Ictus emorragico: miglior stroke unit in italia

salve,

sono passate più di 12ore da un ictus di tipo emorragico di 2-3cm da persona anziana (>70anni) principalmente con ipertensione ed una serie di acciacchi (bronchite cronica con/da sinusite, zuccheri alti, pressione occhi alta, forse cataratta, ernia intestinale) ;
ora si trova in osservazione in ospedale non specializzato nel meridione, con 2 tac già effettuate;

qual'è la miglior STROKE UNIT in assoluto in italia?
che tipo di trasporto da effettuare?
è corretto applicare il catetere?

cosa fare entro le prime 24ore?

grazie
[#1]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Non è detto che abbia bisogno di una Stroke Unit, il cui intervento,quando indicato, deve essere effettuato entro le prime 6 ore da un ictus ischemico.
Mi sembra di capire che alla signora si sia riscontrato un ematoma per il quale non c'è indicazione chirurgica e per il quale bisogna attendere il riassorbimento spontaneo.
Di quale catetere parla? E perchè non dovrebbe essere corretto applicarlo?
Se si riferisce a catetere vescicale, esso verosimilmente è necessario visto l'allettamento e la necessità di somministrare liquidi che farvoriscono la diuresi.
Se si riferisce a un catetere di derivazione applicato in sede cranica, questo verosmilmente è stato applicato perchè all'interno dei ventricolo cerebrali si è evidenziato del sangue. Tale catetere favorisce il "drenaggio" all'esterno del sangue attraverso il liquor contenuto nei ventricoli suddetti.

Cordiali saluti
[#2]
dopo
Utente
Utente
gentile dottor Giovanni Migliaccio,

innanzittutto mille grazie per la risposta, che molto mi tranquilizza;
ma ne nascono altre domande:
- il riassorbimento spontaneo in media entro quando inizia? e ca. di quanto;
- posso ipotizzare che un'emoraggia non esclude che sia stato un ictus di tipo ischemico?
- è forse anche probabile che se ischemico, questi sia più frequente di ricomparsa nel tempo rispetto all'ictus puramente emorragico?
- cosa fare durante l'attesa di riassorbimento? ad esempio: si dice di iniziare la riabilitazione quanto prima (ma quando?), ma se è di tipo ischemico non si rischia o comunque in ogni caso? conviene quindi iniziare più con quella intellettiva dapprima?
- catetere vescicale: nelle letture in rete si apprende che si rischia molto in caso di infezione nelle vie urinarie a causa del catetere;
- Le sottopongo le prime tre tac effettuate
http://photobucket.com/tac01-day01
http://photobucket.com/tac02-day01
http://photobucket.com/tac03-day02,
la quarta pare non presenta nessuna variazione;
- con le sgg patolgie constatate negli ultimi 2-4 anni
--bronchite cronica ostruttiva, asma, ipertensione arteriosa, diabete mellito, sinusite, glaucoma borderline, iperuricemia, faringite acuta
e nel 2005
--astenia e borsite ginocchio,
con un quadro così, come conviene procedere?

ancora tante grazie
buona giornata
cordiali saluti

[#3]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egregio signore,
le immagini evidenziano la presenza di sangue coagulato in una zona del cervello denominata "dei nuclei della base".
In considerazione dell'ipertensione arteriosa la causa probabilmente va ricercata in un picco ipertensivo.
Si tratta di un ictus emorragico e non ischemico.
Perché secondo Lei l'ictus ischemico dovrebbe essere più frequente dell' ictus emorragico?
il riassorbimento in genere avviene in 2-4 settimane.
Lei non accenna inoltre allo stato clinico attuale della signora ma se ci sono disturbi motori agli arti, la riabilitazione è necessaria e non comprendo le sue perplessità su eventuali rischi della riabilitazione.

