Dolori cervicale con curvatura lordotica invertita

Gentile Dottore,
da 6 mesi ho dolore al braccio e scapola dx e addormentamento dito indice dx. il dolore ora è intermittente ed è molto diminuito nel tempo. Gli antinfiammatori e il cortisone non mi hanno dato nessun giovamento, la fisioterapia, la tens, la tecar e il laser mi hanno peggiorato il dolore.
RMN: invertita appare la fisiologica curvatura lordotica in atteggiamento antalgico per quanto osservabile in clinostatismo. protusione disco-artrosica mediana al passaggio C5/C6 che impronta la superficie ventrale del sacco durale. al passaggio C6/C7 è presente ernia discale posteriore paramediana-laterale dx con conseguente conflitto disco-radicolare omolaterale. non evidenti processi espansivi in sede intradurale. Canale rachideo di ampiezza nei limiti
Le chiedo:
1) che rischi ho a non effettuare l'intervento
2) non effettuando l’intervento che vita potrei condurre (potrei prendere in braccio la mia bambina, sollevare pesi, guidare, andare in moto, ballare, fare sport, avere un'altra gravidanza, usare il PC, etc.? tutte queste cose non le ho più fatte da 6 mesi)
3) che rischi avrei effettuando l'intervento
La ringrazio anticipatamente

[#1]
Attivo dal 2004 al 2014
Radiologo interventista, Neuroradiologo, Radiologo
Cara signora,
l'ernia C6-C7 potrebbe certamente essere la causa dei suoi dolori e fastidi al braccio e scapola dx. Una riduzione dei sintomi è chiaramente un buon segno, perchè un'ernia può in parte rientrare e può comunque ridursi nel tempo la sua componente "infiammatoria" che irrita, per così dire, la radice nervosa. Significa anche che non è affatto urgente il ricorso all'intervento chirurgico, ma tale giudizio necessita di un'attenta visione delle immagini RM oltre che della valutazione clinica.
Sarebbe utile eseguire un'elettromiografia e poi consultare (di persona e portando l'esame RM) un bravo ed esperto neurochirurgo. Nella sua città, dove io lavoro al policl. Gemelli, può cercare il prof. Meglio della Neurochirurgia, tra i più esperti sull'argomento.
Cari saluti
[#2]
Dr. Franco Caputi Neurochirurgo 28 1
Gentile signora,

si tratta di stabilire l'entità del conflitto radicolare e di raportarlo alla gravità dei suoi sintomi. In linea di massima si tratta di patologia "benigna" e l'intervento chirurgico è riservato ai casi di marcata impronta sulle strutture nervose con progressione dei sintomi. La guarigione restituisce una vita "normale" con qualche precauzione e molta "prevenzione", intesa soprattutto come attività fisica di compenso. IL nuoto da questo punto di vista è eccellente e le andrà consigliato a seconda della conformazione della sua colonna. L'intervento, quando necessario, comporta un rapido recupero (ma sui dettagli dovrà parlarne con l'operatore) conun rischio considerato accettabile. I rischi estremi sono rappresentati da danno alle strutture nervose, ma per fortuna sono in termini percentualmente bassi.

Cordialità, Dr. F Caputi

Dr. Franco Caputi
www.neurochirurghi.com
Roma

[#3]
Dr. Antonio Colamaria Neurochirurgo 107
Gentile Signora,
da quello che mi scrive mi sembra che l'ernia a livello C6-C7 sia la responsabile della sua sintomatologia. Ovviamente per un giudizio di operabilità è necessario visionare le lastre e soprattutto visitarla.
Sarebbe utile che effettui una EMG per vedere di che entità è il danno radicolare.
L'intervento chirurgico di discectomia è abbastanza semplice anche se ha dei rischi percentualmente bassi.
La ripresa delle sue attività normali è abbastanza rapida, nell'arco di qualche mese, necessario a che la cage intersomatica ormai di uso comune si osteointegri.
Distinti saluti

Dott. Antonio Colamaria
Neurochirurgo
Ospedale Consorziale Policlinico
Piazza Giulio Cesare, 11
70124 - BARI
Tel. 080/5592335 - 334
Fax. 080/5592001

Antonio Colamaria - Specialista in Neurochirurgia

[#4]
Dr. Alberto Bogna Neurochirurgo 26
gent.ma signora,
già più su le hanno ben chiarito il problema i miei colleghi.

la necessità di un eventuale trattamento chirurgico, piuttosto che conservativo, è vincolata ad un accurato esame obiettivo e ad una attenta valutazione del neuroimaging.

Ho visto che Lei è di Roma: se vuole un parere in merito, senza dover salire a brescia, può provare a contattare il Dr. Di Lauro (credo c/o il policlinico casilino) che per anni ha lavorato in clinica neurochirurgica a Brescia e spesso in collaborazione con il Dr. Lemaire, notissimo chirurgo vertebrale francese di fama mondiale operante a Dijon.

Rimango in ogni caso a sua disposizione per un eventuale colloquio o ulteriori informazioni.

Alberto BOGNA, M.D.

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