Utente
gentilissimo professori,
volevo porre alla vostra attenzione la mia situazione riguardante un'ernia dal disco.
Alla meta' del mese di ottobre 2008 durante una partita di calcio avverto un improvviso dolore alla parte bassa della schiena mi reco al pronto soccorso dell'ospedale dove vengo visitato dall'ortopedico il quale mi dice che e' il classico "colpo della strega" e mi prescrive una cura di iniezioni di antidolorifici per 5 giorni mattina/sera associandolo al riposo.Mi riprendo completamente dopo circa una decina di giorni tanto che riprendo a praticare palestra (peisistica) e calcio....dopo poco piu' di un mese( 10/12/2008) una mattina mi alzo con un dolore forte alla schiena che si protrae alla gamba dx fino all'altezza del ginocchio(parte posteriore)inoltre sempre la parte posteriore della gamba dx e' completamente addormentata(insensibile), nessun altro sintomo. Prendo per qualche giorno compresse di voltaren , ma il dolore e la sensibilita' perduta inizialmente non ricevono alcun beneficio...solo dopo circa 20 giorni (FINE DICEMBRE 2008) senza prendere nessun medicinale...pian piano i dolori descritti vanno a sparire completamente...l'unico fastidio che avverto al momento 30/01/09 e' un dolore sopportabilissimo alla parte della schiena. Eseguo sotto indicazione medica la RISONANZA MAGNETICA LOBOSACRALE 21-01-2009: CONSERVATA L'AMPIEZZA DEL CANALE SPINALE OSSEO. IL DISCO L5-S1 APPARE DI BASSO SEGNALE T2 PER DISIDRATAZIONE E PRESENTA UNA VOLUMINOSA ERNIA DISCALE ESPULSA A SEDE MEDIANA PARAMEDIANA BILATERALE, LA QUALE ESERCITA EFFETTO COMPRESSIVO SUL SACCO DISCALE. NON SI EVIDENZIANO CHIARE IMMAGINI DA RIFERIRE A SIGNIFICATIVE PROTUSIONI E/O ERNIE DISCALI NELLE RESTANTI SEDI DEL TRATTO IN ESAME.REGOLARE PER MORFOLOGIA E SEGNALE IL CONO-EPICNO MIDOLLARE.
Effettuo una prima visita dal neurochirurgo il quale non trova piu'nessun tipo di danno neurologico ma dice : vista la voluminosita' dell'ernia si deve intervenire chirurgicamente per asportare l'ernia espulsa (intervento classico). Poi eseguo ulteriore visita da altro neurochirugo che conferma l'assenza di danni nurologici e mi fa presente come la mia colonna vertebrale sia perfetta e che quindi la presenza di tale ernia voluminosa in quel tratto e' senz'altro una condizione che si e' verificata in conseguenza ad susseguirsi di grossi sforzi(faccio pesisistica), inoltre aggiunge che nonostante le grosse dimensioni ho avuto la fortuna che quest'ernia e' espulsa "diritta" e che si trova subito al di sotto del midollo non comprimendolo quindi senza alterare le funzioni dei nervi e non intaccando nessun nervo (quelli che nascono appena sotto il midollo) motivo per cui non avverto nessun disturbo neurologico proprio per questa "fortuna" dice che il mio caso si puo' risolvere con un'intervento di percutanea dekompressor. Sussegue ulteriore visita ma con ortopedico che mi conferma tutto quanto detto dal secondo neurologo (in verita' anche dal primo) si trova anche d'accordo con la tipologia di intervento mini invasiva(percutanea dekompressor) ma aggiunge che se fosse lui attenderebbe comunque un po di tempo con la speranza "remota" che quest'ernia (morendo) perda parzialmente la sua voluminosita'. Spero di essere stato esaudiente nel spiegarvi tutta la sintomatologia e l'esito delle visite che ho effettuato e molto gentilmente chiedo il vostro parere soprattutto in merito al consiglio del secondo neurochirurgo che mi ha indirizzato proprio per la mia situazione verso la chirurgia mini invasiva. Vi ringrazio anticipatamente.

