Utente
Buon giorno, chiedo gentilmente un consulto per mia madre. Ha 60 anni e 4 mesi fa le è stato diagnosticato il diabete con valori così alti da ricorrere all'insulina. 2 mesi fa ha eseguito una rm lombo sacrale senza mdc refertata così: normale allineamento dei metameri vertebrali esaminati. Presenza di note artrosiche interapofisarie a carico del tratto esaminato. Disidratazione dei dischi intersomatici tra L3-L4 ed L4-L5 con segni di slterato carico della limitante inferiore di L4. Bulging discale che oblitera lo spazio epidurale anteriore a livello di L3-L4.
Ernia fiscale posteriore intraforaminale sx a livello dello spazio l4-l5.
Il corpo vertebrale di l5 appare in parte occupato da lesione nodulare ipertensa in t1 e t2 e quindi riferibile ad angioma a maggiore componente adiposa. Analoghe formazioni di dimensioni più piccole si segnalano a livello del corpo vertebrale di s1,l3, d11 e d12.
Normale per morfologia ed intensità di segnale il cono midollare e le radici della cauda. Canale vertebrale di ampiezza nei limiti. Inizialmente ha iniziato una blanda terapia, con nicetile fiale 2 volte al dì e toradol intamuscolo 2 volte al dì x5 gg. Dopo ha proseguito con lyrica 75 mg 3 volte al dì, nicetile cp 2 volte al dì, bentelan 4mg 1 fiala al dí per 3 gg e bentelan 1,5 mg 1 fiala al dì per 3 giorni. Poiché il miglioramento è stato lieve, è stata ricoverata per 10 giorni e le è stata somministrata una terapia antalgica con flebo di 2 toradol, 1 antra, 1 zofran 4mg, 1 muscoril, 1 artrosilene.
Dagli esami effettuati in ospedale i valori alterati sono i seguenti: fibrinogeno 424 mg/dl (150-400); bilirubina diretta 0,11 mg/dl (0-0,3); ves 44 mm; per-ha 14,10 mg/l.
Dopo il ricovero c'è stato un lieve miglioramento cosicché è ricorsa all'ozono terapia, avendo fatto per ora una sola seduta. Ha effettuato un rx torace con referto pleuroparenchimale e cardiovascolare nei limiti della norma. Ciò che ci preoccupa maggiormente però è una perdita di peso di circa 8 kg nell'arco di questi 2 mesi, portando mia madre ad avere un peso di 56kg x 1,70 m di altezza. Possiamo escludere che ci sia una causa di origine oncologica? Come dovremmo procedere stando così le cose? Mia madre attualmente non riesce ancora ad uscire di casa dopo 2 mesi e ha difficoltà a camminare, ha debolezza e pesantezza alle gambe e dice di sentire delle "spine" anche se quest'ultimo sintomo ultimamente va migliorando.
Grazie anticipatamente

[#1]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile ragazza,
pur nei limiti della consulenza on-line, il quadro emerso alla RM di Sua mamma è riferibile a una condizione di spondilodiscoartrosi (ovvero alterazione delle componenti ossee e discale delle vertebre esaminate).
La sintomatologia riferita sembra consona con tale quadro radiologico.

E' verosmile che la soluzione possa essere quella chirurgica, in quanto le radici nervose che, ad origine dalla sede lombosacrale, "vanno" a innervare gli arti inferiori,risultano compresse e responsabili dei sintomi dolorosi e soprattutto delle difficoltà deambulatorie.
I farmaci (di cui non deve abusare, soprattutto cortisone se tra l'altro è diabetica) hanno effetto sui sintomi, ma non sulla causa.

Anche l'ozono terapia non ha effetto né sulle ernie discali né tanto meno sui fenomeni di artrosi che verosimilmente condizionano un restringimento del canale lombare dove sono contenute le radici nervose.

E' possibile anche che un adeguato ciclo di fisioterapia possa attenuare i sintomi, ma tale scelta va fatta dopo un accurato esame clinico e studio completo del caso.

Cordialmente


Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente
Gent.mo dottor Migliaccio, la ringrazio per la solerte risposta.
Posso chiederLe quali sono i possibili rischi dell'intervento chirurgico e quali sono i tempi di recupero una volta effettuato?
La ringrazio anticipatamente

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile ragazza,
ogni cosa a questo mondo ha i propri rischi, come attraversare la strada, scendere le scale, viaggiare in aereo, auto, moto, treno ecc.
Anche gli interventi chirurgici sono a rischio di insuccessi e complicanze, ma questi possono essere di gran lunga più alti se, quando è indicato, l'intervento non si dovesse fare.

Al giorno d'oggi sia le tecniche chirurgiche che anestesiologiche hanno ridotto moltissimo i rischi, per cui, seppur motivi di apprensione sono comprensibili, non hanno motivo tenuto conto della stragrande maggioranza di successi.

Per quanto riguarda i tempi di recupero, ossia il periodo di convalescenza, esso dipende dal tipo di intervento che dovvesse essere attuato, ma in genere è dell'ordine di 1-2 mesi.

Cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#4] dopo  
Utente
Gent.mo dottor Migliaccio,
Ieri mia madre è stata visitata da un neurochirurgo il quale ha evidenziato che l'ernia che provoca dolori così invalidanti è intraforaminale e questo va a incidere sulle modalità necessarie per l'operazione chirurgica. Ci ha riferito infatti che dovrebbe andare "alla cieca" in quanto non è possibile riuscire a vedere l'ernia per la posizione in cui si trova. Così facendo, c'e anche la possibilità che l'intervento potrebbe non riuscire.
Le confesso che un discorso del genere ci ha preoccupati e non poco, posso sapere quale è il Suo parere in merito?
La ringrazio anticipatamente

[#5]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile ragazza,
se il neurochirurgo ha detto ciò che Lei mi riferisce o non è un neurochirurgo o non ha mai fatto un intervento.
Può dirgli a nome mio che non si opera "alla cieca" e se è vero che ha fatto tale affermazione è bene che si tolga il camice e vada a raccogliere pomodori.
Ne consegue che deve affidare Sua madre ad una persona competente.

Detto questo, Le confermo che le ernie intraforaminali si operano senza problemi..
Per il resto confermo quanto detto nella replica #3

Con cordialità
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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