Utente
Fortissimo dolore alla schiena (talvolta provoca svenimento) che spesso si propaga alla gamba sinistra e qualche volta anche alla destra, rendendo veramente difficile la deambulazione.
Non esiste posizione comoda per dormire, coricarsi fa comunque molto male.
Spesso la schiena rimane bloccata.

All'eta'm di 11 anni sono caduta da cavallo.
All'eta' di 13 anni mi sono rotta il coccige cadendo da una scala e non sono stata curata in ospedale. All'eta'm di 18 anni ho avuto un incidente in auto come passeggero, con una collisione contro un bus fermo, anche in questo caso non sono stata curata.
I sintomi si sono pero' presentati in fase acuta 2 anni fa, 6 mesi dopo il seconfdo parto (ho un bambino di 5 anni e uno di 2 anni).


Ecco gli esiti di alcuni esami

Radiografia sacro-coccige 28/09/2012:

Si rileva diastasi dei somi coccigei (tra la seconda e la terza vertebra),
leggermente accentuata in posizione assisa, verosimilmente in esiti di
frattura-lussazione


Elettromiografia 21-02-2012:

Reperti EMGrafici di lieve sofferenza neuregenacronica nei muscoli di pertinenza
della radice L5-S1 a sinistra


Radiografia colonna lombo-sacrale 14-10-2014:

Conservata la lordosi lombare.
Muri somatici posteriori normoallineati.
Spondilosi con riduzioni in ampiezza degli spazi intersomatici compresi tra
D11-D12 e L5-S1.
Regolare escursione dei somi vertebrali nei radiogrammi eseguiti in
flesso-estensione.


Risonanza magnetica con liquido di contrasto 16/10/2014:

Nelle condizioni di esecuzione dell'esame (decubito supino) la fisiologica
lordosi lombare appare sostanzialmente conservata.
Muri somatici posteriori normoallineati.
A carico delle limitante somatica inferiore di L4, sul versante anteriore,
si apprezza area di alterato segnale che appare ipointensa in T1 ed iperintensa
nelle sequenze a lungo Tr compatibile con alterazione degenerativa di tipo
Modic I.
I dischi intersomatici compresi tra L2-L3, L4-L5, L5-S1 presentano aspetto
ipointenso in T2 per fenomeni disidratativi-degenerativi del nucleo polposo.
A livello L2-L3 si apprezza bulging discale che impronta il sacco durale in
assenza di segni di conflitto disco-radicolare.
Il L4-L5 e L5-S1 si apprezza bulging discale con estensione intraforaminale
bilaterale dove e' ridotto il clivaggio adiposo con le corrispondenti radici
nervose emergenti da ambo i lati.
Il diametro antero-posteriore del canale rachideo e' regolare.
Il cono midollare e' normalmente rappresentato a livello di L2.
Non si rilevano alterazioni nella regione della cauda.
Il sacco durale e' di tipo lungo ed ampio.
Non si rilevano anomale impregnazioni a carico del cono midollare, delle
meningi, delle radici della cauda, dei dischi intersomatici e dei somi vertebrali.


Tutte le terapie antidolorifiche si sono dimostrate quasi inefficaci.
Esiste una soluzione chirurgica?

Cordiali saluti

Elena

[#1]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Può essere che in posizione distesa la rmn mostri solo una parte della sofferenza delle relative radici nervose e che questa soffrenza si accentui durante gli sforzi, la stazione eretta... , lasciando un residuo di sofferenza anche a distanza di tempo.
Bisognerebbe visitarLa per controllare la possibile corrispondenza fra interessamento intraforaminale (dove sono cioè le radici nervose) ed i disturbi clinicamente rilevabili.
Se vi è corrispondenza, può essere indicata un'infiltrazione diagnostica
periradicolare (no peridurale che sarebbe massiva e non individuarizzerebbe le singole radici).
Se i disturbi regrediscono con una singola infiltrazione della radice nervosa, può essere che vi sia indicazione ad un intervento chirurgico da eseguire non solo con tecniva mininvasiva, per cui La invito a leggere gli articoli che ho pubblicato sulla mia pagina blog intorno a tale tecnica, ma anche per via intraforaminale al fine di alleviare, proprio nel punto critico, la sofferenza della radice nervosa.
Auguri cordiali.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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[#2] dopo  
Utente
Grazie, per ora e' l'unica persona che ci ha dato una speranza.
Tutti gli altri neurochirurghi ci hanno detto che queste ernie intraforaminali non sono operabili e che non sono la causa dei problemi.

Quali sono i rischi connessi all'esecuzione dell'infiltrazione e all'intervento mininvasivo?

Quanto e' lunga la convalescenza, di solito?

Come facciamo a contattarla?

E' possibile effettuare l'intervento in regime convenzionato (mutua) ?

Cordiali saluti

Elena
scurs@libero.it

[#3]  
Dr. Vincenzo Della Corte

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Per quanto possibile dire con e-mail, è stato detto.
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