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Dr. Marco Mannino

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Caro Signore,
innanzitutto si deve capire se quest'ernia è sintomatica e se la sintomatologia è congrua con quanto si vede alla risonanza magnetica.
Detto questo diciamo che esistono diverse scuole di pensiero.
I chirurghi vertebrali tipo me non sono mai amanti delle tecniche percutanee (come quella che le hanno prospettato) poichè soprattutto nei casi di fallimento, qualora si rende necessario un intervento chirurgico, la situazione anatomica che si crea in seguito al trattamento percutaneo fa enormemente salire il tasso di complicanze. Poi personalmente credo che l'intervento classico microneurochirurgico (la cui tecnica è consolidata da tanti anni) per chi lo esegue abitualmente non pone particolari problemi. Nè per il paziente.
E' giusto eseguire un ciclo di terapia steroidea. Solo dopo il fallimento della terapia medica si può valutare l'opzione chirurgica.
Cordialmente
Dr. Marco Mannino
Neurochirurgo
http://www.studiomannino.com

[#2]  
Egr. Signore,
non ho elementi sufficienti per darLe indicazioni diverse, non potendo visionare le immagini.
In modo del tutto generale, senza un preciso riferimento al Suo caso, credo che, in taluni casi simili, l'intervento con tecnica tradizionale, ma comunque sempre con tecnica microchirurgica,(cioè con l'uso del microscopio) sia indicato.
Questo anche perchè, seppur un'ernia espulsa in posizione mediana può non provocare sintomi, essa può invece andare incontro a calcificazione creando una maggior difficoltà poi nel rimuoverla.
Ernie simili, che vanno considerate come un processo occupante spazio, anche se in rarissimi casi,potrebbero diventare intradurali, cioè penetrare nel sacco che contiene le radici nervose e, anche in questo caso, l'intervento per rimuoverle diverrebbe più indaginoso.
Disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti,La saluto con cordialità

[#3] dopo  
Utente
In merito alla risposta del Dr.Mannino che ringrazio infinitamente.
Che si intende per ernia sintomatica?
Mi e' stata prospettata la tecnica percutanea proprio perche' nel mio caso l'ernia espulsa non tocca nessun nervo per cui si tenderebbe a ridurla diminuendo notevolemnte le possibilita' che' cio' avvenga;mi rendo conto che sono scuole di pensiero differenti proprio per questo mi farebbe piacere sapere da lei quali sono le eventuali modifiche anatomiche che potrebbero creare delle complicanze??? e quali complicanze???
Poiche' al momento avverto semplicemente un dolore lombare lieve perche' mi consiglia ugualmente una terapia steroidea? grazie
In merito alla risposta del Dr.Migliaccio
Lei propende per la chirurgia classica o per la miscrochirurgia con telescopio per cui e' contrario quindi alla percutanea dekompressor? perche'?
Lei mi prospetta l'eventualita' di una calcificazione, quindi potrebbe anche non calcificarsi? e potrebbe anche calcificarsi (riducendosi leggermente perche' priva di liquidi)li dov'e' senza crearmi problemi neurologici? Quindi mi chiedevo vista la grossa percentuale di persone che comunque dopo essersi operati chirurgicamente lamentano fastidi ed impedimenti molto piu' di quanti ne abbia io al momento, perche' operarmi subito anzicche' attendere l'evoluzione di questa situazione?
grazie infinite per la disponibilita'

[#4]  
Egr. signore,
il consulto on-line ha dei grossi limiti perchè manca la valutazione diretta sia del paziente che degli esami effettuati.
Per quanto La riguarda è ovvio che se Lei non avverte alcun sintomo, non è condizionato da alcuna sintomatologia, è giusto assumere un atteggiamento di attesa al fine di cogliere, nel tempo, elementi più significativi per poi decidere il da farsi.
Per quanto riguarda la discectomia percutanea, essa comunque interviene sull'ernia discale e,seppur, forse, in lieve misura, limita le complicanze, esse sono sostanzialmente sovrapponibili all'intervento di microchirurgia che si esegue con il MICROSCOPIO e non con il TELESCOPIO che invece si usa per studiare le stelle e le galassie.
A mio personalissimo giudizio la microchirurgia ha il vantaggio di avere sottocontrollo visivo sia il campo operatorio che le zone anatomiche vicine, con una più ampia possibilità di attuare procedure chirurgiche che dovessero rendersi necessarie.
Infine mi preme sottolineare che non è del tutto vera la sua affermazione che <vista la grossa percentuale di persone che comunque dopo essersi operati chirurgicamente lamentano fastidi ed impedimenti>, in quanto statisticamente è invece <grossa> la percentuale di chi sta bene in rapporto al numero degli interventi di questo tipo che vengono giornalmente effettuati nel mondo.

