Lyrica è mutuabile?

Gentili dottori,
soffro di spondilosi ed ho tre ernie del disco espulse; mi è stata consigliata la terapia conservativa per alcuni mesi e tra i farmaci da assumere c'è il Lyrica, ma il medico di base non lo ritiene mutuabile per la mia patologia. Dall'elettromiografia si evincono dei deficit su radici lombari ed i dolori, con forti scosse, mi costringono a letto, in caso di insuccesso della terapia dovrei effettuare la denervazione delle faccette articolari. Il medico mi dice che il farmaco è mutuabile per neuropatie, e le mie cosa sono?? chiedo lumi a voi su come agire, grazie.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
i sintomi che riferisce sono riferibili a una sofferenza delle radici nervose lombari e quindi inquadrabili in una neuropatia.

Non visitandoLa e non visionando l'esame che avrebbe repertato tre ernie espulse, non posso pronunciarmi sulle terapie che Le hanno prospettato, ma mi sembra che assumere farmaci per lungo periodo, eseguire <la denervazione delle faccette articolari>siano dei provvedimenti quanto meno palliativi, a fronte di una soluzione terapeutica mirata a rimuovere la causa dei sintomi, una volta identificata con certezza-

E' verosimile che la causa siano le ernie o anche una sola, ma la certezza può scaturire solo dalla visita specialistica.

Cordialmente
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dopo
Utente
Utente
Gentilissimo dott.Migliaccio, la ringrazio della celere risposta!
Il mio quesito sulle neuropatie sottendeva infatti dell'ironia visto che per il medico di base non ho diritto alla mutuabilità di questo farmaco. Se ho dei diritti vorrei farli valere, considerando che le spese che sto affrontando sono molte e che la mia situazione mi sta impedendo di lavorare.
Riguardo ciò che mi scrive, ha perfettamente centrato il problema, queste terapie sono dei palliativi e mi sono state proposte ovviamente come tali, in attesa di un probabile intervento di artrodesi.
Le invio esito elettromiografia: Attualmente rilevabili segni di sofferenza radicolare cronica L4-L5 sn. A carico di L4 sono riscontrabili minimi segni di attività denervativa recente con potenziali di fibrillazione visibili su placca, le unità motorie analizzate mostrano segni di reinnervazione a grande prevalenza collaterale, mentre a carico di L5 si riscontra sfumata denervazione recente sotto forma di aumentata attività post inserzionale ed unità motorie con segni di reinnervazione terminale ben evidenti (pum fino a 8 mV). Nella norma il riflesso H dal soleo bilateralmente e le velocità di conduzione esaminate.

L'ernia che da maggiori problemi è L4-L5, ma c'è da dire che i miei dolori sono a prevalenza lombare piuttosto che a livello del nervosciatico e questo è attribuibile al fatto che tutti i dischi del tratto lombosacrale presentano alterazioni della intensità del segnale per manifestazioni degenerative correlate a riduzione del contenuto idrico dei nuclei polposi corrispettivi e sono presenti segni di uncortrosi e discospondiloartrosi osteofitaria. Allo stato dei fatti nessun neurochirurgo è stato molto sicuro sulla strada da percorrere: togliere solo L4-L5? o togliere anche L3-L4 e mettere dei distanziatori interspinosi? e per i dolori lombari? fare un intervento di artrodesi ora sembra precipitoso (sono assenti traslazioni dei corpi vertebrali), ma togliere le solo ernie (una o due) non sembra risolutivo. Lei cosa ne pensa? Purtroppo ormai spessissimo resto bloccata ed ho una posizione antalgica costante, la lordosi lombare non c'è più.
Mi scuso per essermi dilungata (e le ho risparmiato la situazione cervicale!), ma mi piacerebbe avere una sua opinione (pur nel limite del consulto a distanza), l'intervento di artrodesi mi spaventa, ma non so quale può essere la strada migliore da percorrere. Grazie infinite, buona serata.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
le diverse tecniche di intervento vanno ponderate in base alla patologia prevalente che si esprime clinicamente con i sintomi.
Se per esempio c'è un'ernia in L4-L5 che è muta dal punto di vista clinico e il dolore che avverte è dovuto al disco L3-L4 disidratato (si parla di dolore discogenico) è probabile che si debba eseguire una artrodesi a quel livello.
Viceversa se da uno scrupoloso esame clinico si evince che la causa dei sintomi è L4-L5 (non necessariamente si deve osservare sciatalgia), può essere sufficiente la sola asportazione dell'ernia (microdiscectomia).

