Utente 475XXX
Buongiorno a tutti e vi ringrazio da subito per l'attenzione che vorrete dedicare a questo consulto,
sono una persona sportiva, ho fatto molti anni di nuoto e palestra, a seguito di sforzo in palestra è comparso dolore lancinante alla parte lombare della schiena che da un mese si è ridotto ma continua ad essere presente, punture di voltaren e muscoril e oppiacei (tachidol) non hanno dato alcun effetto

a seguito di RM alla colonna lombo sacrale, ho ritirato il seguente referto:

Riduzione della fisiologica lordosi lombare.
Riduzione di altezza e tono idrico del disco L4-L5, a tale livello si osserva protrusione discale ad ampio raggio di discreta entità con compressione del versante anteriore del sacco durale ed estensione basiforaminale bilaterale.
Si associa componente erniaria paramediana-laterale destra, con tendenza al prolasso craniale che accentua la compressione sul sacco durale determinando stenosi del canale vertebrale (DAP circa 8 millimetri) e si giunge in contatto con la radice nervosa discendente L5 omolaterale.

Canale vertebrale di calibro conservato nei restanti segmenti
Regolare rappresentazione del cono midollare e delle radici della cauda

Alcuni angiomi vertebrali

necessario videat in ambito specialistico.


Cosa mi consigliate di fare? Potete gentilmente spiegarmi in parole povere questo referto?

Grazie mille

[#1]  
Dr. Andrea Seghedoni

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Buonasera.

Non sembra nulla di grave. Un disco degenerato negli anni a livello L4-5, che è andato cioè incontro a disidratazione e protrusione ad ampio raggio (ha fatto la pancia, per intenderci), ha espulso un po di materiale producendo un'ernia discale.
Siccome lei ha riferito solo di intenso dolore lombare e non di dolore irradiato agli arti inferiori, verosimilmente non è presente una compressione dei nervi.
Quando c'è una espulsione erniaria la lombardia dura tendenzialmente a lungo (anche un mese come nel suo caso, con poi un miglioramento lento) rispetto alla lombalgia non causata dall'ernia. Anche le caratteristiche del dolore sono un pò diverse tra lombardia da ernia o senza.
Comunque, sembra che stia migliorando da sola. Eviti sforzi fisici massimali ancora per un paio di mesi ma si mantenga attivo (se quello che fa non determina un aumento del dolore va bene). All'80% guarisce da sola.
Immagino che sia già andato dal suo curante (per il tachidol serve la prescrizione), ma se non è cosi si faccia visitare, per escludere rare ma gravi complicanze. (che ripeto, dalla sua descrizione non colgo)
Dr. Andrea Seghedoni,
neurochirurgo
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[#2]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Egr. signore,

La RM, stando al referto, ha evidenziato un'ernia discale verosimilmente espulsa che comprime la radice che va a formare il nervo sciatico.
In considerazione che i farmaci non hanno effetto, credo che vada presa in considerazione la terapia chirurgica anche con una certa sollecitudine.
Consulti di persona un neurochirurgo

Cordialmente
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#3] dopo  
Utente 475XXX

dottori buonasera, vi ringrazio intanto per le risposte.
Volevo capire come è possibile che una soluzione sia opposta all' altra, e cioè che il dottor Seghedoni pensa che guarisca da se e il dottor Migliaccio mi consiglia di operare velocemente.

Forse ho capito male io, ma sono discretamente preoccupato per la seconda risposta

[#4]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Egr. signore,
stando a quanto è descritto nel referto (non possiamo vedere le immagini) e stando alla riferita sintomatologia ovvero la lombalgia, [la lombardia ha dolori di altra origine (^____^)], resistente a terapia farmacologica, il sospetto di dover intervenire chirurgicamente è più che giustificato.
E' comunque è e rimane un sospetto che, però, andrebbe confermato attraverso la visita dello specialista per cogliere eventuali segni, pur precoci, di danno radicolare (della radice nervosa).
Infatti Le ho consigliato di recarsi da un neurochirurgo, senza sbilanciarmi in considerazioni più o meno rassicuranti.
Non bisogna certo aspettare un aggravamento clinico e radiologico per eseguire l'intervento chirurgico né si pone indicazione chirurgica solo se c'è un'ernia espulsa e voluminosa e con segni clinici invalidanti.
A seconda dei casi una discopatia responsabile di dolore lombare può trovare indicazione chirurgica anche se il disco non è erniato, ma solo degenerato.

Infine il referto così recita: "protrusione discale ad ampio raggio di discreta entità con compressione del versante anteriore del sacco durale ed estensione basiforaminale bilaterale. Si associa componente erniaria paramediana-laterale destra, con tendenza al prolasso craniale che accentua la compressione sul sacco durale determinando stenosi del canale vertebrale (DAP circa 8 millimetri) e si giunge in contatto con la radice nervosa discendente L5 omolaterale "
TRADUZIONE: il disco è protruso, comprime il sacco durale in cui sono contenute le radici nervose, a destra parte dell'ernia provoca il restringimento del canale lombare e giunge a contatto con la radice L5, cioè la radice cha va a costituire il nervo sciatico.

Ciò significa che le radici nervose sono sofferenti, ma quanto lo siano, senza dati clinici oggettivi, a distanza non è possibile comprenderlo.

Una buona serata
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#5]  
Dr. Andrea Seghedoni

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Gentile utente.

Come ha notato due diversi clinici per lo stesso problema le consigliano due cose agli antipodi.
In medicina è spesso cosi. A distanza è difficile capire il quadro. Per dare la mia risposta io mi sono basato sul fatto che lei riferisce solo lombalgia (mal di schiena) e non dolore all'arto inferiore ed il disturbo doloroso, prima refrattario a terapia medica, sta iniziando a migliorare.
I sui sintomi non fanno pensare ad una compressione di un nervo, che darebbe sempre un dolore all'arto inferiore. Anche l'ernia espulsa sembra stia migliorando.
Si affidi al suo curante per un consiglio su cosa fare.
La saluto
Dr. Andrea Seghedoni,
neurochirurgo
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[#6]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Gentile signore,
come vede ci possono essere opinioni diverse e tutte possono essere valide
Il grande limite della consulenza a distanza è quello di non poter visitare il paziente, unica procedura dalla quale può scaturire una diagnosi e la conseguente terapia.
Pertanto, anche se spesso ci lasciamo trascinare dalle ipotesi ritenute valide, è bene non sbilanciarci indicando terapie che, se di tipo medico, un po' rassicurano l'utente, se di tipo chirurgico, lo spaventano.

Infine, se legge attentamente, io non ho consigliato l'intervento, ma l'ho solo ipotizzato consigliando di consultare personalmente un neurochirurgo.
Una buona serata.
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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