Utente
Salve,
da diversi anni soffro di un disturbo oculare che mi provoca difficoltà di lettura e concentrazione, con sintomi di:
capogiri, movimento oculare orizzontale a scatti, affaticamento vista in situazioni molteplici, dalla lettura alla visione in ambienti particolari (es nei boschi), sensibilità alla luce (soprattutto artificiale tipo neon); molti anni fa fui ricoverato per accertamenti per quello che il neurologo di allora mi diagnosticò come nistagmo oculare paretico ma l'esito dei controlli (tra cui RNM) fu negativo. Sono miope e leggermente astigmatico.
Nelle ultime settimane il disturbo si é accentuato. Cosa devo fare per lenire questi sintomi e, soprattutto, dovrei rivolgermi ad una struttura medica per ulteriori e nuovi controlli?

[#1]  
Dr. Otello Poli

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Preliminarmente possiamo affermare come una RM negativa sia elemento assolutamente tranquillizzante per poter escludere patologie organiche di rilievo all'origine del disturbo.
Esistono molteplici forme di nistagmo (sia fisiologiche che para-fisiologiche così come francamente patologiche).
Apparrebbe poter escludere la ultima opzione nel suo caso sulla base di 2 evidenze:
-il disturbo persiste da molto tempo,
-la RM encefalo negativa.
Apparrebbe naturalmente utile, al fine di pianificare un eventuale possibile trattamento, formulare una ipotesi diagnostica sulla quale lavorare.
Sarebbe pertanto utile una dettagliata descrizione del disturbo: ad esempio quello che lei definisce "a scatti" è la fase rapida del nistagmo; questa in quale direzione è diretta e su quale piano (verso dx o verso sn o bilat.; sul piano orizzontale, verticale o in tutte le posizioni dello sguardo; durante il mantenimento di una postura oculare decentrata rispetto allo sguardo in avanti; cosa vuol dire in alcuni contesti ambientali e soprattutto cosa accade, quale sensazione prova "nei boschi"?).
Con approssimativa precisione (contraddizione in termini) da quanti anni ne soffre?
Quali altre condizioni ambientali scatenano la insorgenza del disturbo, alimenti o sostanze particolari, situazioni di stress o di affaticamento visivo; "copogiri" significa vertigine oggettivo-rotatoria (l'ambiente ruota attorno a lei) oppure significa "senso di disequilibrio"; si associano fenomeni neurovegetativi quali nausea, alterazioni della frequenza cardiaca o della pressione arteriosa?
Credo che dovrà necessariamente effettuare almeno due valutazioni cliniche di persona: 1)neurologica, e 2)oftalmologica.

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta, il movimento del nistagmo è sul piano orizzontale,

-in situazioni particolari (tipo nei boschi), ho la sensazione di non riuscire a mettere a fuoco bene gli oggetti e faccio fatica a distinguere la profondità delle cose, tutto sembra piatto;

-il disturbo è comparso circa 22 anni fa.

-il disturbo è presente sempre; in situazioni di stress, di scarsa alimentazione e di affaticamento visivo (lettura, pc) sembra aumentare.

-il capogiro è più un senso di disequilibrio;

-non ho nausea, nè alterazioni della frequenza cardiaca o pressione arteriosa.

Ho effettuato una visita oculistica, che ha escluso problemi agli occhi in senso stretto, ma nella visita il medico mi ha riscontrato il disturbo e consigliato una visita neurologica;

Mi sono rivolto ad un neurologo il quale ha associato il disturbo come sintomo di uno stato ansioso. Vorrei, comunque, sentire un altro neurologo per avere la conferma della diagnosi.

[#3]  
Dr. Otello Poli

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Ritengo di essere in parte concorde con il collega che la ha già visitata: lo stress potrebbe giocare un ruolo. Pur tuttavia una "seconda valutazione clinica" neurologica sembrerebbe indicata a chiarir meglio il quadro poichè troppo facile è scontato riferire tutto genericamente al solo stress, il disturbo deve comunque avere un "nome e cognome" e poichè in generale il fenomeno può avere base ereditaria, o derivare da lesioni all'apparato oculo-motore (vestibolare o apparato di fissazione), all'area del cervelletto o ai centri tronco-encefalici collegati alla oculo-motricità.
Pertanto consiglierei di rivedere in "maniera critica" il disturbo e la documentazione sanitaria fino ad ora acquisita.

Cocordemente.

Dr. Otello Poli, MD
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