Utente 392XXX
Buonasera,
avrei bisogno di un consulto per il mio bimbo di due mesi e mezzo.
Ultimamente la sera quando lo metto a nanna e gli racconto la favoletta (la stessa che gli racconto la sera fin da quando era nella pancia!) piange disperato, il che lo considererei anche normale, come "fase" (come mi hanno detto tutti), se non fosse per il fatto che appena arriva il padre a leggergliela si calma immediatamente.
Fa lo stesso a volte quando lo prendo in braccio o lo metto vicino a me sul divano per le coccole.
Premetto che durante il giorno è quasi sempre tranquillo; giochiamo, mi sorride, fa versetti; interagiamo molto insomma...
Ma la sera ormai per non farlo piangere lo deve mettere a letto mio marito.
Mi chiedevo quale potrebbe essere il motivo di questo cambiamento, soprattutto perché ho sempre sentito dei bimbi che cercano solo la mamma e non il contrario...
Grazie per l'attenzione

[#1] dopo  
389412

Cancellato nel 2016
Verrebbe da dire che giustamente ognuno fa la sua parte: di giorno lo segue la mamma, la sera il papà...
Non mi preoccuperei più di tanto, se l'interazione di giorno è buona, e soprattutto se si addormenta tranquillo con il papà.
Il piccolo sta bene, semmai è la relazione serale con la mamma che andrebbe valutata, ma qui lasceremmo spazio a varie ipotesi...
Il mio consiglio? Assecondi senza preoccuparsi questa situazione, almeno per un po' di tempo, senza insistere. Vedrà che poi il piccolo riprenderà a volere la mamma vicino anche la sera. Ultimo suggerimento: cambi favola, anzi nessuna favola (è ancora piccolo) ma una bella ninna nanna, e solo dopo un periodo di distacco serale.
Cordiali saluti

[#2] dopo  
Utente 392XXX

Gentilissimo dott. Polo,
la ringrazio molto per la risposta.
In effetti già da qualche sera la situazione è cambiata... ed è sempre diversa! A volte piange anche con il papà, altre volte lo abbiamo fatto addormentare insieme e ieri sera ad esempio si è addormentato con me tranquillamente e, manco a farlo apposta (non avevo ancora letto il suo messaggio), con la ninna nanna! E' proprio vero che cambiano di continuo, forse mi sono preoccupata di una cosa insignificante!
Ma, approfittando della sua gentilezza, vengo subito a porle un'altra questione, questa forse di maggiore importanza.
Mi trovo in una situazione difficile con il lavoro, in quanto l'anno scorso sono stata trasferita in un'altra città (molto distante da quella in cui vivo). Il mio lavoro non mi impegna tutti i giorni e sono abbastanza libera di stabilire il mio orario. Per non farla lunga, dopo vari ragionamenti e considerando che prendere il congedo parentale sarebbe insostenibile economicamente per noi e poi lo brucerei tutto subito, sarei arrivata a questa soluzione: assentarmi da casa per tre giorni (due notti) ogni 15 giorni, considerando che ci sarebbero anche pause più lunghe durante l'anno per festività ed altro.
Le chiedo se secondo lei questa mia assenza può nuocere al piccolo (che ora ha tre mesi) e al nostro rapporto.
Tra le varie considerazioni c'è che, prendendo ora il congedo parentale, tra sei mesi sarei messa ancora peggio, in quanto dovrei poi assentarmi per tre giorni tutte le settimane e in un momento (credo) in cui il bimbo sarebbe più grande e risentire di più del distacco che sarebbe di gran lunga più significativo.
In ogni caso sottolineo che il piccolo in mia assenza starebbe con i nonni a casa nostra (ne abbiamo tre che possono alternarsi e che conosce già bene) e con il papà che saltuariamente potrebbe prendere qualche giorno di congedo.
La ringrazio nuovamente.

[#3] dopo  
389412

Cancellato nel 2016
Il bambino, per crescere in equilibrio affettivo, necessita di entrambe le figure parentali (mamma e papà, con buona pace di tutte le discussioni sul "genere"), ma quando questo non è possibile, ha grandi capacità di adattamento alle nuove situazioni. E' quindi importante che vi sia intorno un ambiente che sappia comunicare affetto, sicurezza e tranquillità, per supplire alla mancanza di una delle due figure cardine della sua vita. A proposito di questa temporanea assenza, tenga presente che nei primi mesi il bambino non ha ancora sviluppato la capacità di memorizzare che quando un genitore si assenta (anche per poco), poi ritorna, così che ogni volta è come sparisse per sempre. Crescendo lo impara. Tuttavia, potendo scegliere tra assentarsi ora o quando sarà più grande, meglio adesso: poi ne soffrirebbe di più.
Infine un consiglio: non si faccia dei sensi di colpa, se deve farlo, lo faccia, ma quando ritorna non cerchi di rimediare viziandolo !! (ma una ninna nanna le è concessa...)
Cordialità

[#4] dopo  
Utente 392XXX

Gentilissimo dott. Polo,
la ringrazio ancora una volta.
Di sicuro il piccolo in mia assenza sarà immerso nell'ambiente di cui parla.
Purtroppo viviamo in un tempo in cui certe scelte sono obbligate e proprio per questo non credo che vivrò di sensi di colpa...
Detto questo, se dovessi accorgermi di suoi comportamenti anomali dovuti alla mia assenza, farò sempre in tempo a correggere il tiro...
(e forse le chiederò ancora consiglio!!!).
Grazie e buon lavoro