Disturbi sonno bimba di 2 anni e ansia separazione

Buongiorno.
Sono la mamma di una bambina di 22 mesi.

La bambina dorme nel suo lettino da sempre sia durante il riposino pomeridiano sia durante la notte.
Dapprima si addormentava da sola, poi siamo passate alla fase che prendeva sonno accanto a me per poi metterla nel suo lettino e poi nella fase che dopo momenti di gioco e coccole chiedeva di andare nella sua culla per dormire.

In qualsiasi modo ha sempre dormito fino al mattino (apparte i primi mesi) se non il periodo di uscita dei dentini che le comportava dei risvegli, ma rassicurandola si rimetteva a dormire.

Ora, è nella fase che di giorno si oppone con i no e con crisi di pianto quando le si vieta qualcosa, mentre il riposino pomeridiano e il sonno notturno sono diventati momento di vere e proprie crisi di pianto.
io lavoro mattina e pomeriggio, la bimba la mattina è al nido (ci resta tranquillamente da quando ha 4 mesi) e il pomeriggio resta con il papà.

Appena la lascio il pomeriggio per andare al lavoro inizia ad urlare e piangere senza accettare la presenza di nessun' altro, il pomeriggio si sveglia continuamente e si calma solo se le resto vicino e la notte si sveglia spessissimo (ogni ora per la prima parte della notte e ogni 15 minuti circa in seguito fino al mattino presto quando crolla) piangendo e chidendomi di abbracciarla o darle la manina.
È sempre stata legata al papà ma adesso quando sono a casa vuole sempre stare in braccio mamma (come dice lei) e mi chiede sempre di abbracciarla.

Il sabato e la La domenica resto sempre con lei a giocare ed è tranquillissima ma il pomeriggio e la notte si sveglia con i soliti pianti e si calma solo se le resto vicino.

Premetto che La bimba mangia tutto tranne il latte, d'intestino non è molto regolare (più o meno fa la cacca ogni 2 giorni da normale a dura) e per il resto è sempre stata una bimba molto sveglia, ha sviluppato il linguaggio dai 12 mesi spiegandosi molto bene sui suoi bisogni.
Ultimamente mentre piange dice ahia ma credo sia dovuto all'evidente fuoriuscita dei denti canini.

La mia pediatra ha prescritto alcune analisi per escludere cause fisiche ma che dovrò fare tra alcuni giorni perché ora ha il raffreddore.

Cio che mi preoccupa è il suo continuo cercarmi a costo di svegliarsi e il fatto di non sapere più come conportarmi in questi casi.

Ringrazio molto per l'attenzione.
Saluti.
[#1]
Dr. Francesca Giannelli Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 4
Buona sera
Ho letto la richiesta di consulto e la descrizione del problema che sembra essere legata all’ansia da separazione e al ritmo sonno veglia un po’ alterato. Sicuramente l’ambito di sviluppo neuropsicologico e affettivo di un bambino presuppone la tranquillità legata ad abitudini e ritmi costanti, orari fissi e costanza nelle azioni quotidiane. Sicuramente gli stress familiari e gli impegni lavorativi che limitano i tempi in cui i bambini possono rimanere sereni ed il più possibile vicini ai propri genitori , risultano importanti concause nei disturbi dell’addormentamento . Il sonno ed il riposo rappresentano per tutti : genitori e bambini , elementi fondamentali per ricaricare energie quotidiane e per evitare disturbi e stress psicologici correlati . Nella storia descritta vi sono tanti elementi da tenere presenti soprattutto in una visione sistemica delle dinamiche familiari in cui l’ansia e il disturbo nel processo di separazione vanno affrontati insieme e spesso sono bilaterali . Utili colloqui di supporto alla famiglia e un ordine nelle priorità degli eventi considerati : tenendo presente che è la qualità del rapporto genitori-figli che conta , più che la quantità delle ore da trascorrere assieme . Mantenere serenità e trasmettere con esempio ritmi cauti e limitare gli stress sembrano essere i primi consigli da poter suggerire . A disposizione per consulti a medio lungo termine . Cordiali saluti .

Dr. FRANCESCA GIANNELLI
medico Specialista Neuropsichiatria Infantile

[#2]
dopo
Utente
Utente
Buongiorno Dottoressa,
la ringrazio per la risposta e i consigli.
Al momento abbiamo effettuato, come da richiesta della ns pediatra, alcune analisi per escludere eventuali cause fisiche. La bambina in questi giorni ha riacquistato tranquillità nel sonno pomeridiano e notturno.Sto cercando di farle sentire la mia presenza il più possibile ed in effetti sembra stia iniziando ad andare un pò meglio e nel caso ce ne fosse bisogno cercherò di ridurre anche le mie ore di lavoro per passare più tempo con lei.
Sono ancora preoccupata per il fatto che reagisce
agitandosi molto, in modo davvero incontrollabile, in alcune situazioni, tipo quando vado a prenderla dall'asilo,
cosa che prima non faceva.Non capisco quale potrebbe essere il motivo di tale comportamento visto che non è una situazione nuova per lei;mi sento davvero demoralizzata in quei momenti in quanto non so come aiutarla per farla stare tranquilla e calmarla.
Le sarei grata se potesse aiutarmi dicendomi come è più giusto per un genitore reagire in tali situazioni.
Grazie molte, La Saluto.
[#3]
Dr. Francesca Giannelli Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta 4
Gentile Signora
fermo restando la mia disponibilità anche e soprattutto dal vivo , per affrontare ogni capitolo della vostra storia che vi preoccupa e che per voi è motivo di dubbio ,
ci tengo a sottolineare come già espresso precedentemente che spesso il legame con le figure di riferimento è forte , simbiotico ed è difficile da ambedue le parti trovare la possibilità di aprire finestre evolutive .
Winnicott , famoso studioso inglese dell’infanzia , ha descritto tre modalità di attaccamento : A)sicuro , b) insicuro e c) destrutturato .
Il primo tipo riguarda i bambini che sono sicuri del loro legame con i genitori e si aprono al mondo esterno accettando i cambiamenti e gli spostamenti senza problemi. Il secondo tipo di attaccamento B ) ossia insicuro sembra essere quello che rappresenta la vostra bambina che non è sicura della costanza e della presenza affettiva dei genitori ( data la logistica lavorativa gli spostamenti etc ) , per cui pensa che ogni volta che vi allontanate da lei , sparite per sempre .
Ecco perché poi al vostro ritorno , quando andate a prenderla da scuola e’ come se avesse davanti degli sconosciuti ed i pianti sono inconsolabili .
È necessario un percorso di supporto alla genitorialita’ e un contenimento dell’ansia di tutti, in modo da trasmettere buon esempio e serenità .
Stare lontani non vuol dire non volersi bene e le separazioni non sono definitive a livello psicologico ( ossia disturbanti la quotidianità) ma devono essere interpretate e vissute come momenti , attraverso la consolabilita’ ( di figure di conforto e coccole ; sostitute dei genitori ) di crescita necessaria.
Un abbraccio a voi tutti e a disposizione
Dr Francesca Giannelli

Dr. FRANCESCA GIANNELLI
medico Specialista Neuropsichiatria Infantile

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