Utente
Salve, mi chiamo Andrea, ho 27 anni, cerco di fare una auto-analisi introduttiva.
circa 4 anni fa sono stato vittima dei cosiddetti attacchi di panico.
lo psichiatra mi aveva prescritto dell'efexor e delle gocce di EN, entrambi i farmaci da assumere a tempo "indeterminato". io, di mia iniziativa non ho quasi mai preso l'EN (se non durante gli attacchi) ed ho smesso con l'efexor (che comunque prendevo in dosi minori di quelle prescritte) dopo soli 3 mesi. Ho "accettato" questa mia condizione e ho scelto di privarmi delle medicine, riuscendo a cavarmela abbastanza bene e riuscendo ad evitare attacchi, seppur continuando a subire sensazioni di claustrofobia o agitazione in alcune situazioni. nell'ultimo periodo pero', pur non essendo tornati gli attacchi di panico, provo invece momenti di disagio e credo "depressione" insieme alla cosiddetta ipocondria.
ma quello che mi da' in realta' piu' fastidio e' l'impossibilita' di svolgere alcune "mansioni", vi do degli esempi: non riesco a stare fermo, come se non trovassi pace, se ad esempio sto davanti al PC o scrivo qualcosa, devo muovermi continuamente e dopo un po' mi ritrovo in delle posizioni contorte e rigide, mi sento stordito e debole e non riesco per qualche istante a coordinare i movimenti; altre volte ho la sensazione di non essere stabile sulle gambe; altre volte, soprattutto prima di addormentarmi, ho sensazioni si vuoto allo stomaco e palpitazioni; addirittura e' diventato un problema andare dal parrucchiere poiche' mi e' impossibile restare fermo immobile, provando sensazioni di rigidita'e disagio.
tutto questo e' legato solo ed esclusivamente a condizioni di stress o e' possibile qualche problema fisico e/o del sistema nervoso?
che analisi posso fare e come posso affrontare il problema?
chiedo scusa per esser stato prolisso e ringrazio anticipatamente.

[#1]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

la sua premessa non aiuta nella valutazione globale della situazione.
Infatti, per quanto sia possibile considerare qualche patologia internistica responsabile di tale quadro, la premessa fatta fa orientare per un disturbo d'ansia con fenomeni di tipo ossessivo.
Certamente tale valutazione esula da qualsiasi dato clinico rilevabile di persona ma nel frattempo sarebbe utile che risolva la sua condizione di "depressione".
Purtroppo ha stabilito di interrompere un valido trattamento senza consentirne un giusto funzionamento nel tempo.
Attualmente pare che la sua sintomatologia sia peggiorata nel corso del tempo.
Sarebbe utile effettuare esami del sangue e screening tiroideo.
Dopodiche' rivolgersi ad uno psichiatra potra' esserle di aiuto.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#2] dopo  
Utente
Spett.le Dott.Ruggiero,
innanzitutto la ringrazio della risposta,
ho fatto recentemente le analisi del sangue e, tranne della transaminasi un po' alte (da tempo il fegato e' un po' "grasso")
tutto sembra essere in regola. chiaramente ho fatto gli esami del sangue standard. so di aver deciso unilateralmente di interrompere il trattamento su menzionato, ma ho un po' paura delle medicine ed ho cercato di essere piu' forte della mia patologia e per 3 anni non ho mai piu' avuto grossi problemi. solo negli ultimi mesi la situazione e' peggiorata.cercero' come consigliato da Lei di rivolgermi ad uno psichiatra.
tornando alle Sue indicazioni, che tipo di analisi del sangue mi consiglia? ci sono altri esami o controlli che possano essermi utili? (sa, per me questi consigli on-line sono utili poiche' lavorando all'estero mi e' piu' difficile avere un facile accesso alle visite e cure mediche)
grazie ancora

[#3]  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

sicuramente una valutazione tiroidea (FT3, FT4, TSH, ed anticorpi) consente di valutare lo stato della sua tiroide ed eventualmente associare tali sintomi a problematiche endocrine.
La sua paura per le medicine depone male per qualsiasi trattamento utile al suo stato.
In ogni caso, una valutazione psichiatrica puo' essere utile per considerare i vari aspetti del suo disturbo e cercare di risolvere la questione velocemente.
I trattamenti farmacologici, soprattutto per Lei che lavora all'estero, sono la soluzione piu' pratica del problema.

Cordiali Saluti
Dr. F.S. Ruggiero

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[#4]  
Dr. Silvio Presta

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Gentile utente,
concordo con i giusti consigli del Collega. La farmacofobia, che è essa stessa sintomo di una predisposizione 'ansiosa', può purtroppo limitare notevolmente la possibilità di una corretta impostazione terapeutica. Non abbia timore a chiedere lumi ad uno specialista esperto in neuropsicofarmacologia clinica.
Cari saluti
Silvio Presta

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Silvio Presta