Idrocefalo tetraventricolare

Sono una donna di 52 anni operata a giugno per un idrocefalo tetraventricolare i cui sintomi(prima dolori articolari diffusi poi difficoltà ad alzare i piedi, stanchezza, confusione mentale, ecc.) sono apparsi circa 2 anni fa: per un anno ho vagato da uno specialista all'altro (ortopedico,reumatologo, fisiatra ecc) per capire cosa mi stesse succedendo fino a che mi sono rivolta all'ambulatorio di neurologia dell'ospedale dove, dopo aver visionato gli esami già fatti (rmn lombare,rmn cervicale, emg arti inferiori e superiori,ecc), mi viene prescritta una rmn dell'encefalo che evidenzia un voluminoso idrocefalo tetraventricolare. A dicembre dello scorso anno vengo ricoverata in reparto per eseguire il tap test che non dà nessun risultato: non ci sono infezioni e io non traggo alcun beneficio dal prelievo. Mi viene anche fatta una rmn con studio della dinamica liquorale che evidenzia "una netta accelerazione della velocità del flusso liquorale a livello acqueduttale, con segni di rigurgito sisto-diastolico liquorale in corrispondenza della porzione posteriore del III ventricolo a a livello del IV ventricolo, che sono l'espressione di un flusso di tipo turbolento legato ad iperdinamicità liquorale". A questo punto i neurochirurghi, consultati dai colleghi, propongono un intervento di derivazione liquorale a cui ci opponiamo sia io che i neurologi, visto il risultato del tap test. Vengo quindi dimessa con l'impegno a rivedermi dopo 6 mesi, sempre che ne frattempo non avessi avuto ulteriori problemi. A questo punto, visto che stavo sempre peggio, ho ricominciato a consultare privatamente i migliori specialisti della mia città cercando una soluzione, ma tutti mi proponevano la derivazione liquorale. L'ultimo che ho consultato mi ha anche messo in lista d'attesa per tale intervento, ma nel frattempo vengo a sapere che a Firenze c'è un bravissimo neurochirurgo che interviene da anni con la tecnica endoscopica e utilizza le derivazioni solo se non ci sono alternative. Mi vede alla fine di aprile di quest'anno e, diagnosticando una stenosi dell'acquedotto, mi propone l'intervento di ventricolocisternostomia. Dopo poco più di un mese mi ha operata e dopo 5 giorni ero a casa: stavo finalmente bene! Mi rivede a distanza di un mese e anche lui si dimostra molto soddisfatto del risultato invitandomi comunque a rifare una dinamica liquorale a gennaio 2009 e ritornare per una visita di controllo. Sono stata bene fino ad ottobre, ma poi sono ripresi i sintomi per cui ho anticipato la dinamica liquorale e mandato il referto via fax al neurochirurgo. Nel referto è scritto: “In corrispondenza della sostanza bianca del lobo frontale di dx si riconosce la presenza di un’area di gliosi parenchimale lungo il decorso dell’ introduzione del ventricolo cisternoscopio. L’esame odierno conferma la presenza dell’idrocefalo tetraventricolare già noto. Non si riconoscono soluzioni di continuo in corrispondenza del pavimento del III ventricolo e non si apprezzano modificazioni della accelerazione della velocità del flusso liquorale a livello dell’acquedotto e a livello del IV e del III ventricolo. Non sono apprezzabili segni di pulsatività liquorale a livello del III ventricolo cisternostomia.”
A questo punto il neurochirurgo chiede di vedermi con le immagini della dinamica liquorale. A seguito della visita mi informa che la stomia si è richiusa, ma che non vorrebbe rifare lo stesso intervento poiché potrebbe dare lo stesso risultato e d’altra parte continua ad essere contrario alla derivazione liquorale. Conclusioni: mi invita a fare un fundus oculi e a tenere sotto stretto controllo la pressione arteriosa (fino ad ora, nonostante abbia cambiato due tipi di antipertensivi ho degli sbalzi di pressione per cui venerdì vedrò anche un cardiologo). A febbraio poi dovrò rifare la rmn dell’encefalo. Scusate se mi sono dilungata ma sono molto preoccupata perché dopo aver rivisto per un paio di mesi la luce adesso mi sembra di essere ripiombata in fondo al tunnel: i talloni non li sento, ho spesso male alla testa, ho sempre la sensazione di trovarmi su una barca che ondeggia sul mare, faccio di nuovo fatica a concentrarmi e ho di nuovo dolori articolari diffusi. Senza contare la stanchezza cronica che sento già appena mi alzo al mattino anche se dormo bene.
Vi ringrazio anticipatamente per i vostri preziosi pareri e consigli.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
nonostante Lei abbia spiegato abbastanza bene il Suo iter clinico, sarebbe necessario visionarne anche la documentazione radiologica.
In linea di massima ritengo che se la VCS (ventricolostomia) si è richiusa e non si ritiene opportuno ripeterla, non rimane che la derivazione Ventricolo-Peritoneale (o Ventricolo-altra sede anatomica adatta).
Ci faccia sapere

Cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
Gent.mo dottor Migliaccio, la ringrazio infinitamente per la tempestività della risposta. Devo dire che temevo questa risposta, ma non me la sento (almeno per il momento) di fare un intervento così invasivo e volevo chiederle se così facendo corro il rischio o meno di perdere ulteriori facoltà motorie e/o cognitive (i tests neuro-psicologici fatti finora hanno dato esiti eccellenti). Ringraziandola ancora per la sua disponibilità le invio i migliori saluti.
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
non posso che risponderLe che se l'intervento è necessario va effettuato e l'intervento non è molto più invasivo di una VCS.
Cordiali saluti
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dopo
Utente
Utente
Gent.mo dottor Migliaccio, è proprio questo il problema: non capisco se l'intervento di derivazione sia necessario. Non vorrei fare un altro intervento per ritrovarmi come prima o, peggio ancora, con ulteriori problemi.
Ieri l'oculista mi ha fatto il fundus oculi e non ha rilevato nulla di anomalo, domani ho invece appuntamento con il cardiologo per il problema degli sbalzi di pressione. Secondo lei, ci potrebbe essere una relazione tra questo e la mia patologia?
Grazie per la pazienza
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Mia cara signora,
come faccio a dirLe con precisione eventuali cause di alcuni sintomi, non avendo nè la possibilità di visitarla nè di vedere le immagini radiologiche?
Come principio generale se la dinamica liquorale è alterata e vi è una evidenza clinico-sintomatologica, non ci sono soluzioni: o ripetere la VCS o eseguire la derivazione.
Mi dica come potrei aiutarla. Rimango disponibile per quanto è nelle mie possibilità.

Cordialmente

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