Spondilolistesi e disco disidratato.. ho bisogno di voi!!!

Buongorno.Ho 25 anni, soffro di lombalgia da 10 mesi e di sciatalgia da 4. Spiego la mia storia: durante un allenamento di stretching per la danza, ho esagerato con movimenti di massima estensione del rachide e, il giorno dopo, in seguito ad un banalissimo movimento del braccio, sono rimasta bloccata con dolori atroci alla zona lombare per una settimana.Dapprima riuscivo a sostenermi soltanto con le mani ben salde su tavoli,porte.. poi, col passare dei giorni, riuscivo a stare in piedi ma per pochissimi minuti. Mi sono sottoposta quindi ad una risonanza magnetica la quale ha evidenziato, oltre ad un’accentuata lordosi lombare che già sapevo di avere, quanto segue:limitato atteggiamento scolitico destro convesso al passaggio dorso lombare. Lisi istmica con limitata spondilolistesi anteriore di l5 su s1.Il disco intersomatico l5 s1 è ridotto di spessore con segni di degenerazione-disidratazione del nucleo polposo con pseudo protrusione posterolaterale che giunge a lambire il tratto intraforaminale di entrambe le radici l5 con possibile contatto.Ho quindi iniziato il ciclo di cure non invasive: osteopatia, ozonoterapia ed infine back school . In tutto quest’arco di tempo ho comunque lavorato(sono istruttrice di palestra ed insegnante di danza). Soltanto al lavoro riuscivo ad assumere la posizione eretta per più di 5/10 minuti ma, una volta terminate le lezioni, a freddo, piangevo dal male. Così nel 2014 ho subito due episodi di sciatalgia alla gamba destra; uno lieve a gennaio e un altro dolorosissimo a marzo. La flebo, le punture di cortisone e un oppioide si sono rivelati vani. Il dolore si è alleviato soltanto con tre settimane a riposo e convivo con questa sciatalgia cronica che si acutizza ogni volta che insisto per stare in piedi o seduta. Mi sono spaventata tantissimo, ho smesso di lavorare ed ho rifatto la risonanza, fatto l’elettromiografia e la radiografia morfodinamica.Tramite visita privata, un ortopedico molto gentile mi ha detto che la mia spondilolistesi è peggiorata in questi mesi e che, considerando il lavoro che pratico, la soluzione più consona sarebbe l’operazione(non mi ha ovviamente dato l’assoluta certezza della riuscita dell’operazione). Ora sono in lista d’attesa. Ho una paura folle, mille dubbi e poche certezze. Davvero l’operazione è l’unica soluzione? E quindi, devo realmente andare in contro alla probabilità che l’intervento vada male? Ho già fatto/sto facendo il massimo, nel limite delle cure non invasive (ora sto iniziando a terapia merziere ed agopuntura), per evitare l’operazione o almeno arrivarci senza rimpianti?Alcuni consigliano di farmi operare da neurochirurghi.L’operazione prevede viti per riallineare la vertebra, protesi discale più innesto osseo.Perché un neurochirurgo dovrebbe essere più indicato?Perché non un ortopedico chirurgo traumatologico della colonna?Due medici mi hanno consigliato di farmi operare al Rizzoli.Perchè? In cosa distingue dal Galeazzi. Il vostro aiuto è per me essenziale. Grazie infinit
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile ragazza,
un parere oggettivo lo si può dare solo dopo averLa visitata e visionato le immagini radiologiche.
Dal Suo racconto sembrerebbe indicato l'intervento, ma ovviamente, a distanza, non posso confermarlo.
Quel che Le posso dire è che un intervento chirurgico, soprattutto da chi lo esegue, non va mai considerato una specie di terno al lotto, affidando il buon esito alla sorte.
Chi pensa in questo modo o non ha mai operato o, ingenuamente, cerca, come suol dirsi, di "mettere le mani avanti", illudendosi di poter declinare ogni propria responsabilità.

Gli interventi chirurgici sono una terapia e si effettuano per guarire e non per tentare di guarire.
Certo, rischi e complicanze si possono verificare, ma queste, se l'intervento è necessario, sono del tutto minime e comunque inferiori ai rischi che si possono correre non eseguendo l'intervento o presupponendo che terapie "alternative" o "palliative" possano sostituirlo.

Per quanto riguarda lo specialista cui rivolgersi, Le posso dire che tali patologie sono di competenza sia dei neurochirurghi sia degli ortopedici, ma sostanzialmente vale il concetto che la competenza concreta è di chi è in grado di eseguirli, come in ogni branca della Medicina e Chirurgia.

Per quanto riguarda la Struttura cui rivolgersi quelle da Lei citate sono entrambe di eccellenza, ma moltissime altre in Italia non sono certo da meno.
Infine, anche sulle modalità tecniche di intervento non è possibile esprimersi in quanto, differenti a seconda dei casi da trattare, va effettuata la valutazione clinica.

Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti

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