Sono stato operato di ernia del disco al livello l5 s1

Salve
mi chiamo Luigi, ho 30 anni ,premesso che pratico nuoto da molti anni a livello agonistico, 4 anni fa , sono stato operato di ernia del disco al livello L5 S1...
E' da un mese circa che mi si ripropongono gli stessi sintomi di quando ho subito l'intervento e cioè forti dolori al gluteo gamba fino alle ultime due dita del piede.
ho effettuato la RMN e praticamente ho una recidiva allo stesso punto dovuto al tessuto cicatriziale..
cosa mi consigliate di fare? devo fare un reintervento o qualcos'altro??
grazie in anticipo
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. Signore,
probabilmente si,anche se per la indicazione a un reintervento e a una eventuale tecnica diversa, è necessario sia la visita diretta che la valutazione delle immagini di RMN.
Disponibile per ulteriori eventuali chiarimenti, La saluto con cordialità
[#2]
dopo
Utente
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egr Dr Migliaccio

vorrei ringraziarla per la sua celere risposta. vorrei , se possibile, porle un'altra domanda : quali potrebbero essere le condizioni per intervenire nuovamente, e a quali rischi vado incontro nel post operatorio?
grato per il tempo concessomi la saluto cordialmente
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Le condizioni sono la presenza del dolore e l'evidenza della recidiva.
Cosa intende per rischi nel post-operatorio? Ancora una recidiva? Non penso!

Cordialità ed auguri
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grazie dr Migliaccio
per quanto riguarda i rischi, mi riferivo ad una eventuale recidiva.ho paura ad affrontare un nuovo intervento e cerco di capire tutto quello che è necessario..
grazie veramente per la disponibilità

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Utente
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egr Dr Migliaccio
ho riflettuto sui suoi consigli e onestamente credo che prima di pensare ad un reintervento, dovrei pensare a qualcosa di alternativo..
cosa consiglierebbe lei ad un paziente già operato con uma recidiva di ernia del disco allo stesso livello?
allego il referto della RMN :

CANALE VERTEBRALE DI AMPIEZZA AI LIMITI DELLA NORMA
DISCO INTERSOMATICO DISIDRATATO E DI ALTEZZA RIDOTTA A L5-S1
A L5-S1 PRESENZA DI DISCRETA ERNIA DISCALE A SEDE PARAMEDIANA SN CON SVILUPPO TRA IL SACCO DURALE E LA TASCA RADICOLARE S1

le sarò grato se, gentilmente volesse darmi un consiglio..
cordiali saluti
Luigi
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Non penso che ci siano alternative diverse dall'intervento, anche se per correttezza dovrei visionare le immagini e visitarLa.
Cordialmente
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Utente
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aspetterò un po di tempo prima di prendere questa decisione,anche perchè mi è stato consigliato di fare l'elettromigrafia..
grato comunque del consiglio, le farò sapere al più presto..
cordiali saluti
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Visto che mi dà questa notizia, ho il dovere di informarLa che, se è vero quanto si evidenzia alla RMN, non servono ulteriori esami se non quelli pre-operatori.
Buon fine settimana
[#9]
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Utente
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egr. Dr Migliaccio

Sabato mattiana,0838, dopo essere stato nuovamente visitato dal neurohirurgo che mi ha operato 4 anni fa, mi è stato detto che all'epoca,vista la mia giovane età di 26 anni, ha preferito non togliere tutto il nucleo polposo, quindi la vera recidiva è dovuta al nucleo polposo che era rimasto.a questo punto mi ritrovo punto e a capo. Cosa devo fare? devo aspettare , soffrire e tentare di far qualcos'altro..mi è stato inoltre consigliato di eseguire delle manipolazioni, cosa ne pensa lei? ho sentito che l'ago puntura può risolvere il problema , è vero?

