Utente
Buon giorno, fin da quando avevo 10 anni mi hanno riscontrato una displasia fibrosa in regione fronto-etmoido-zimatico-orbitaria sinistra.
Ora ho 23 anni, e dopo tante TAC e RM risulta invariato.
La mia preoccupazione deriva dall'ultima RM che ho fatto.
Riporto quello che è scritto nel Referto:
Tonsille cerebellari modestamente basse, circa 5 mm, al di sotto della linea che unisce clivus ad osso occipitale per Chiari di tipo I.

Devo preoccuparmi? Cosa dovrei fare?
Cos'è Chiari di tipo I?

Grazie per l'attenzione.

[#1]  
Dr. Alessandro Rinaldi

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La sindrome di Chiari tipo I rappresenta il primo grado di una errata conformazione congenita della fossa cranica posteriore, caratterizzata quindi da una esuberanza delle strutture cerebellari ivi contenute ed in particolare caratterizzata da un impegno della porzione più caudale del cervelletto, appunto le tonsille cerebellari, nel forame magno/imbocco del canale cervicale. A questo con il tempo per fattori idrodinamici si può aggiungere il danno esercitato dalla pulsazione liquorale, motivo questo della comparsa di sintomi non alla nascita ma persino in età adulta. Non mi sembra questo il suo caso, visto che il quadro è stato individuato nell'ambito di esami condotti per altri motivi. Se non ha sintomi non la allarmerei, ma le consiglio vivamente di tenersi sotto periodico controllo neurochirurgico.
Cordiali saluti
Dr. Alessandro  Rinaldi

[#2] dopo  
Utente
Grazie mille!
Posso chiedere quali sono i sintomi?
E poi, io non so ancora quando, mi dovrei operare, per la displasia descritta prima. Il Chiari di tipo I, può influenzare la riuscita o meno dell'operazione?
Dovrebbero mettermi una sorta di protesi.

[#3]  
Dr. Alessandro Rinaldi

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buona sera
i sintomi di una sindrome di Chiari possono essere da assenti a gravi problemi sensitivo-motori. Non mi dilungo per non influenzarla. Direi per ora che può tranquillamente affrontare l'intervento di correzione sulla displasia fibrosa, previa consulenza scritta di un neurochirurgo che la visiti direttamente.
Cordiali saluti
Dr. Alessandro  Rinaldi