Chiarimenti e interpretazione rmn rachide lombosacrale

Gentili dottori,

vorrei chiedervi un aiuto nell'interpretazione di un mio referto di RMN lombosacrale che mostra molteplici problemi a livello dei dischi intervertebrali.
Ho 35 anni ed una lunga storia di dolore lombosacrale e cervicale, con episodi acuti molto intensi, per risolvere i quali sto iniziando un ciclo di fisioterapie prescrittomi da un medico fisiatra dopo visione dello stesso referto RMN.
A sua volta, la visita fisiatrica fu prescritta da un neurochirurgo che ritenne che il problema aveva una possibile soluzione in ambito fisiatrico.


Il referto riporta:
RMN COLONNA LOMBOSACRALEModicamente ridotta la fisiologica curvatura lordotica lombosacrale al tratto prossimale.

Non cedimenti somatici né disallineamenti dei muri posteriori dei metameri.

Cisti di Tarlov all'altezza di S2 Non alterazioni diffuse o focali patologiche alle vertebre comprese.
Iniziali segni spondiloartrosici con apposizioni osteofitosiche marginali in particolare al tratto L4-SI.

Ampi segni di degenerazione discale di tipo disidratativo a L4-L5 e a L5-S1, a quest'ultimo livello si associanoalterazioni di tipo Modic I-II.

A L4-L5: modica protrusione anulare discale con iniziale interessamento intraforaminale bilaterale, in maggior grado a sinistra; non escludibile focale contatto sulle radici di L5 bilateralmente, si associa impronta sul profiloanteriore del sacco durale.

A L4-L5: sfiancamento circonferenziale del disco condizionante impronta sul profilo anteriore del sacco durale e minima impressione sulla radice in transito di L5 a destra.

Nei limiti il segnale a carico del cono midollare e della cauda.


Siccome con il fisioterapista sto affrontando esercizi di allungamento e potenziamento mirati, è di grande importanza capire quali movimenti sono dannosi per la mia condizione (ad esempio quelli che aggravano lo schiacciamento discale in zone con protrusioni).
Nel referto leggo "impronta sul profilo anteriore del sacco durale": questo significa che la protrusione è orientata anteriormente?

Di conseguenza, ne deduco che eseguendo movimenti che accentuano la lordosi lombare essa tenderà ad essere più "espulsa" mentre eseguendo flessioni in avanti che riducono la lordosi essa tenderà a venire più "schiacciata".
E' corretto?

Grazie
[#1]
Dr.ssa Federica Penner Neurochirurgo 9
Buonasera,

Il suo quadro di risonanza magnetica è compatibile con una situazione di spondiloartrosi (artrosi della colonna) e discopatia (assottigliamento dei dischi e infiammazione dei piatti vertebrali che possono assolutamente essere la causa del suo mal di schiena. L'impronta durale vuol dire che la protrusione del disco lambisce la dura madre, spingendosi posteriormente e non anteriormente.
I movimenti di flesso/estensione eseguiti correttamente sotto controllo fisioterapico non dovrebbero peggiorare la sua patologia.
Sicuramente se il dolore non migliorasse con la terapia medica conservativa si può valutare un intervento chirurgico.

Cordiali saluti

Dr.ssa Federica Penner
Neurochirurgo

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottoressa,
grazie per la sua sollecita risposta. Sono preoccupato per questa situazione artrosica, che tra l'altro per altri motivi appare anche al ginocchio ed alla mano dx attraverso RM e RX effettuati negli anni scorsi.
La fisioterapia che sto effettuando mi sembra poco efficace: del resto negli anni scorsi ne ho già effettuata molta senza risultati incoraggianti.

Sono preoccupato perchè mi pare che alla mia età non sia comune avere problemi di artrosi e mi chiedo in che modo sia possibile evitare una degenerazione della mia condizione nei prossimi anni: ho timore di ritrovarmi a 55 o 60 anni con una condizione disastrosa.
L'artrosi è destinata a peggiorare progressivamente o c'è un modo affinchè "stia ferma" e non mostrare segni di peggioramento?

Grazie
[#3]
Dr.ssa Federica Penner Neurochirurgo 9
Buongiorno,

no purtroppo non c'è modo di fermarla. e' comunque un segno del normale invecchiamento. La velocità a cui si sviluppa è però imprevedibile. Sicuramente può fare attenzione a come sollecita la sua colonna e se non vede miglioramenti con la terapia medica sentire un parere neurochirurgo.

Cordiali saluti

Dr.ssa Federica Penner
Neurochirurgo

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