Utente 110XXX
Salve professori, Vi scrivo perchè ho bisogno di chiarirmi le idee.
Ho una bimba di 34 mesi, a settembre ha iniziato l' asilo, parlava poco, ma ad oggi ha imparato molte nuove parole. L'inserimento è stato difficoltoso, ovvero appena io andavo via lei piangeva è successo la prima settimana, adesso nessun problema anzi è molto contenta di andarci.
I primi giorni è stata difficile starle dietro non accettava l' idea di stare in classe, ma adesso ha capito il funzionamento. tuttora se le attività che le vengono proposte non le interessano si avvia in qualcosa che le interessa.
Qualche settimana fa, per il suo ritardo di linguaggio siamo state dal foniatra, che ha escluso qualsiasi problema a carico dell apparato fono articolare, rimettendola al neuropsichiatra, dato il suo poco ascolto.
Ieri visita neuropsichiatrica, alla fine hanno escluso problemi neurologici e problemi fisici, hanno parlato di ritardo di sviluppo, di "sviluppo invariabile", la bimba a parer loro dimostra essere sui 22 mesi non sui 34 anagrafici. La mia bimba, esegue i comandi che le chiedo, solo se ne ha voglia, ha controllo della vescica e riconosce lo stimolo della pupù, c'e da dire che è cresciuta senza regole, ha fatto un po quello che voleva, prima di mangiare vuole assaggiare quello che ha nel piatto, dorme in cameretta da sola e rispetta gli orari.
Ha un ottima motricità.
Il pediatra ha sempre sostenuto che la bimba sta bene, che dobbiamo dargli tempo.
Ora scusatemi ma a me la bimba non da l' idea di essere ritardata ( forse non sono ai tempi con i geni baby che nascono oggi). Direi piuttosto che è testarda, che vi è un problema educativo e ne sono cosciente. Ma sembra esagerato visto che le insegnati hanno avviato la pratica per l' insegnante di sostegno. Ora scusatemi non ho le competenze, e sono qui a chiedere il Vs aiuto, sbaglio se chiedo tempo? Non potrebbe recuperare tra qualche tempo?? Ritardo di sviluppo cosa vuol dire?
Le hanno dato 3 sedute di psicomotricità, l' eeg da fare e dopo controllo npi per valutazione finale.
Ho paura che se entra in questo tunnel non ne esca più, sarà sempre "diversa".
Grazie!

[#1] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

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La bambina sembra già ben inserita in un percorso di valutazione e riabilitazione neuropsichiatrica.
In taluni casi si consiglia anche una consultazione psicoanalitica, solo del bambino o "partecipata" cioè del bambino insieme ai genitori, per un approfondimento della valutazione dello sviluppo psicologico e relazionale, e di un'eventuale indicazione, quando necessaria, a una psicoterapia psicoanalitica di supporto.
In alcuni disturbi neuropsichiatrici, la psicoterapia analitica si configura come una forma di "prevenzione primaria" di possibili forme di disagio psicologico nell'infanzia e/o nell'adolescenza.
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#2] dopo  
Utente 110XXX

Mi perdoni dott.ssa ma prevenzione primaria in riferimento a cosa?? Qui ancora non abbiamo alcun disturbo np, non abbiamo alcuna diagnosi, la np stessa ha affermato di non essere sicura della sua osservazione. Scusate ma a questo punto si rafforza in me, l idea che non avendo basi scientifiche non esistano tali disturbi ma vengono creati dai ns medici. La ringrazio per la risposta