Utente
Sono una donna di 77 anni e da circa cinque anni convivo con un fastidioso sintomo che è simile a prurito, talvolta a tante punture di spillo, sempre più spesso ha carattere urente, diffuso, ma prevalente agli arti inferiori ed alla pianta dei piedi e soprattutto notturno. Talvolta è accompagnato da un modesto eritema, dalla comparsa di chiazze e talvolta da pelle a buccia d’arancia (tipo quando si hanno dei brividi).
Non trovo beneficio con gli antistaminici (Atarax, Tinset, Farganesse etc.) ne con applicazioni topiche di creme cortisoniche (Nerisona etc.) o emollienti o idratanti, ne con frequenti bagni o docce, neanche in questo periodo dove il caldo torrido mi accentua i disturbi.

Da circa 16 anni sono DIABETICA, in trattamento insulinico (insulina rapida a colazione, pranzo e cena; levemir alle ore 23), con difficile compenso metabolico (ultima emoglobina glicosilata di 8,5%) malgrado non esageri nel mangiare (soffro anche di una sindrome dispeptica).
Da circa 14 anni mi è stata riscontrata positività per il virus dell’EPATITE C (sottotipo 2a/2c), e da circa due anni mi è stato detto di essere in uno stato iniziale di CIRROSI EPATICA.
Soffro anche di depressione; attualmente prendo solo Xanax la sera,senza il quale difficilmente riesco a riposare per qualche ora.
Gli esami di laboratorio inizialmente consigliatemi dal dermatologo (esame parassitologico delle feci, acidi 5-idrossi-indolacetico, azotemia e creatininemia, bilirubinemia, proteina di bence-jones, ormoni tiroidei) hanno dato esito negativo. La ricerca delle crioglobuline ha dato invece esito positivo (malgrado il criocrito non sia mai stato calcolato), motivo per cui al fine di dominare tale fastidio incoercibile, mi è stato proposto di iniziare una terapia con INTERFERONE PEGHILATO e RIBAVIRINA, con la speranza di debellare anche l’HCV.
Tre anni e mezzo fa ho pertanto iniziato tale terapia con iniziale miglioramento del prurito (episodi meno frequenti e più sopportabili). Poiché dopo sei mesi di terapia è stata riscontrata ancora la positività per l’HCV-RNA, detta terapia è stata sospesa (essendo classificata senza risposta virologica).
Tra l’altro dopo quattro mesi e mezzo di terapia, per la comparsa di anemia è stato necessario iniziare la terapia con eritropoietina (NESPO 150 una fiala alla settimana) che ho dovuto sospendere dopo tre settimane poiché nel sito di iniezione ho avuto una reazione cutanea tipo ipersensibilità, simile a quella che hanno i bambini quando fanno il vaccino (rossore, bruciore etc. che si sono protratti per circa un mese dalla sospensione del farmaco).
Cinque mesi e mezzo dopo l’inizio della terapia peg-interferone e ribavirina ho avuto però una graduale ripresa del prurito diffuso, motivo per cui essendo stato attribuito alla crioglobulinemia al termine della terapia con interferone e ribavirina ho praticato per qualche mese la plasmaferesi al fine di abbassare il criocrito (ma dette crioglobuline non sono mai state quantizzate) non senza problemi visto che ho dovuto subire l’inserimento di un catetere venoso centrale avendo delle vene periferiche pessime. Neanche la plasmaferesi ha sortito l’effetto sperato per cui dopo vari consulti internistici specie dopo una elettromiografia agli arti inferiori effettuata poiché soffro anche di ernie discali multiple al rachide lombosacrale, si è arrivati alla conclusione che i sopra citati disturbi potrebbero derivare da una neuropatia diabetica. Ho praticato quindi terapia neurotrofica con acido alfa lipoico e circa due anni fa agli ho iniziato ad assumere Gabapentin a dosaggi crescenti che nei primi mesi ha avuto effetto poiché il dolore urente era più sopportabile. Dopo circa un anno non avendo più beneficio dall’assunzione di gabapentin mi è stato prescritto il pregabalin che ho assunto a dosaggi crescenti fino a 600 mg/die. Anche in questo caso nei primi mesi ho notato beneficio venuto meno da tre mesi a questa parte, motivo per cui circa un mese fa il mio medico di fiducia ha pensato di ritornare all’associazione acido alfa lipoico e gabapentin. Ebbene sto assumendo 1500 mg/die di gabapentin, ma senza beneficio alcuno, al punto che questo disturbo, specie agli arti inferiori e soprattutto di notte, mi costringe ad una pessima qualità di vita.

Mi è stato sconsigliata la duloxertina poiché sono epatopatica in iniziale cirrosi, pertanto mi sento disperata visto che detti sintomi non rispondono agli antistaminici o agli altri farmaci che a varie riprese mi sono stati prescritti (DEURSIL etc, prodotti idratanti o emollienti, etc) e che sto continuando ad assumere soprattutto per la neuropatia diabetica.

Nella vostra esperienza, pensate che esista qualche cosa che possa aiutarmi a combattere tale insopportabile sintomo ?

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Dr. Rosario Vecchio

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Gentile Utente

tutte le terapie eseguite sono correttissime e indicate. Tra i farmaci alternativi Le è stato consigliato giustamente duloxetina che ha però una controindicazione per eventuale tossicità epatica. Esiste anche la possibilità di utilizzare l'amitriptilina, ma anche questa presenta come controindicazione la presenza di epatopatie. Potrebbe provare in associazione al Gabapentin che già assume la palmitoiletanolamide. Ne parli con il Suo neurologo.
cordiali saluti

Dr. Rosario Vecchio