Utente 483XXX
Buongiorno,
mio marito nel 2009 dopo un impianto ha iniziato ad accusare forti dolori al viso. Ci siamo rivolti al nostro dentista che ci ha fatto fare subito tac e panoramica per escludere un problema all'impianto. Tutto negativo. Dopo di allora ha avuto diverse fasi di dolore acuto seguite da periodi di assenza totale del dolore. Nel 2016 il dolore è iniziato a diventare persistente, Ci siamo rivolti ad un neurologo che ha detto trattarsi di nevralgia trigeminale e ha prescritto tegretol. Dopo assunzione è seguito un periodo di assenza del male diventato poi però leggero ma costante.
A novembre del 2017 è iniziato il vero calvario. Ha avuto periodi di fortissimo dolore e a gennaio 2018 abbiamo chiesto un nuovo consulto ad un altro neurologo che ha aggiunto al tegretolh la Lyrica ma ha definito il dolore (soprattutto localizzato nella zona gengivale) molto atipico. Ci consigliava di eseguire nuovamente panoramica e tac per escludere un problema di carattere odontoiatrico. Il dolore è inizialmente regredito fino a domenica scorsa. Siamo stati al pronto soccorso dove lo hanno inutilmente trattato con antidolorifici e ci hanno rimandato alla terapia del dolore per fare dei blocchi nervosi. Qui non hanno fatto nulla perché anche loro non sono sicuri di una vera nevralgia trigeminale. Hanno prescritto un oppiaceo che però assunto sembrava peggiorare la situazione. Dopo un consulto con esperto in maxillo facciale abbiamo programmato un intervento per il prox 12 aprile x rimuovere un dente incluso e per fare una esplorazione chirurgica al fine di eliminare tutti i sospetti legati ai problemi dentali. Il problema però è che il dolore è persistente e non sappiamo più come farlo diminuire per arrivare all'intervento. Cosa ci consiglia di fare? Attualmente prende due tegretolh da 400 a rilascio graduato e due lyrica da 75.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Utente,
concordo con il parere del Neurologo da Lei consultato che si tratti di una forma invero atipica di nevralgia del trigemino. Ad essere onesti, la responsabilità parrebbe di potersi individuare nell'esecuzione dell'impianto, immediatamente a seguito del quale è iniziata la sintomatologia dolorosa. Vista la contestualità cronologica (post hoc et propter hoc) la risoluzione più ovvia sarebbe quella di rimuovere (come pare essere stato programmato) l'impianto indiziato. Consigli di carattere terapeutico, anche se solo relativi alla posologia di farmaci già in uso, non può essere effettuato attraverso un consulto online, essendo sempre necessario visitare il paziente.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it