grazie sempre di consigli preziosi che vorrà suggerirmi
buona domenica
Luigi
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
scusi, non comprendo questo Suo post!
[#11]
dopo
Utente
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egr dr Migliaccio
sabato mattina 0838, con il risultato definivo dell'ultima risonanza magnetica , mi sono recato a visita dal neurochirurgo che 4 anni fa mi ha operato..
mi ha riferito che , secondo lui , l'ernia espulsa , non è dovuta al tessuto cicatriziale, ma al residuo di nucleo polposo rimasto dopo l'intervento..e mi ha consigliato di provvedere a fare qualche manipolazione prima di reintervenire
siccome comincio a non capire più niente vorrei chiederle : é giusto prendere questa strada? che esperienza ha lei sull'agopuntura? qualcuno mi ha riferito che ha risolto il problema della sintomatologia!!

sempre grato per i suoi preziosi consigli la saluto cordialmente
[#12]
dopo
Utente
Utente
egr dr Migliaccio
sabato mattina , con il risultato dell'ultima rmn, sono stato visitato dal neurochirurgo che mi ha operato 4 anni fa..
il dr , vedendo la rmn,mi ha riferito , che, secodo lui, la recidiva , è causata da un residuo di nucleo polposo, e non dalla cicatrice..
a questo punto, visto che comincio a non capire più niente, anche e sopratutto per il dolore, le domando visto che mi è stato consigliato : devo fare delle manipolazioni ? e poi ancora che esperienza ha lei sull'agopuntura? qualcuno mi ha riferito che ha risolto la sintomatologia!!
grato sempre per i suoi preziosi consigli
le porgo cordiali saluti
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
A maggior ragione se non si tratta di reazioni cicatriziali, ma di residuo di ernia discale, è indicato il reintervento.
L'agopuntura può avere qualche effetto sul dolore,ma certamente non Le toglierà il residuo discale che continuerà a comprimere la radice con rischio di danno neurologico.
Insomma, se le cose stanno come Lei ce li ha descritte, non ci sono alternative all'intervento.
Se poi Lei non vuol sentirselo dire, è un altro paio di maniche...
Cordialmente
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Dr. Paul Tenenbaum Neurochirurgo 160 5
Verifichi bene la situazione relativa alla degenerazione discale L5-S1 ("disco disidratato e ridotto di altezza").
Probabilmente il suo futuro ,in relazione alle problematiche relative alla colonna vertebrale, sono legate alla situazione dello spazio L5-S1: in altre parole bisogna eventualmente prendere in cosiderazione una artrodesi.
Fa comunque bene a cercare terapie non invasive prima di ulteriori interventi e le consiglio di farsi consigliare da un collega esperto in chirurgia vertebrale
cordiali saluti

Paul Tenenbaum

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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Caro signore,
mi spiace dover contraddire il collega che Le consiglia una terapia conservativa, nonostante ci sia una recidiva di ernia che comprime la radice e puo' rischiare di danneggiarla con la conseguenza di avere una paralisi del piede.
Probabilmente al dr. Tenenbaum è sfuggita la particolarità da Lei riferita che si tratta di una recidiva.
L'artrodesi sarà eventualmente attuabile dopo aver rimosso l'ernia recidiva.
Forse quanto affermato, non Le chiarirà le idee, ma verosimilmente il dr. Tenembaum si interessa di altra branca chirugica e non di chirurgia vertebrale.