Infine per quanto riguarda il catetere vescicale ovviamente può portare delle infezioni, ma la mancata diuresi creerebbe danni renali molto più gravi di una banale infezione.
È chiaro che insieme alle procedure fisiatriche, saranno necessarie terapie di prevenzione come il controllo della pressione arteriosa, l'assunzione di una dieta adatta, periodici controlli della coagulazione del sangue.
Cordialmente e auguri di nuovo
[#4]
dopo
Utente
Utente
gentile dottor Giovanni Migliaccio,

grazie per il referto;

ischemico/emorragico: nella mia estesa e profonda ignoranza non riesco a escludere la variante di un ictus palesemente emorragico (nello stato di fatto, visibile nell tac), ma possibilmente provocato (magari in concausa) da un trombo; è che se potessi semplificando di parecchio paragonare il sistema cardiovascolare ad una catena, ove è notoriamente sempre l'elemento più debole a cedere in caso di grandi sforzi, i capillari di pari debolezza sono molto di più e quindi in un picco di pressione di candidati ce ne sono tantissimi; ecco che sicuramente ci sono altre cause, eventualmente di tipo locali, che non si possono conoscere (ancora), ed una di esse più plausibili sono le particelle solide nel sangue; e questi sono presumibilmente, credo, più difficilmente ed in maniera completa eliminabili che abbassare la ipertensione; cioè, ad esempio: è più facile che si stacchi una particella grassosa residua dopo trombolisi da una parete venosa/arteriosa magari facendo fisioterapia che avvenga un picco di pressione dopo la costante assunzione di relativi farmaci contro l'ipertensione;
ecco la mia idea;

arti: mi scusi, lo davo per scontato: ci sono paresi parziali su tutto il lato destro con le più evidenti il braccio, la gamba, leggermente il viso con relative difficoltà a parlare; tuttavia deglutisce bene;
a ciò si aggiunge la gotta che già si era fatta sentire con una borsite, un alluce infiammato e mani e ginocchia doloranti (reumatismi?);

coagulazione: come valuta la possibilità di fare esami del sangue più approfonditi per monitorare la situazione? la coagulazione è compresa nei parametri standard?

(catetere: c'è un fattore psicologico: mio padre ha visto suoi parenti centenari sul letto di morte perire praticamente solo per aver avuto il catetere poi degradato in infiammazione...)

mille grazie per l'indicazione di massima per il riassorbimento: nessuno osa sbilanciarsi - nemmeno con dati statistici;

di nuovo grazie per la Sua nobile attività di risposta in rete, mi scuso se lavoro tanto di fantasia e sarò lieto se mi permetterà di tenerla al corrente (ha iniziato ad alzarsi ieri; sei tac senza accenno a ritiri);

cordiali saluti
[#5]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
caro signore,
vedo che le sue idee in proposito sono alquanto confuse,(del resto del tutto comprensibile essendo profano in materia), ma nel tentativo di volerle chiarire, tende a deduzioni che, a loro volta, procurano ulteriore confusione.
Vediamo di far chiarezza:
- come le dissi la volta scorsa,l'ultimo problema è il catetere vescicale, ma sono io a non capire il fattore psicologico di cui lei parla. Infatti i parenti centenari di suo padre non credo siano morti per un'infezione da catetere, ma verosimilmente per la invidiabile, veneranda età raggiunta.
-La paresi all'arto superiore e a quello inferiore di destra, la difficoltà ad esprimersi che configura un quadro di afasia, sono espressione del danno causato dall'ematoma formatosi nella parte sinistra del cervello e nelle zone funzionali al movimento degli arti controlaterali.Mi sembra anche di intuire che è possibile, con la fisioterapia, un soddisfacente recupero.
-Le considerazioni che Lei fa sul sangue, sui capillari, sulla catena debole ecc. ecc. sono abbastanza fumose e comunque non rispecchiano una realtà fisiopatogenetica.
-L'emorragia non è provocata da un trombo che invece può essere causa di ischemia.
-Vi sono delle situazioni in cui una lesione ischemica si può infarcire di sangue (infarto rosso), ma non è il caso della signora.
-Non la seguo sul discorso della trombolisi,sul picco ipertensivo conseguente alle sedute di fisioterapia.

I provvedimenti terapeutici,come nel caso di sua mamma,sono:
-il controllo della pressione arteriosa
-la non assunzione di farmaci appunto trombolitici o antiaggreganti, ovvero quei farmaci che possono intervenire sui fattori della coagulazione ritardandola.
-Una dieta adeguata.
Ovviamente il rischio di puntate ipertensive ci può essere, ma non saranno certo gli esercizi di fisioterapia a provocarle.

Mi tenga pure al corrente, ma, come riconosce Lei stesso, non lavori tanto di fantasia, poiché la Medicina, per quanto non riconosciuta come scienza esatta, è molto concreta e realistica.

Cordialmente

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