Parestesie gambe e braccia, debolezza muscolare

Buonasera, ho 32 anni, vi scrivo perché sto vivendo una situazione disperata e ho un profondo senso di paura che ormai non mi fa più vivere la mia vita, premetto che sono un infermiera, e perfettamente consapevole di essere tendenzialmente ipocondriaca e ansiosa per quanto riguarda la mia salute.
A dicembre ho iniziato ad avvertire strani sapori in bocca e sensazioni di freddo anomale. . andando da un otorino ed escludendo alla visita oggettiva, patologie del cavo orale, mi fa prenotare un RMN encefalo con mdc che ancora devo fare (tempi di attesa lunghi) dicendo che poteva essere un quadro di tipo neurologico.
Devo dire che quando ho sentito pronunciare queste parole ho iniziato a preoccuparmi sul serio, il vero delirio è iniziato così, insinuandosi pian piano nella mia testa e iniziando davvero a pensare di avere qualcosa che non va di tipo nervoso/neurologico. . e non so dire se è un caso o meno ma nell ultimo mese sto avendo i problemi più disparati, il tutto iniziato con un dolore sordo e diffuso alla gamba destra sensazione di debolezza muscolare generalizzata ( più marcata alla gamba destra) poi anche alle braccia senso di costrizione come se fosse una morsa. . sensazione di lieve scarica elettrica a gli arti come ad ondate. . tremolio al tronco nodo in gola tensione alla mandibola, senso di instabilità, come se non controllassi più braccia e gambe.
Questi sintomi si alternano nelle varie sedi sono mutevoli e variano di intensità ma sempre presenti dalla mattina alla sera.
Ormai sono convinta di avere la sclerosi multipla e quando ci penso mi sale il panico e tutto si amplifica fino a farmi sentire che non riesco a reggermi in piedi mi pesa tenere il telefono in mano come tendo gli arti in posizione statica sono tremolanti, avverto fascicolazioni e tremori interni non sempre visibili per ora ho fatto visita neurologica negativa, esami del sangue tutto negativo esami ANA ed ENA negativi, no carenze vitaminiche, negativo CPK, negativa VES e PCR, PES 4 arti negativa. . elettromiografia 4 arti negativa in attesa della tanto temuta RMN encefalo sento di avere già una sentenza di morte e ormai ho pensieri ossessivi a riguardo. . la mia mente non si distrae con niente e sono sempre in allerta, non mi sento più al sicuro nel mio corpo, come se a breve succedesse qualcosa. . come se arrivasse al collasso generale.
Non riesco a lavorare, a vivere. . ho la testa disconnessa perennemente.
La neurologa mi ha prescritto paroxetina anche se ancora non ho tutti gli esami fatti. . non ho ancora iniziato la terapia perché pur essendo consapevole che sono in una situazione di panico reale non riesco a non pensare che ci sia davvero un danno reale e fisico perché quello che sento è forte e invalidante. . e non mi capacito che possa essere solo ansia.
Premetto che non ho mai sofferto di questo genere di problemi fino ad ora nella mia vita.
Vorrei un vostro parere seppur consapevole che sia solo un consulto a distanza.
Grazie.
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 371
Gentile Paziente,
comprendo profondamente il livello di paura e di sofferenza che sta vivendo, e le assicuro che i sintomi che descrive sono reali e possono risultare molto intensi e invalidanti.
Tuttavia, alla luce degli accertamenti già eseguiti (visita neurologica, esami ematochimici, elettromiografia, potenziali evocati somatosensoriali), tutti nella norma, non emergono elementi che orientino verso patologie neurologiche strutturali come la sclerosi multipla.
Un aspetto molto rilevante è la modalità di comparsa e l’andamento dei sintomi, come si desume dal suo racconto anamnestico, che si presentano mutevoli, migranti, variabili nell’intensità, accentuati dall’attenzione e dallo stato di allerta, associati a una forte componente di ansia e pensiero ossessivo. Questo quadro è frequentemente compatibile con un disturbo di tipo ansioso-somatico (o somatizzazione), in cui il sistema nervoso, pur essendo strutturalmente integro, entra in uno stato di iperattivazione che amplifica e genera sensazioni corporee anche molto marcate.
La terapia con paroxetina che le è stata proposta va proprio in questa direzione: non copre una malattia, ma agisce sui meccanismi neurobiologici dell’ansia, contribuendo a ridurre sia i pensieri ossessivi sia i sintomi fisici. La risonanza magnetica encefalo che deve eseguire è un esame corretto e avrà soprattutto un valore di conferma/esclusione, ma già ora gli elementi raccolti sono fortemente rassicuranti.
Concludendo: i sintomi che avverte sono verosimilmente espressione di un’importante attivazione ansiosa e non di una patologia neurologica degenerativa. Affrontare questo aspetto in modo mirato è il passo fondamentale per tornare progressivamente a stare meglio.

