Utente 408XXX
Gentili dottori innanzitutto complimenti per tutto quello che fate per noi utenti

Volevo un parere da padre preoccupato.

A mio figlio di 2 anni e 6 mesi a seguito di alcune visite specialistiche (foniatra e neuropsichiatra infantile) è stato diagnosticato un disturbo multisistemico dello sviluppo pattern b. Il dottore che ce l ha diagnosticata è stato molto vago e ci ha consigliato di iniziare subito una terapia di psicomotricità 2/3 volte a settimana per 150 sedute. E solo dopo 3/4 mesi avrebbe potuto dirci di più. Io, così come mia moglie siamo distrutti pieni di paure ed ansie. A noi il Bambino non sembra così preoccupante, certo ha un ritardo nel linguaggio (motivo per cui abbiamo iniziato questo iter di visite) ma oltre a questo l unica altro sintomo avvicinabile all autismo è quello che non indica. Il suo comportamento l abbiamo sempre visto come un bimbo capriccioso e viziato ma è allegro gioca con noi familiari amici ecc va a scuola da quando aveva 2 anni le maestre non sono preoccupate, anche se a scuola non gioca tanto con gli altri bimbi ma sono tutti piccoli e giocano ognuno per conto suo. Il bambino è attento osserva sorride ricorda molte cose e quando vuole una cosa si fa capire a modo suo magari portando qualcuno visino all oggetto di suo interesse. Noi facciamo il nostro Mea culpa per averlo fatto giocare troppo da solo con tablet e tv ma adesso ci sentiamo morire. A giorni cominceremo presso un centro specializzato questa terapia, aiutatemi a capire se devo preoccuparmi seriamente che mio figlio sia autistico o che possa guarire del tutto.

Ps
Nessun problema durante la gravidanza portata a termine. Peso alla nascita 2.7 kg e solo un po di ittero alto subito curato in clinica.

Grazie anticipatamente

[#1] dopo  
Dr. Adelia Lucattini

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"I Disturbi Multisistemici dello Sviluppo appartengono alla Classificazione Diagnostica per i bambini da 0 a 3 anni. Secondo alcune classificazioni Sono da considerarsi una categoria diversa rispetto al Disturbo Autistico. "La difficoltà di relazione non è considerata un deficit permanente e relativamente fisso ma viene riconosciuta la sua apertura al cambiamento e alla crescita."

Il cosiddetto "pattern b" è così definito: "La capacità di relazione è intermittente e gesti intenzionali semplici; affettività accessibile ma fugace; piacere nelle attività ripetitive e di perseverazione; reazioni estreme ai cambiamenti; pattern di evitamento intenzionale per controllare la quantità di input sensoriali ed affettivi che questi bambini non sono in grado di sostenere."

La diagnosi tempestiva, permette un intervento precoce sul bambino sia dal punto di vista della riabilitazione del bambino che sul suo ambiente familiare con particolare attenzione ai genitori e alle loro risorse personali, umane, psicologiche, affettive, relazionali.
Sono consigliati colloqui con i genitori per aiutare il bambino a sviluppare dei comportamenti adeguati alla sua età, a cambiare il loro modo di rapportarsi al bambino, a migliorare i rapporti all’interno della famiglia allargata e anche per far sì che i genitori abbiano tutte le informazioni necessarie sul tipo di disturbo del loro bambino. È importante che questo venga fatto da professionisti esperti.

"E’ fondamentale che il bambino con DMSS sia stimolato in principal modo dai genitori, più che da qualsiasi altra persona, passando più tempo con lui di quanto farebbe un genitore di un bambino senza difficoltà specifiche".
È altresì importante un “setting di tipo intensivo” per il bambino,
neuropsichiatri infantili, psicoterapeuti e psicoanalistiI indicano trattamenti integrati: sedute di gioco condiviso, logoterapia, psicomotricita e psicoterapia.
Gli obiettivi delle "terapie integrate" sono:
· Insegnare al bambino a venire a contatto e riconoscere le proprie emozioni e a dar loro un "nome"
· Passare da un pensiero concreto al pensiero astratto
· Permettere al bambino a percepirsi come un individuo
. Aiutarlo a interagire con gli altri bambini e adulti
· Aiutarlo a prendere iniziative e a esprimerle

Si può quindi affermareche è importante improntare un intervento integrato sul bambino che presenta un DMSS che vede interessati sia l’ambiente più strettamente terapeutico sia l’ambiente familiare. I genitori, quindi, devono essere direttamente coinvolti nella relazione con il bambino e fungere da regolatori relazionali ed emotivi del loro figlio e, educarlo nonostante le maggiori difficoltà che possono incontrare.

Il fatto di aver giocato con lui anche ai videogiochi difficilmente può aver compromesso il suo sviluppo e rivolgersi ad un centro specializzato è senz'altro la scelta più indicata.

Per maggiori approfondimenti possono essere utili alcuni riferimenti bibliografici: Winnicott DW., 1974; Maestro S.,1999; Ammanniti M., 2001; Visconti P., 2003.
Dr. Adelia Lucattini.
Psichiatra Psicoterapeuta.
Psicoanalista Ordinario SPI-IPA.Esperta in bambini e adolescenti.Depressione-Disturbi dell'umore.

[#2] dopo  
Utente 408XXX

Grazie della risposta mi ha chiarito alcuni concetti al quanto sconosciuti anche se i dubbi e le paure di non superare questo ostacolo sono molti.