Cordialmente

[#5]  
Egr. signore,
il consulto on-line ha dei grossi limiti perchè manca la valutazione diretta sia del paziente che degli esami effettuati.
Per quanto La riguarda è ovvio che se Lei non avverte alcun sintomo, non è condizionato da alcuna sintomatologia, è giusto assumere un atteggiamento di attesa al fine di cogliere, nel tempo, elementi più significativi per poi decidere il da farsi.
Per quanto riguarda la discectomia percutanea, essa comunque interviene sull'ernia discale e,seppur, forse, in lieve misura, limita le complicanze, esse sono sostanzialmente sovrapponibili all'intervento di microchirurgia che si esegue con il MICROSCOPIO e non con il TELESCOPIO che invece si usa per studiare le stelle e le galassie.
A mio personalissimo giudizio la microchirurgia ha il vantaggio di avere sottocontrollo visivo sia il campo operatorio che le zone anatomiche vicine, con una più ampia possibilità di attuare procedure chirurgiche che dovessero rendersi necessarie.
Infine mi preme sottolineare che non è del tutto vera la sua affermazione che <vista la grossa percentuale di persone che comunque dopo essersi operati chirurgicamente lamentano fastidi ed impedimenti>, in quanto statisticamente è invece <grossa> la percentuale di chi sta bene in rapporto al numero degli interventi di questo tipo che vengono giornalmente effettuati nel mondo.

Cordialmente

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Dr. Marco Mannino

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Caro Signore, senza entrare troppo nel merito con lei che non è un tecnico (non vorrei ingenerare confusione...) per complicanze si intendono i potenziali danni causabili alle strutture nervose che si possono creare durante la rimozione di un'ernia con intorno un tessuto cicatriziale aderente o come le ha speigato il Dott. Migliaccio, calcifica.
Per quanto riguarda la terapia steroidea forse non ho letto bene il suo post...se ha esclusivamente un lieve dolore lombare e non presenta sciatalgia non c'è indicazione ad eseguire la terapia steroidea.
Cordialità
Dr. Marco Mannino
Neurochirurgo
http://www.studiomannino.com

[#7] dopo  
Utente
Gentilissimo Dr.Migliaccio
chiedo scusa per l'errore commesso nel chiamarlo TELESCOPIO,come potra' capire e' una situazione nuova che mi crea molte preoccupazioni ma sempre minori dubbi anche grazie alle sue risposte che ritengo molto professionali ed esaustive nonostante lei non possa visionare tutta la documentazione relativa al mio caso.
Dopo un ulteriore(ed ultimo)colloquio effettuato proprio ieri con un neurochirurgo molto quotato qui a napoli ho avuto ulteriori conferme e rassicurazioni sulla mia situazione ed anche in merito all'eventuale intervento con il dekompressor.
In sintesi afferma che(chiedo scusa a priori per la terminologia e per il modo in cui mi esprimero' scrivendo):
Nonostante l'assenza di problemi neurologici(al momento) il neurochirurgo mi prescrive un'indicazione chiruriga viste le dimensioni dell'ernia. Ma verbalmente aggiunge che la patologia dell'ernia del disco varia da persona a persona e che nel mio caso specifico nessuno mai, potra' sapere cosa succede, potrebbe restare cosi com'e' senza procurarmi piu' fastidi a vita (specifica anche che e' una probabilita' molto remota viste le dimensioni),cosi come un semplice colpo di tosse potrebbe far si che l'ernia entri a contatto con qualche nervo per cui si dovra' intervenire chirurgicamente. Poi aggiunge che nel mio caso specifico il dekompressor non e' risolutivo per le dimensioni dell'ernia(lo e' solo l'intervento classico)ma il dekompressor potrebbe anche risultare utile visto che andrebbe a tirar via dal disco una parte di nucleo polposo cosi da liberarlo un po'da eventuali pressioni.
Sono arrivato alla conclusione che attendero' l'evolversi della situazione programmando gia' da ora dove effettuero' l'intervento chirurgico non appena si presenteranno tali disturbi neurologici che mi renderebbero la vita troppo limitata.Cosa ne pensa?

[#8]  
Penso che sbaglia! Aspettare che Le si paralizzi il piede o abbia altri deficit neurologici, mi sembra assurdo.
Per il resto confermo quanto Le ho detto che mi sembra anche, tutto sommato, condiviso dal collega che ha consultato.
Cordialmente