Cordialmente
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Prof. Alessandro Caruso Ortopedico, Medico fisiatra, Medico dello sport, Medico osteopata 4,1k 134 1
Egr. sig. Luigi, intervengo nel caso specifico per tentare di farle chiarezza o ulteriore chiarezza, stante la frequente normale non univocità di vedute dei due colleghi neurochirurghi intervenuti.
In genere non intervengo quasi mai, per estrema correttezza,per rispetto della volontà del paziente in un forum non di mia specializzazione,pur trattandosi di argomenti di specifica competenza dell'ortopedico, come nel caso clinico suo trattandosi di una patologia della colonna vertebrale.
Spero egr. paziente di averle fatto cosa gradita e di
esserle utile .
Stabilisce tutto non certo le opinioni, tutte verosimili ed accettabili, ma la situazione clinica. L' esame scrupoloso clinico funzionale del rachide e degli arti inferiori, i test semeiologici clinici, e l'e.m.g. daranno
delle indicazioni al riguardo, se dopo 4 anni lei ha dei deficit neurologici periferici o dei semplici segni irritativi.Se però la rmn è evidente e mostra una compressione della radice nervosa L5-S1, se l'esame elettromiografico parla di chiari segni di denervazione e lo stato clinico suo è di una lombosciatalgia deficitaria sovrapponibile o molto simile a quella di 4 anni orsono, appare logico qualunque sia la causa che comprime la radice nervosa, o una fibrosi cicatriziale o un frammento di disco residuato, che vada rimossa tale causa con l'intervento chirurgico, senza ricorrere ad altre soluzioni non chirurgiche,
( nello specifico concordo appieno con il collega Migliaccio), ma eviterei il più possibile l'intervento di artrodesi vertebrale,essendo lei molto giovane .
Credo sia un pò difficile che la fibrosi cicatriziale si sia manifestata dopo 4 anni di silenzio clinico, verosimilmente sarà un frammento discale residuato: concordo con il collega che l'ha visitato e l'ha operato su un reliquato di nucleo polposo.
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Se invece l'esame elettromiografico fosse negativo, se la lombosciatalgia non fosse di chiaro stampo deficitario, ma avesse il carattere irritativo, allora andrebbe presa in considerazione l'esecuzione di cure specifiche farmacologiche e
mirate di fisiochinesiterapia per ovviare alla sintomatologia clinica. Ma comunque eviterei senz'altro nel caso specifico suo, sig. Luigi,sia le manipolazioni vertebrali che le mobilizzazioni articolari che le trazioni vertebrali,mentre farei delle cure fisiochinesiche semplici ma efficaci, affidandomi ad un Fisiatra, sempre se non vi è ripeto frammento discale residuato che comprima la radice nervosa.
Così non ha senso anche l'agopuntura e similari. Ripeto ancora, dipende tutto dallo stato clinico funzionale, dall'entità dei disturbi, dallo stato dei riflessi osteotendinei, dallo stato del tonotrofimo muscolare, dalla deambulazione e da tanti altri segni clinici.
Fermo restando sempre prioritario e da rispettare il parere del consulto del collega che l'ha operato 4 anni addietro, l'ha visitato recentemente e ha valutato gli esami diagnostici per immagini .
Cordialmente

Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -

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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Ringrazio il prof. Caruso per essere intervenuto sull'argomento di una disciplina che è di sua piena competenza e mi è di conforto il fatto che il Egli concorda con quanto, in modo più schematico, Le avevo anticipato.
Caro signor Luigi,faccia rivalutare il tutto (stato clinico e immagini) al collega che l'ha operata e vedrà che Le verrà proposta la soluzione migliore.
L'artrodesi giustamente è sconsigliabile, ma io intendevo evidenziare che questa non può prescindere dalla rimozione del frammento espulso.
Cordialmente
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Dr. Paul Tenenbaum Neurochirurgo 160 5
Ho solamente prospettato l'idea , nel caso in cui si decidesse di eseguire un ulteriore intervento di asportazione della recidiva e/o cicatrice,l'eventualità di eseguire una artrodesi L5-S1 per evitare la degenerazione ulteriore del disco( già riportata nella risposta della RMN) con possibili ed invalidanti lombalgie croniche: prospettiva che non mi sembra "strampalata" anche se può essere opinabile e della quale il Collega mi risulta consenziente quando dice :"l'artrodesi sarà eventualmente attuabile dopo avere rimosso l'ernia recidiva", è esattamente quello che volevo dire(l'artrodesi intersomatica non si può certo eseguire senza aver tolto il disco).Ho inoltre invitato il paz., prima di procedere ad ulteriori interventi ,di eseguire sotto controllo medico, eventuali terapie fisiche, ed anche questo mi pare buon senso
Cordiali saluti
[#19]
dopo
Utente
Utente
Egregi medici
Vorrei ringraziarvi per il vostro cortese ed esaustivo intervento.
Egregio Dr Migliaccio io vorrei solo fare quello che in questo momento è giusto per me, e visto che i vostri pareri, soprattutto tra ortopedici e neurochirurghi, il più delle volte sono discordanti, ho solo paura ad affrontare un nuovo intervento!!quindi , visto che ancora non sono passate le 4-6 settimane canoniche dall’esordio sella sintomatologia acuta, cerco solo di valutare tutte ciò che è alternativo al reintervento..
vorrei fare però chiarezza sul mio stato, e di questo chiedo scusa , se non ho dato precise informazioni : sono stato visitato, nel corso di queste tre settimane di dolore acuto, precisamente da 2 ortopedici e 1 neurochirurgo. tutti e tre concordano sul fatto che non abbia particolari deficit motori e sensoriali ( tra l’altro riesco tranquillamente a camminare bene sia sui talloni che sulle punte ). Ho difficoltà a deambulare la mattina appena sceso dal letto. Il neurochirurgo che mi ha operato, mi ha riferito che, vedendo ovviamente la rmn, lo spazio l5 – s1 è ancora in uno stato accettabile , il disco non è particolarmente danneggiato, mentre tutto il resto della colonna vertebrale è in perfette condizioni. A fine colloquio mi ha consigliato di fare delle manipolazioni e di tentare il reintervento solo nel caso in cui tutte le altre terapie alternative fallissero. La cosa che mi ha fatto riflettere, detta sempre dal neur chir che mi ha operato, che ci sono buone probabilità che possa tornare una recidiva. Potrei mandarvi, anche per email, se ritenete opportuno, la rmn, e fare le opportune considerazioni!!

