Un osteopata che tramite manipolazioni del rachide ed esercizi, posturali

Gentilissimi dottori di medicitalia cerco di spiegare per quanto sinteticamente, il piu dettagliatamente possibile la mia anamnesi.

dicembre 2005
Dopo un lungo periodo di lombagia intermittente poi evolutasi in lombosciatalgia mi sottopongo a RNM che evidenzia:

-L2-L3 e L3-L4 minima protrusione discale posteriore e minimo impegno discale foraminale caudale;
-L4-L5 fenomeni degenerativi discali con marcata riduzione dell'ampiezza dello spazio interposto; voluminosa ernia discale posteriore estrusa, responsabile di marcata compressione sul sacco durale e sulla radice di L5, a destra, fino a lambire la radice L5 a sinistra; impegno foraminale caudale prevalente a destra;
L5-S1 spazio discale di ampiezza ridotta con regolarità di segnale nel suo contesto e regolarità del suo profilo posteriore; forami di coniugazione regolari;
cono midollare eumorfico, in situ, con regolare intensità di segnale.

gennaio 2006
Alla fine del mese vengo colpito da un acuto attacco di lombosciatalgia che mi immobilizza per piu di 2 mesi, con le sofferenze ben immaginabili

febbraio 2006
Su consiglio dei medici ai quali mi rivolgo (chirurgo ortopedico, neurochirugo, fisiatra) effettuo un elettromiografia alla gamba destra, ottenendone questo referto:
- sofferenza neurogena senza denervazione nel territorio muscolare dipendente dalla radice L5 destra
non essendoci segnali di denervazione si opta per il trattamento conservativo

aprile 2006- luglio 2006
Durante questo periodo mi rivolgo alle cure di un fisiatra con risultati pressocchè nulli, finchè a luglio dello stesso anno mi reco presso un osteopata che tramite manipolazioni del rachide ed esercizi, posturali e di streching mi da un minimo di sollievo (purtroppo non riesco a lavorarci continuativamente ma saltuariamente in quanto esso viene in Sicilia solo una volta al mese), e comincio a vedere seppur lentamente, i risultati.
I miglioramenti sono lenti ma costanti, premesso che la situazione della mia colonna era veramente pessima gravata da di versi anni di dolore lombare e quindi della continua ricerca di posizioni antalgiche che l'avevano notevolmente compromessa almeno dal punto di vista della muscolatura notevolmente contratta.

luglio 2006-luglio 2008
Durante questi 2 anni le mie condizioni di salute sono notevolmente migliorate permettendomi, con le dovute precauzioni, cioè senza esagerare ed "ascoltando" la mia schiena senza mai forzare, di fare una vita normale, consentendomi di laurearmi e lavorare, faccio il farmacista quindi un continuo movimento rimanendo in piedi 8 ore al giorno, aiutandomi con gli esercizi di streching ma in modo assolutamente soddisfacente.

agosto 2008
Tornato da un breve periodo di vacanza, quindi senza dubbio con maggiori stress per la mia colonna, dopo 10 minuti di navigazione in motoscafo, in posizione eretta, sento una grossa contrattura alla zona lombare, che mi costringe a ritornare subito a terra e al riposo per 4-5 giorni; contrattura dalla quale mi riprendo dopo pochi giorni, anche tramite l'utilizzo di FANS e miorilassanti, (farmaci a cui ero assolutamente refrattario dopo l'episodio acuto del 2006 ma che in questa nuova situzione mi danno sollievo) e malauguratamente ricomincio a fare streching e forzando sulla contrattura mi procuro uno dolore molto intenso, come una scossa elettrica, che mi fa ripiombare nel baratro. Faccio tramite un amico anestesista un blocco nervoso periferico, un infiltrazione peridurare e terapia cortisonica per 7 gg.

settembre 2008
effettuo una nuova RMN che non ho ancora potuto far vedere a uno specialista (sembra che tutti i neurochirughi siano in ferie a settembre!!) che evidenzia:
voluminosa ernia espulsa del disco disposto tra L4-L5 con marcato effetto compressivo sul sacco e conflitto radicolare prevalentemente a destra;inoltre il disco si mostra disidratato.
Modesta protrusione posteriore del disco compreso fra L3-L4.
Segni di edema da sovraccarico in corrispondenza del piatto inferiore di L4 e del piatto superiore di L5
Il canale spinale è di ampiezza regolare.

circa 2 anni fa l'ernia era estrusa oggi espulsa ma credo che sia la stessa cosa, a me da incompetente in materia sembra piu grossa ma le lastre non le ha ancora viste uno specialista quindi non so bene, e mi chiedo com'è possibile che 2 anni fa un ernia minore facesse molto piu male e oggi quella che sembra piu grossa mi da meno fastidio? potrebbe essere il miglioramento posturale e l'allungamento del rachide che rende i sintomi minori?

Il mio dubbio è: la chirurgia per una soluzione speriamo definitiva o ricominciare con la terapia conservativa che in fin dei conti aveva dato buoni risultati, ma è anche vero che sono rimasto vittima di un nuovo episodio seppur più blando del precedente ma ugualmente invalidante,e che potrebbe ripetersi, tanto più in relazione alla mia giovanè età?
sono in attesa di visita neurochirurgica, e molto demoralizzato..
cordialmente
[#1]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Egr. dottore,
a mio parere l'intervento doveva essere effettuato già 2 anni fa.
I miglioramenti, come Lei stesso può convenire, sono stati, diciamo, soddisfacenti, ma non certo risolutivi.
La RMN attuale, stando al referto, conferma la presenza dell'ernia che comprime la radice.
Una ulteriore terapia conservativa, potrà forse ancora darLe qualche giovamento sintomatologico, ma la noxa irritativa e compressiva radicolare là rimane in attesa di un bisturi che la rimuova.
Ci faccia sapere
Cordialmente
[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentilissimo e disponibilissimo Dott. Migliaccio

oggi dopo consulto neurochirurgico, il Medico dal quale mi sono recato mi diagnostica 2 problemi: uno ben conosciuto ovvero la presenza di un erniazione del disco di cui ho già parlato e un altro che non conoscevo, l'infiammazione delle faccette articolari.
Dopo un attenta anamnesi, dopo avermi visitato, e dopo aver considerato la localizzazione del dolore, mi dice che l'ernia del disco in questo momento è un problema secondario e i sintomi che per ora sono evidenti sono riconducibili appunto all'infiammazione delle faccette.
Mi consiglia infiltrazioni antinfiammatorie mirate nella articolazione, e se esse avranno successo riprendere gli esercizi di streching che mi avevano dato giovamento negli anni passati affiancandoli con esercizi in scarico come il nuoto.


[#3]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Cosa vuole che Le dica. Il collega l'ha visitata e quindi ha elementi più di me per fare diagnosi.
Auguri!
[#4]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dott. Migliaccio

dopo altri due consulti neurochirurgici, con pareri assolutamente concordanti, fattomi presente la situazione attuale e l'eventualità di un eventuale possibile peggioramento della situazione con danno neurologico, decido di farmi operare.
I medici che mi hanno visitato (due visite differenti con le stesse conclusioni e considerazioni) affermano che essendo molto grossa la massa del nucleo erniata le possibilità di un eventuale recidiva potrebbe essere bassa.
Sono in lista per l'intervento che sarà a detta del neurochirurgo una microdiscectomia classica interlaminare.
[#5]
Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Le faccio i migliori auguri. Le recidive sono purtroppo possibili, ma non per questo non si deve asportare un'ernia del disco, se è da asportare.

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