Utente 203XXX
Gentili dottori,
sono un uomo, ho 29 anni e volevo porvi una domanda. Tredici anni fa a causa di una biopsia linfonodale laterocervicale destra (causa linfoma, curato) in seguito all'operazione ebbi dei danni ai muscoli della spalla destra. La diagnosi che mi hanno dato è la seguente: "Ipostenia dei muscoli del cingolo scapolare dx secondaria a biopsia laterocervicale" (deficit del m. sovraspinoso, infraspinoso, e adduttori della scapola dx). All'epoca feci 3 mesi di fisioterapia che migliorarono la situazione, poi ho fatto palestra per qualche anno. Ora invece, a livello sportivo, sono fermo da 3 anni.
A causa del deficit dunque, ho ovviamente un po' più di difficoltà nell'utilizzare il braccio e la spalla dx nelle operazioni quotidiane, ma nulla di drammatico. Le difficoltà si sentono un po' di più in attività che richiedono maggiori performance specifiche (suono la chitarra e scrivo molto e il deficit in questi casi si rende più fastidioso).
Volevo fare una domanda da profano: allo stato attuale della pratica neurochirurgica, è possibile reinnervare una zona muscolare danneggiata, anche dopo anni? Se la risposta è negativa, ci sono buone possibilità o prospettive per il futuro, che questo accada? Perché anche se non è possibile ora, magari poteri sperare che fra 5 anni, quando avrò 35 anni e tutto sommato sarò ancora abbastanza giovane, di poter riprendere una migliore funzionalità di questa spalla e braccio. Grazie mille per la vostra attenzione, buon lavoro e buone feste.

[#1]  
Dr. Andrea Seghedoni

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Buonasera.

Purtroppo le risposte alle sue domande sono tutte negative.
Non è possibile migliorare un deficit motorio medio-lieve (come mi sembra dalla sua descrizione, cioè un deficit che permette di eseguire la quasi totalità delle attività quotidiane, ma con delle limitazioni spt nella resistenza).
E' possbile fare bypass di nervo e a scopo sperimentale sono stati eseguiti anche qualche bypass di midollo spinale lesionato, ma il risultato che si ottiene è comunque inferiore al suo attuale.

Nel suo caso quindi l'opzione chirurgica mi sembra poco probabile. E' come se per riparare una corda sfilacciata ma ancora funzionante e resistente al carico, la si tagliasse e la si incollasse, ottenendo al termine una resistenza alla trazione inferiore al caso precedente.

Si può fare molto per la funzionalità della zona con esercizi di fisioterapia che aumentano la capacità muscolare e la sua risposta ai residui stimoli nervosi. (ritorni a fare sport)

Non sono aggiornato sulle frontiere ricostruttive dei nervi periferici, ma da quel che so non vedo grosse svolte a breve.
Dr. Andrea Seghedoni,
neurochirurgo
www.andreaseghedoni.com

[#2] dopo  
Utente 203XXX

Gentile dottore,
la ringrazio molto per la chiarezza e completezza della sua risposta. Cercherò allora di lavorare al meglio delle mie possibilità a livello muscolare con fisioterapia ed allenamento. Buon lavoro e grazie ancora.