sconsigliato con maggiore fermezza, ma forse questo è dovuto, oltre che a ragioni evidenti di complessità, anche alla mancanza di adeguate attrezzature. Una cosa é certa, io così in ogni caso non posso continuare, un uomo che non lavora, non ha vita sociale e soprattutto è in preda a continui invalidanti dolori.
Se queste informazioni non possono essere scritte su questo forum porgo le mie scuse per aver sottratto inutilmente del tempo.

Distinti saluti.

[#5]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Ogni neurochirurgo è in grado di eseguire interventi sulla colonna spinale. La scelta del medico e della Struttura è personale e quindi spetta all'interessato
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[#6] dopo  
Utente
Mi mortifica molto sapere che un istituto tipo il Carlo Besta sia equiparabile a qualsiasi altro centro, ma accetto questo suo ultimo consulto e ne faccio tesoro.
Grazie ancora dottor. Migliaccio

Distinti saluti

[#7]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Sarebbe più mortificante se in Italia esistesse solo il "C.Besta" in grado di far fronte alle patologie neurologiche e neurochirurgiche.
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#8] dopo  
Utente
Credevo che specializzazioni, esperienza, attrezzature, budget economici, gestione della struttura fossero tutti fattori che contribuissero a qualificare l'ente ospedaliero. Apprendo invece con piacere che il sistema sanitario nazionale è qualificato in ogni sua struttura. Credo quindi che per cercare di invertire il flusso ingiustificato di pazienti che dal sud vengono nelle cliniche del nord, con i conseguenti disagi che esso comporta al paziente stesso ed ai suoi familiari, cercherò una struttura magari in provincia di Catanzaro e così contribuirò a sfatare questa assurda opinione che la maggior parte di noi cittadini, incompetenti ovviamente in materia, si è fatta negli ultimi anni.
Spero poi di riuscire a farle avere mie notizie.
Grazie ancora dottore.

Cordiali saluti