Idrocefalo triventricolare di alto grado

salve,spero di riuscire a spiegare bene la situazione.all'età di 45 anni(circa 12 anni fa)in seguito ad un attacco convulsivo,a mio padre fu diagnosticato un idrocefalo triventricolare di alto grado assocato a lieve malformazione di tipo chiari 1,congenito.in tutto questo tempo,non si sono manifestati particolari problemi,tranne radi episodi di perdita di equilibrio,difficoltà a trattenere urina e feci,cose che secondo il nostro neurologo,sono più che normali in un soggetto del genere. aggiungo che l'unica terapia possibile,trattandosi di idrocefalo congenito,è stata solo una terapia farmacologica,e fin adesso non ci sono stati gravi problemi.ultimamente,però mio padre ha problemi ad esprimersi,non è in grado di identificare gli oggetti,non è in grado di dire dove si trova, e ha avuto episodi di delirio,in cui credeva di essere sul posto di lavoro e noi familiari eravamo suoi colleghi(sottolineo che è in pensione da 2 anni ormai).dalla RM è uscito un piccolo aumento del liquido,e un ematoma a livello dell'area subcorticale temporale/parietale dx (cioè tra l'area temporale e parietale).il neurochirurgo ha detto che non da problemi nel punto in cui si trova,e ha voluto evitare di intervenire chirurgicamente per evitare un ulteriore espansione del liquido e/o dell'ematoma,quindi stiamo aspettando che l'ematoma si riassorba da solo.la mia preoccupazione è: mio padre rimmarrà così? nel senso che non riconosce i suoi figli,che non distingue un rasoio da barba da uno spazzolino da denti,che chiama collega le sue figlie,che si è dimenticato ogni cosa e mio padre si può dire che era una vera enciclopedia vivente,è una persona molto acculturata.io vorrei sapere cosa si potrebbe fare per stimolargli la mente,e se questa sua condizione potrebbe essere irreversibile.ringrazio anticipatamente per le vostre risposte.
distinti saluti
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 66,2k 2k 23
Gentile Utente,

la sintomatologia cognitiva di Suo padre potrebbe essere assimilabile all'idrocefalo normoteso. In questi casi l'intervento chirurgico potrebbe portare alla risoluzione del problema o quanto meno ad un netto miglioramento.
E' chiaro però che la decisione deve prenderla il neurochirurgo in base a molteplici fattori.
Le trasferisco il consulto nella sezione "Neurochirurgia" dove i colleghi Le potranno dare delle informazioni più chiare e precise.

Cordiali saluti ed auguri per Suo padre

Dr. Antonio Ferraloro

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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 200 2
Gent.le Utente,
la risposta del Dott. Ferraloro è più che giusta.
Una volta che si sarà riassorbito l'ematoma, bisognerà che torni dal Neurochirurgo in vista di un possibile intervento sull'idrocefalo.
Faccia sapere e cordiali auguri.

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: "La Madonnina Milano-02/58395555
"Villa Mafalda" ROMA-06/86094294

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dopo
Utente
Utente
Gentilissimi dottori,
vi ringrazio per le risposte.per quanto riguarda un eventuale intervento sull'idrocefalo,vorrei chiedere in cosa dovrebbe consistere. poi avrei un'altra domanda: non ci sono terapie farmacologiche che possano aiutare il riassorbimento di questo liquido in eccesso? e poi,da cosa è dovuto questo improvviso aumento (anche se lieve)di liquido,visto che per 12 anni la situazione è sempore stata stabile? vi ringrazio ancora.
cordiali saluti
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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 200 2
Gent.le Utente,
se si tratta di un idrocefalo triventricolare e' da ritenere che dipenda dalla ostruzione dell'acquedotto di Silvio
che può dipendere da più fattori non ultimo un fattore congenito.
L'intervento dovrebbe consistere del by-passare l'ostacolo
creando un nuovo passaggio in modo che il liquor circoli liberamente senza ostacoli.
Visti i motivi che determina l'idrocefalo, la terapia è chirurgica.
Saluti cordiali.

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