Ringrazio tutti voi per il vostro intervento
Cordiali saluti
Luigi
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. Signor Luigi,
a questo mondo tutto è possibile, ma pensare alla terza recidiva allo stesso spazio, mi sembra una esagerazione.
E in ogni caso se l'attuale "recidiva" crea una sintomatologia non vedo alternative.
Il problema se rioperare o meno, in caso di recidiva, è il rischio del danno radicolare, e quindi, a mio parere e secondo la mia esperienza (che non è di un giorno)non bisogna aspettare che il Suo piede non si muova più per intervenire.
Comunque, va bene ascoltare altri pareri, ma alla fine si deve scegliere di fidarsi e affidarsi a una sola figura Sanitaria.
I pareri a volte sono discordi perchè la medicina non è una scienza esatta come la meccanica o la matematica e l'essere umano anche con la medesima forma patologica ha aspetti differenti da un altro.
Agli occhi della gente spesso questo stato di cose appare come una incapacità diagnostica con il risutato che nell'immaginario comune si sviluppano luoghi comuni tipo "um medico dice una cosa, un altro ne dice un'altra...non sono in accordo" ecc.ecc.
Quindi si affidi al medico di cui si fida e non faccia il paziente itinerante.
Cordialmente
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Utente
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grazie comunque della pazienza e dei consigli che mi ha sempre dato!!
le farò sapere..
cordialmente
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Come sta procedendo?, ha poi deciso cosa fare?
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egr dr Migliaccio
la ringrazio per l'interessamento. in questigiorni devo dire che sto meglio, il dolore non è più cosi atroce , lunedi103 ho provato con delle manipolazioni.. sto facendo una cura farmacologica più aggressiva , e questo , per il momento mi fa star meglio. lunedi sera stessa ho contatto un neurochirurgo che esegue interventi con il laser PLDD, ho fatto vedere le immagini della risonanza e mi ha risposto che la mia ernia è espulsa e che quindi , questo intervento non è adatto per me. Dr Migliaccio, la mia unica e vera paura ( solo lei può confermare o smentire ) è che ho paura ad affrontare un nuovo intervento in microchirurgia per via di una probabile cicatrice futura!! è un pensiero balordo ma penso continuamente che poi potrebbe crearmi poi in futuro problemi più seri...sto cercando di farmi indirazzare per un eventuale intervento non troppo invasivo!! le sarei davvero grato se potesse dare uno sguardo alla mia risonanza!!

cordialità
[#24]
dopo
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Utente
egregio Dr Migliaccio
le ho mandato una mail sul suo indirizzo personale,mi scusi se l'ho fatto,le ho mandato le immagini della mia ultima rmn, mi farebbe piacere se potesse dare uno sguardo.
grazie Luigi

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