La saluto cordialmente

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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Buonasera dottore, le scrivo per aggiornarla, finalmente ho gli ultimi referti e volevo condividerli con lei che è stato così gentile da rispondermi tempo fa:
RMN COLONNA CERVICALE
RMN COLONNA LOMBO-SACRALE
RMN COLONNA DORSALE
Con e senza contrasto:
Normale osteo-morfo struttura dei metameri esaminati, regolare canale vertebrale, nella norma segnale discale, negli spazi C5 C6 L5 S1 modeste protrusioni discali in sede posteriore mediana che non determinano coinvolgimento strutture sacco-radicolari
Alla somministrazione del contrasto nessun incremento di segnale vertebro -discale meningo-midollare, normale trofismo muscolare.
RMN ENCEFALO/TRONCOENCEFALICO
con e senza contrasto:
A livello del giro frontale superiore sinistra, sottocorticale,alterazione di segnale compatibile con piccolo carvenoma(8mm)
Ulteriore millimetrica alterazione di segnale(3mm) di analogo significato nel giro frontale medio di destra.
Nelle sequenze T2 FFE millimetrico(2mm) deposito di emosiderina localizzato in sede paratrigonale destra.

Tutto il resto non lo scrivo perché è completamente normale anche con L utilizzo del contrasto,
In merito a questi esami, posso stare tranquilla rispetto alle malattie che temevo?
E per quanto riguarda questi carvenomi che cosa è consigliato fare? Potrebbero essere questi la causa dei miei sintomi o è alquanto improbabile?
Ho girato i risultati al mio neurologo ma ancora non ho risposta. Grazie.
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Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo 6.9k 371
Gentile Paziente,
la ringrazio per aver condiviso gli esiti degli esami.
Nel complesso, gli accertamenti eseguiti risultano ampiamente rassicuranti rispetto alle patologie neurologiche infiammatorie o degenerative che temeva, inclusa la sclerosi multipla. Le RM della colonna risultano sostanzialmente nella norma, mostrando soltanto modeste protrusioni discali comuni e prive di significato neurologico rilevante, senza segni di sofferenza midollare, radicolare o alterazioni captanti contrasto. Anche la RM encefalo non descrive elementi suggestivi per malattie demielinizzanti.
Per quanto riguarda invece i piccoli cavernomi descritti, si tratta di reperti vascolari benigni relativamente frequenti, spesso scoperti incidentalmente durante RM eseguite per altri motivi. Le dimensioni molto ridotte (8 mm e 3 mm), la localizzazione sottocorticale frontale e l’assenza di edema, effetto massa o segni di sanguinamento recente rappresentano aspetti generalmente tranquillizzanti. Il piccolo deposito di emosiderina descritto in sede paratrigonale destra indica verosimilmente un pregresso minimo fenomeno microemorragico remoto, anch’esso frequentemente riscontrabile in associazione a malformazioni cavernose e non necessariamente espressione di una condizione clinicamente significativa.
Alla luce del quadro che descrive e degli esami eseguiti, ritengo poco probabile che tali reperti siano responsabili dei sintomi neurologici migranti e variabili che riferiva nei precedenti consulti. La modalità di presentazione clinica resta maggiormente compatibile con un quadro ansioso-somatoforme/iperattivazione neurovegetativa, come già discusso. Naturalmente sarà opportuno confrontarsi anche con il neurologo curante, ma nella pratica clinica, in presenza di cavernomi di piccole dimensioni e asintomatici, l’atteggiamento più comune è un follow-up neuroradiologico periodico nel tempo, senza necessità di trattamenti specifici.
Comprendo che leggere termini come cavernoma o emosiderina possa generare ulteriore preoccupazione, ma nel suo caso il dato più importante è che gli esami non mostrano elementi compatibili con le malattie neurologiche severe che temeva.

Un cordiale saluto

Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
https://neurochirurgomaurocolangelo.it/

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