Stretto toracico inferiore del plesso bracchiale

Buongiorno,
da anni ho un forte e costante dolore nella zona destra cervicale/spalla/braccio, dopo aver fatto riabilitazione, agopuntura, massaggi, laser, ozonoterapia, byte, ho effettuato diversi esami per escludere ernie e problematiche legate alla spalla e ai cervicali ma tutti sono risultati negativi.
L'ultimo tentativo è stato un ecodopler vascolare che ha rilevato sindrome dello stretto toracico con positività alla manovra di Adson ed l'iperabduzione a 180°, l'arresto di flusso arterioso e una compressione quasi occlusiva sull'arteria succlavia sulla manovra di adson.
Successivamneto ho fatto un EMG che ha rilevato la presenza di una sofferenza del tronco inferiore del plesso brachiale localizzata a livello dell'egresso toracico e segni radicolopatia c6 e c7 di destra.
Ho subito esguito un intervento di neurolisi del plesso con l'istituto Euni.
Nonostante la riabilitazione post intervento, non ho avuto nessun miglioramento.
Su consiglio del neurochirurgo ho rieseguito l'EMG dopo 6 mesi dall'intervento,
l'esito ha rilevato un leggero miglioramento nel tronco inferiore rispetto al prededente esame, ma ha evidenziato dei danni sul tronco superiore in atto su c6.
Il neurochirurgo mi ha consigliato di ripetere l'operazione estendendo l'intervento ad una zona più ampia rispetto alla prima incensione.
Prima di intervenire nuovamente vorrei sapere gentilmente un vostro parere ed avere dei nominativi di altri medici specializzati in tale materia per avere altri riscontri.
Spero che possiate aiutarmi a risolvere questo problema che mi limita in qualsiasi attività data la mia giovane età.




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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 197 2
Gent.le signore, a volte questo disturbo nasce dalla presenza di una piccola costa cervicale che determina una occlusione arteriosa oltre ad una compressione della parte bassa del plesso. A volte basta una parziale decompresssione ,toglendo la parte distale spesso cartilaginea della costa per avere una regressione della sintomatologia algica e deficitaria.Altre volte ci si può limitare ad incidere un muscolo per togliere la compressione o a sbrigliare dalle aderenze che si sono formate sulla struttura vascolo/nervosa. Bisognerebbe sapere che cosa hanno fatto i Colleghi che la hanno già operata ed,eventualmente, che progettano di portare a termine con questo secondo intervento prospettatoLe. mi faccia sapere

Dr. Della Corte: vincenzodellacortemi@libero.it
Case di Cura: "La Madonnina Milano-02/58395555
"Villa Mafalda" ROMA-06/86094294

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dopo
Utente
Utente
Grazie per la pronta risposta, l'operazione è stata eseguita con un incisione di 6/7 cm appena sotto la clavicola destra e sono state tolte numerose aderenze dal muscolo che comprimevano i nervi. La seconda operazione prevede un incisione più ampia per togliere altre aderenze nella parte superiore che, come dimostrato nell'EMG, è in peggioramento.
Prima dell'intervento il neurochirurgo aveva previsto un successo dell'operazione al 100% e un recupero della forza all'80%. Per la seconda operazione invece al 70%.
Prima di intervenire nuovamente vorrei avere altri pareri, facendo altre visite/colloqui, con medici/istituti specializzati in questa patologia.
Grazie mille



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Dr. Vincenzo Della Corte Neurochirurgo 5,9k 197 2
Egregio Sig., rimane la possibilità che vi sia compressione da parte di un tralcio fibroso o fibrocartilagineo che è responsabile della compressione e,quindi,della sintomatologia. Pur non avendoLa mai visitato nè aver mai visionato i suoi esami ,ad esempio, una x-cervicale ove si può vedere se la 7° vertebra cervicale ha" qualche sporgenza inusuale" , ritengo che il Suo problema possa essere affrontato asportando (o "limando") questa compressione. A proposito, non ho capito se il nuovo intervento è previsto attraverso la stessa cicatrice o se il Collega Neurochirurgo intende raggiungere la compressione da un altro punto(tralasciando,quindi,la precedente approccio/cicatrice). Cordialità

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