E perché mai l'intervento di artrodesi la spaventa?

Buona serata anche a Lei
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dopo
Utente
Utente
Dottore, grazie ancora della sua cortesia.
Mi piacerebbe effettivamente capire da dove proviene questo fastidio, mi perdoni se approfitto ancora di lei:
a livello L4-L5 ernia espulsa parzialmente migrata in senso caudale a livello del recesso postero laterale sinistro che risulta completamente obliterato. Si documenta contatto con le componenti radicolari di sinistra dei somi sottostanti.
L'ernia tra L3-L4 presenta accenno alla migrazione inferiore con evidenza di contatto con la superficie ventrale della radice del soma sottostante.
Come scritto precedentemente mi dicono che i problemi principali sono dovuti ad L4-L5 (sono entrambe a sn, quella sul lato dx L5-S1non mi da problemi) ma qualcuno consiglia di toglierle entrambe durante l'intervento perché altrimenti dovrei rioperarmi in futuro, sarà l'approccio giusto? Il dolore credo sia prevalentemente discogenico, mi fa male tutta la parte lombare(fino al sacro), come può far male dopo aver preso una botta, quando mi rialzo dalla posizione seduta resto piegata in avanti, ho una schiena rigidissima, ma magari invece tutto ciò è dovuto all'ernia, non so...ho anche delle scosse. L'artrodesi mi spaventa perché i livelli su cui intervenire sono tre e mi hanno spiegato che spesso capita che poi si indeboliscano gli altri tratti, mi hanno parlato anche di rigidità dopo tale intervento (già lo sono fin troppo ora, vorrei invece che la mia schiena riacquistasse la curva lombare, ma non so se sarà possibile).
Ho anche il canale vertebrale ristretto, da tenere sotto controllo...mani che si addormentano, caro dottore un disastro!!! Sono spaventata in generale da tutta la situazione, non oso pensare come sarà con l'avanzare dell'età.
La saluto, ringraziandola ancora per il tempo che mi ha dedicato.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
Le hanno fatto vedere il diavolo più brutto di quello che è.
La sintomatologia che accusa dipende prevalentemente dall'ernia L4-L5 e in parte forse anche da L3-L4.
Le radici L4 e L5 sono compresse dal materiale discale e il dolore provoca una contrattura spontanea che a sua volta genera dolore, creandosi un circolo vizioso che dovrà essere interrotto (contrattura muscolare antalgica), e questo spiega anche la rigidità di cui parla.

Se necessaria, ma non lo so senza avere alcuna documentazione, l'artrodesi viene effettuata per guarire e non per peggiorare le cose o mettere a rischio di complicanze ulteriori.
Inolte, come Le dicevo, non sempre è necessario eseguire una artrodesi anche se si tolgono due dischi erniati.
E' una valutazione clinica e tecnica che il chirurgo deve saper prendere dopo aver studiato il paziente con molto scrupolo.

E' poi ovvio che, come tutto a questo mondo, anche gli interventi hanno dei rischi, ma un rischio a cui mai si pensa è quello del non-intervento che lascerebbe una pericolosa situazione davvero a rischio invalidante.

Per ciò che ci riserverà l'età avanzata, purtroppo nessuno può saperlo, ma non è assolutamente detto che i problemi a 90 anni saranno quelli conseguenti all'eventuale intervento di ora.

Con cordialità
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dopo
Utente
Utente
Grazie, la sua risposta è riuscita a confortarmi.
La saluto augurandole buone feste.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Altrettanto a Lei.

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