Sofferenza nervo spe e sofferenza midollo cervicale

Buongiorno

sto cercando di capire la situazione di mia madre, 80 anni. Da 3 anni circa mia madre ha grossi problemi di deambulazione, ma non siamo riusciti a convincerla a curarsi, se non nel corso dell'ultimo anno in cui, pero' c'e' stata anche la frattura del femore sinistro a complicare le cose. Il quadro attuale e': scoliosi, paralisi del piede destro (usa la molla di Codeville), e una probabile compressione cervicale. Ovviamente non mi aspetto che possa guarire, ma vorrei organizzare al meglio l'invalidita' e soprattutto cercare di preservare il minimo di autonomia rimasta.

Circa un anno fa e' stata eseguita una elettromiografia che evidenziava una sofferenza del nervo SPE destro.

Circa un mese fa un neurochirurgo ha visitato mia madre e, dopo avere visionato l'elettromiografia, una rmn dell'encefalo e del rachide cervicale (prescritte precedentemente da un altro medico) e una del rachide lombare ( fatta da noi privatamente perche' comunque la scoliosi e' evidente) ha stabilito che la schiena e' meglio non toccarla e che pero' e' presente anche una sofferenza del midollo cervicale, per cui ha richiesto l'esame dei potenziali evocati motori ai 4 arti.

E questa e' la parte centrale della mia richiesta.

Il risultato dei potenziali evocati e' nella norma. Tanto che il neurologo che ha effettuato l'esame, nella stessa struttura in cui era stata fatta la riabilitazione dopo la frattura e l'intervento di protesi, mi ha detto che i problemi di deambulazione sono probabilmente solo motivazionali. Ho fatto presente che c'era un'elettromiografia che evidenziava la sofferenza del nervo SPE, al che mi e' stato detto, se ho capito bene, che a volte i nervi si riaggiustano. Alla fine e' risultato comunque un equivoco in quanto il neurologo riteneva erroneamente che la gamba "con problemi" fosse quella fratturata e operata, da cui la sua interpretazione.

Il neurochirurgo alla fine ha detto che essendo i potenziali evocati nella norma non c'e' necessita' di intervento chirurgico per ridurre la sofferenza cervicale. Mi rimane pero' il dubbio: l'esame dei potenziali evocati motori con esito normale e' in contraddizione con l'elettromiografia che evidenzia la sofferenza del nervo SPE ? Questo esito normale significa comunque che la trasmissione nervosa a livello della gamba c'e' e che quindi una fisioterapia mirata potrebbe fare migliorare le capacita' di deambulazione ?

Grazie e mi scuso per la lunghezza

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Dr. Antonio Valassina Ortopedico, Chirurgo vascolare 2k 65 79
Gentile signore,
dare una risposta a distanza a simili quesiti in relazione ad un quadro cosi' complesso non e' certo possibile.
Posso solo cercare, riordinando i problemi, di fornirle qualche spunto utile per la sua mamma. Ponendole qualche domanda.

1) La perdita di autonomia con la riduzione della deambulazione non e' facile da inquadrare con le informazioni che Lei ci ha fornito. Da quando e' iniziata? Come? Insieme a quali altri disturbi?
2) I potenziali evocati esegutit di che tipo sono? Motori? Sensitivi?

Vediamo insieme che cosa sono i Potenziali Evocati Sensitivi e Motori?

Potenziali evocati sensitivi.
I potenziali evocati vengono registrati come l'elettroencefalogramma (EEG) con elettrodi di superficie posizionati sulla testa. Mentre l'EEG descrive l'attività elettrica cerebrale di base, i potenziali evocati consistono nella reazione elettrica a determinati stimoli sensitivi. Questi potenziali sono normalmente non riconoscibili in quanto hanno un voltaggio molto basso e sono mascherati dall'attività EEG. Con una particolare tecnica (ripetizione degli stimoli e sovrapposizione elettronica o 'averaging' dei singoli tracciati ottenuti) si riesce a filtrare il segnale dei potenziali evocati dal tracciato EEG.
I potenziali evocati più frequentemente utilizzati sono i potenziali evocati somato-sensoriali (stimolo elettrico del nervo mediano del braccio o del nervo tibiale della gamba), i potenziali evocati visivi (stimolo tramite un'immagine di scacchiera in movimento su un monitor) e i potenziali evocati uditivi (stimolo acustici per 'click' di basso volume applicati tramite una cuffia).
I potenziali evocati esaminano l'integrità delle vie di conduzione nervosa periferiche e centrali. Il parametro più importante è la latenza (tempo che intercorre) tra stimolo e potenziale registrato sopra il cervello. I potenziali somato-sensoriali sono utili per la documentazione di disturbi sensitivi altrimenti non oggettivabili e la loro localizzazione a livello periferico o centrale. I potenziali uditivi localizzano processi dei nervi acustici oppure del tronco cerebrale, mentre i potenziali visivi sono spesso impiegati per la diagnosi di infiammazioni acute o croniche del nervo ottico associate ad es. alla sclerosi multipla.

Potenziali evocati motori.
Permettono di studiare la via che conduce lo stimolo che nasce nella corteccia cerebrale motoria e che attraverso il midollo spinale raggiunge i neuroni motori e quindi i muscoli: ciò è possibile grazie all'uso di un particolare stimolatore che genera un campo magnetico capace di attivare il tessuto cerebrale.

3) L'EMG e' stata eseguita includendo lo studio della Velocita' di Conduzione dello SPE al collo del perone oppure no?
Tenga conto che l'elettromiografia studia solo l'attivita' elettrica dei nervi e dei muscoli in periferia. Ergo e' possibile, per rispondere alla sua domanda, che l'EMG evidenzi una sofferenza dello SPE in assenza di lesioni piu' alte di tipo centrale che i Potenziali Evocati non rilevano (puo' capitare: se l'esaminatore durante la valutazione dei Potenziali Evocati stimola lo SPI di dx, lo stimolo periferico arrivera' fino al cervello senza problemi...Il segnale registrato sarebbe diverso se, invece, venisse stimolato lo SPE di destra...).
Resta da stabilire, poi, se per lo "SPE" da Lei citato si intende davvero il nervo oppure ci si riferisce ai territori innervati dallo SPE che in realta' sono espressione di una sofferenza della radice L5 e non tanto del nervo. Purtroppo la terminologia usata a volte in alcuni referti EMG e' piuttosto equivoca.

4) La frattura del collo del femore, anche se trattata a regola d'arte, e' dimostrato che facilita il deterioramento cerebrale e quello complessivo del paziente nei mesi e negli anni successivi.

5) La scoliosi (per quanto non meglio da Lei definita) puo' influenzare l'autonomia del paziente da molti punti di vista.

Come vede gentile signore gli aspetti da prendere in considerazione sono molteplici e complessi. Considerato l'insieme dei problemi che includono deformita' e deficit neurologici le suggerisco pertanto una visita presso un Centro del SSN con esperienza in Chirurgia delle deformita' vertebrali come Ancona (Policlinico Universitario). Altri, a Lei piu' vicini, li potra' trovare a Roma (Gemelli) Bologna (Rizzoli e Osp. Maggiore), Firenze (CTO).

Scusandomi a mia volta per la lunghezza della risposta, porgo i migliori auguri a Lei e alla sua mamma per le prossime Feste

Cordialmente

Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

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