Utente
Salve,
chiedo scusa se ho sbagliato sezione, in caso chiedo cortesemente di essere indirizzata in quella giusta.
Il soggetto del consulto non sono io, ma mia zia, in quanto dopo l'operazione e la relativa fisioterapia è andata sempre peggiorando.
I dati, non potendoli comunicare pubblicamente come scritto qui sul sito, credo di doverli comunicare tramite messaggio privato.
Dunque: il 30 Maggio 2013 zia è stata operata alla cuffia dei rotatori e agli annessi tendini dato che, a quanto pare, erano tutti sfilacciati e il dolore era insopportabile.
Dopo l'operazione, ovviamente è stata effettuata la fisioterapia, ma a quanto pare nulla, né l'operazione, né la fisioterapia hanno aiutato.
La situazione è invece peggiorata! Ora, zia lamenta un movimento involontario e doloroso, descrivendo "come se ci fosse una serpe che si muove, che si sposta su e giù e che stringe forte"; io stessa sono in grado di vedere da fuori il continuo movimento della spalla, che si muove da sola - e fa pure impressione...
Ovviamente è andata a fare tutti gli accertamenti possibili che sono risultati tutti negativi; ora è in cura da un neurologo che le ha prescritto diversi psicofarmaci che, oltre a renderla sonnolenta e lenta di riflessi, non hanno giovato alcun tipo di miglioramento.
Sono stufa di vederla così, ho bisogno di capire come risolvere la questione al più presto.
Resto con ansia in attesa di una risposta.

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Dr. Otello Poli

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sua zia quanti anni ha?
La procedura chirurgica di riparazione della "cuffia dei rotatori" sovente non è risolutiva per il concomitare di fenomeni artrosici vero e propri, ritardo nella esecuzione dell'intervento, componente neuropatica nel dolore e relativa limitazione funzionale.
Peggio con la riabilitazione motoria/fisioterapia?
Non è un buon segno prognostico ad un anno dalla procedura medesima.

Il dolore che racconta sembra essere quello di un plesso patia o di una neuropatia periferica.
Il "...movimento involontario e doloroso, descrivendo "come se ci fosse una serpe che si muove, che si sposta su e giù e che stringe forte..." potrebbero essere fascicolazioni ovverosia segni di denervazione a supporto di una sopravvenuta lesione nervosa periferica.

Verosimilmente il dolore ha sia una componente neuropatica che nocicettiva: pertanto trattamento combinato non necessariamente o non solo farmacologico.

Il consiglio è quello di "un secondo parere" neurologico ovvero di una valutazione clinica diretta presso esperto in neurofisiopatologia strumentale e al medesimo tempo in terapia del dolore.

Una volta formulata una corretta ipotesi diagnostica sarà possibile pianificare un adeguanto approccio terapeutico.

"Vista da qui" in un consulto a distanza ritengo di non essere in grado di essere in grado di fornirle ulteriori opinioni.

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it