Recidiva ernia del disco

Buongiorno Dottore,
mi chiamo Roberto Talone, sono di Roma ed ho 48 anni. Nel Dicembre 2012 sono stato operato in microchirurgia di ernia discale L5-S1  a seguito di una dolorosissima lombosciatalgia sinistra durata piu’ di due mesi che non ha risposto a tutte le terapie del caso (cortisone, antinfiammatori, fisioterapia ecc..). Sono stato subito bene ma dopo 4 mesi ho cominciato a riavere fastidi alla gamba sinistra, e a Giugno, quindi dopo 6 mesi, e’ ritornata una forte sciatalgia alla stessa gamba.  Ho rifatto la risonanza magnetica senza mdc ed il risultato è stato il seguente:
-degenerazione discale in sede L5-S1, ridotto in altezza; segni di spondilo artrosi inferiore con degenerazione delle apofisi articolari piu’ L5-S1 e minima osteofitosi a becco posterosomatica L5-S1
-conservati i diametri del canale vertebrale. Esiti di accesso nch L5-S1 a sinistra (6 mesi); sacco durale in asse;  la radice S1 sinistra, nell’iniziale decorso intrarachideo, è  modicamente dorsolateralizzata, aumentata di spessore con sfumata alterazione del segnale in T1; concomita protrusione discale ampia asimmetrica sx.
-assenza di alterazioni discali nei rimanenti metameri craniali lombari
-dall’esame eseguito si apprezza normale rappresentazione del cono midollare e delle restanti porzioni della cauda.
Ora, secondo il neurologo che mi ha operato,  dovrei sulla base della visita effettuata e della sola nuova risonanza eseguita in Giugno rioperarmi, perche’ secondo lui trattasi e di nuova ernia, e di tessuto cicatriziale che comprime la radice. A me e’ sembrata un’analisi un po’ affrettata, anche a detta sia di un ortopedico che di un altro neochirurgo che mi hanno visitato. Il neurochirurgo in particolar modo, mi ha prescritto prima di decidere un nuovo intervento, una Elettromiografia che faro’ a giorni, una Tac L5-S1 e una nuova RMN con mezzo di contrasto. Nel frattempo sono gia’ passati due mesi dalla ricaduta e le cure farmacologiche che ho ripetuto non hanno al momento dato esiti,  permanendo la forte  sciatalgia che mi impedisce di andare al lavoro.
Chiedo cortesemente un parere al riguardo, secondo lei da quello che le ho raccontato puo’ trattarsi,  a distanza di pochi mesi dall’intervento, verosimilmente di nuova ernia fuoriuscita nello stesso punto, di materiale cicatriziale o, come dice il chirurgo che mi ha operato, di entrambe le cose.
Se l’esito degli esami prescrittimi sara’ positivo, se dovro’ cioe’ necessariamente rioperarmi per eliminare la cicatrice del precedente intervento o la nuova ernia, le chiedo se sarebbe possibile un intervento percutaneo mininvasivo. In caso affermativo se sa indicarmi in quali strutture si eseguono tali interventi a Roma.
La ringrazio anticipatamente.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. Signore,
per rispondere adeguatamente alle Sue domande bisognerebbe visionare le immagini e visitarLa.
Intuitivamente si può ritenere che si tratti di una recidiva e se la sintomatologia dolorosa non regredisce con riposo e terapia medica, è verosimile che si prospetti il reintervento.
La tecnica neurochirurgica per le ernie discali è microchirurgica e quindi del tutto mininvasiva.
Se Lei si riferisce alla tecnica per via percutanea, seppur possibile, a mio personale parere, non è consigliabile utilizzarla nei reinterventi, ma la decisione comunque va presa dopo un accurato e diretto studio del caso clinico.

Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Gentile Dott. Migliaccio, la ringrazio molto per la tempestiva risposta. Dato che entro i primi di settembre avrò in mano tutti gli esami necessari per una diagnosi completa (Tac, Rnm con mdc,Emg), se non le dispiace la disturberei nuovamente per un aggiornamento della mia situazione.
Saluti e buon lavoro.

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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Va bene.

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