Utente
Buongiorno d.ri
Scrivo per consulto esito risonanza con Mdc su soggetto età 65 anni normopeso ex fumatore e nessuna patologia pregressa sottoposto a TURV il 29 maggio 18 con rimozione tumore vescicale classe G1 non infiltrante ed attualmente sotto cura oncologica (lavaggi vescicali).
Dico ciò perché è stata riscontrata una sospetta spondilodiscite
REFERTO:
L'esame è stato eseguito sul piano sagittale con sequenze T1, T2 dipendenti e STIR e con sequenze assiali centrate a livello degli spazi intersomatici da C2 A C7 e da L2 ad S1.
L'indagine è stata completata con somministrazione di Mdc paramagnetico.

# tratto cervicale e dorsale:
Minime protezioni fiscali ad ampio raggio a livello c3-c4; c4-c5; c5-c6; c6-c7.
Non apprezzabili altre protezioni fiscali.
Regolare per morfologia e segnale midollo spinale.
Canale spinale di ampiezza normale.
Segni di spondilosi.
Piccole aree di impermeabilità con segnale che decade nelle sequenze STIR in corrispondenza del soma di c'è, del piatto vertebrale sup. C4, del margine antro-inferiore di D5 e del margine antero superiore di D9 compatibili con fenomeni di sostituzione adiposo di midollo osseo.

#tratto lombosacrale:
Riduzione di spessore del disco intersomatico L2-L3, con protrusione ad ampio raggio, irregolarità delle limitanti somatiche contrapposte di L2 ed L3 e alterazioni di segnale del medesimo disco intersomatico e dei corpi vertebrale sopra e sottostante (ipointensi in T1 ed iperintensi T2/STIR), con segni di impregnazione con Mdc: reperto riferibile a spondilodiscite.
Riduzione di spessore del disco L4-L5.
Lievi protusioni fiscali ad ampio raggio a livello L3-L4 ed L4-L5 da mettere in relazione a lassità dell'anello fibroso.
Regolari per morfologia e segnale il cono midollare è le radici della cauda.
Canale spinale di ampiezza normale.
Aree di iperintensità con segnale che decade nelle sequenze STIR in corrispondenza del margine antero superiore di L2 e di L5 e del margine postero- inferiore di L5 compatibili con fenomeni di sostituzione adiposo di midollo osseo.
Vi ringrazio per le informazioni che vorrete darmi.
PS la VES è superiore a 100...

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Dr. Vincenzo Della Corte

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Da quanto lei scrive, sembrerebbe che la spondilodiscite, se confermata dalla visita neurochirurgica e dalla visura delle immagini neuroradiologiche, sia in relazione alla patologia prostatica per cui il paz. è già stato operato.
Si può avere beneficio da un esame culturale del germe responsabile della patologia rachidea. In effetti si può fare, con tecnica mininvasiva, la "pulizia" dello spazio discale interessato e cruentizzare i piatti discali sia cranialmente che caudalmente (in modo che gli antibiotici che verranno somministrati possano raggiungere lo spazio intersomatico che, nell'età adulta, non è vascolarizzato). Solitamente, già in questa fase, si inietta in loco un antibiotico ad ampio spettro che possa contenere lo sviluppo ulteriore della colonia batterica.
Contemporaneamente, si esamina quanto prelevato dal disco e si ottiene, dopo l'individuazione del/dei germe/i responsabili, un antibiogramma idoneo alla bisogna.
I più idonei, fra questi antibiotici individuati, potrà essere somministrato (per os o per via parenterale) efficacemente al paz., in modo da fare anche una terapia mirata (quindi, non più alla cieca come inevitabilmente bisogna fare adesso).
L'intervento di decompressione in mininvasiva mette il paz. al riparo dall'eventuale rischio di "diffondere" il germe in altri tessuti, che d'altra parte essendo ben irrorati possono già difendersi bene. Contemporaneamente, il paz. avverte immediato beneficio (diminuzione molto importante dei dolori) dall'asportazione del tessuto discale interessato molto presumibilmente infetto.
Se ritenuto opportuno, una volta ottenuto l'antibiogramma, si può ritornare sul campo operatorio con la medesima tecnica per iniettarvi il farmaco rilevatosi il più idoneo.
Se ha piacere, dia pure ulteriori notizie.
Cordialità.
Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
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