Ernia del disco lombare

Vorrei chiedere il parere di uno specialista. Mio marito ha sempre sofferto di mal di schiena a causa di 2 vertebre schiacciate ma facendo terapia con Voltaren/Feldene in pochi giorni il dolore passava. Ora invece soffre da 1 mese di dolori al nervo sciatico. Non ha dolori alla schiena ma solo alla gamba sinistra, a volte al polpaccio, a volte formicolii al piede. Il dolore peggiora stando a riposo, tanto e' vero che la mattina non riesce a vestirsi bene, cammina zoppicando poi migliora un po' muovendosi.
Inizialmente aveva avuto un po' di dolori alla schiena e su consiglio del medico generico ha fatto 5 punture di Voltaren. L'ultima puntura e' stata molto dolorosa e da allora e' iniziato il dolore al nervo sciatico. Lui ha pensato che il dolore al nervo sciatico fosse stato causato dalla puntura visto che ha cominciato a soffrire da quel momento mentre il dolore alla schiena era passato. Successivamente, su prescrizione del medico ha fatto punture di Bentelan 4mg (3) poi ha proseguito con Voltfast ma dal momento che la sciatalgia non passava ha preso il Bentelan per bocca in dosaggio inferiore alternato con Voltfast. Visto che il dolore non passava e' andato da un fisiatra che gli ha prescritto prima RX alla schiena e successivamente la risonanza.
Il responso della risonanza e' stato "non si osservano alterazioni ossee di tipo focale. Si osserva rigidità del rachide lombare, come per atteggiamento antalgico da vizio posturale. Sono presenti fenomeni degenerativi dei piatti somatici e del disco intervertebrale a livello dello spazio L4-L5, ove è presente una voluminosa ernia discale espulsa e migrata in basso che determina marcati fenomeni compressivi sul sacco durale e sulla radice L5 di sinistra. Rientra nei limiti della norma l'ampiezza ossea del canale vertebrale. Il cono midollare risulta in fisiologica posizione, esente da patologia" . Il fisiatra ha consigliato 3 gg di punture Bentelan 4mg + dobetin 5000 e 5 sedute di tecarterapia in attesa della visita da un neurochirurgo che gli ha consigliato. Ha preso appuntamento dal neurochirurgo ed e' in attesa di andare. Il fatto e' che finché si cura con il cortisone il dolore va meglio ma ritorna quasi come prima quando smette. Vorrei quindi chiedere se nel suo caso ci sono terapie risolutive come trazioni, manipolazioni magari da un osteopata o altre terapie oppure se e' per forza necessario l'intervento chirurgico di cui ho un gran timore e che preferirei fosse proprio l'ultima spiaggia. Sarei veramente grata di avere un vs competente parere. Ringrazio in anticipo. Saluti.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
in medicina e, soprattutto in chirurgia, non esistono prime o ultime spiagge. L'intervento chirurgico è una terapia e non una scelta a discrezione del paziente o del medico.
Se per la patologia di cui si soffre è indicata la terapia chirurgica, l'intervento è la terapia indicata.
Può essere comprensibile un certo timore nel dovere affrontare un qualsiasi intervento chirurgico, ma è meno comprensibile come non ci sia alcun timore ad utilizzzare farmaci, i cui effetti collaterali possono portare a rischi maggiori dell'intervento che si vorrebbe evitare, oppure non si ha timore di cercare terapie palliative che spesso, ritardando il necessario intervento, complicano le conseguenze dannose della patologia che invece dovrebbe essere trattata chirurgicamente.

Quanto detto verosimilmente vale per Suo marito (sofferente e con un'ernia espulsa che comprime la radice dello sciatico), ma la conferma non la si può dare a distanza.

Con cordialità
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dopo
Utente
Utente
Gentile dottore, la ringrazio per la veloce risposta. Volevo precisarle che non sono contraria all'intervento se necessario ma se fosse possibile evitarlo lo preferirei. E'evidente che la decisione va presa con il medico. La mia paura infatti e' che possa non essere risolutivo, alcuni colleghi di mio marito (e' autista di autobus) più che risolvere i problemi che avevano alla schiena hanno peggiorato la loro situazione. È vero che ogni caso e' a se' ma questo possibile rischio mi preoccupa forse più di quanto non preoccupi mio marito.
Ci siamo comunque rivolti ad un ortopedico specializzato in ortopedia e traumatologia, consigliatoci da un amico medico (stiamo infatti ancora aspettando per la visita dal neurochirurgo). L'ortopedico ci ha detto che finora la terapia con cortisone adottata potrebbe essere stata troppo blanda visto che prevedeva cicli di soli 3 gg e considerata la dimensione dell'ernia e che preme sul nervo sciatico. Ha prescritto a mio marito una cura di 10 gg se dopo questa cura non ci sono risultati l'intervento va fatto con una certa urgenza. Questo ortopedico opera in una clinica convenzionata di Arezzo.
Volevo chiederle se ritiene che valga la pena fare quest'ultimo tentativo e se l'ernia può essere operata anche da un chirurgo diverso dal neurochirurgo. Le chiederei anche se conosce la clinica S. Giuseppe ad Arezzo e se ritiene che sia valida per questo tipo di interventi.
La ringrazio per la sua disponibilità. Saluti
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
non esistono interventi necessari o non necessari in Medicina e Chirurgia.
Gli unici che possono fare eccezione sono gli interventi di Chirurgia Estetica.
Non comprendo inoltre come il collega ortopedico pretenda di"rimuovere" l'ernia che comprime il nervo sciatico con dosi massicce di cortisone.
Certo ogni caso clinico è diverso, come ogni medico è diverso!
La patologia della colonna vertebrale è di competenza sia del neurochirurgo che dell'ortopedico, ma deve essere operata da chi la sa operare.
Per quanto riguarda Strutture pubbliche o private vale il medesimo discorso.

Cordialmente

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