Utente 581XXX
Ho effetuato una angio rm distretto vascolare intracranico e angio rm vasi epiaortici diretto e con m.d.c. per approfondire esami su calcificazione di arteria vertebrale.Nel distretto extracranico si evidenzia area focale di assenza di segnale a livello della porzione prossimale dell'arteria vertebrale sx.circa 3 cm oltre la sua origine con ripristino del flusso a valle.
A livello del tratto sovraclinoideo del sifone carotideo di dx si osserva una formazione rotondeggiante di segnale da flusso contigua con la parete mesiale del sifone carotideo che si sviluppa infero-postero-mesialmente, contigua al lume vasale con largo colletto. Il reperto è da attribuire in prima ipotesi a dilatazione aneurismatica sacciforme da confermare e meglio definire con studio angiografico digitale sottrattivo.
Questo per grandi linee è quanto ho avuto come risposta all'angio rm. Ho chiesto chiarimenti al neurologo il quale mi ha consigliato di parlare con un neuroradiologo per eventuali procedure di approfondimento.
Il neuroradiologo mi consiglia di intervenire con l'inserimento di uno stent.
Mi sembra un intervento abbastanza invasivo e rischioso, ho qualche alternativa? E' giusto procedere subito con questo tipo di intervento senza effettuare ulteriori approfondimenti, quali angiografia, ad esempio.
Vi sarei molto grata se potete fornirmi chiarimenti.
Grazie, Mariella

[#1] dopo  
2114

Cancellato nel 2014
Cara Signora,
è assolutamente NECESSARIO effettuare l'ulteriore e fondamentale accertamento con l'angiografia come le è stato già correttamente consigliato nel referto dell'angio-RM.
L'angiografia servirà a chiarire se effettivamente si tratta di un aneurisma, come è fatto, quali sono le sue dimensioni e dove è localizzato esattamente.
Soprattutto la sede è molto importante. Il "sifone" carotideo infatti è in gran parte contenuto in una struttura venosa (seno cavernoso) dove una eventuale rottura di un aneurisma provocherebbe una serie di possibili eventi ma non un'emorragia cerebrale, mentre un aneurisma nella parte più alta della carotide, al di fuori del seno cavernoso, qualora si dovesse rompere, provocherebbe inevitabilmente un'emorragia cerebrale.
Stabilire quindi dove si trova l'aneurisma (sempre che di questo si tratti!) è determinante per decidere anche un'eventuale terapia.
Di un aneurisma poi vanno valutate la forma, le dimensioni, i rapporti con la carotide per decidere quale è la terapia migliore. Lo stent è una delle possibili terapie...ma da stabilire dopo tutto questo e aver valutato scrupolosamente le sue condizioni cliniche (visita neurologica/neurochirurgica, esami di laboratorio, ECG, ecc.).
Infine va chiarito meglio il problema sull'arteria vertebrale: da dove nasce il reperto della "calcificazione"? Ha effettuato un'Eco-Doppler per stabilire com'è il flusso in quell'arteria?
Spero di averle dato qualche informazione utile; per qualsiasi ulteriore chiarimento non esiti a chiedere.
Cari saluti
Dott. Alessandro Pedicelli
Specialista in Radiologia
Neuroradiologia, Radiologia e Neuroradiologia Interventistica
www.vertebroplastica.it

[#2] dopo  
Utente 581XXX

Gentilissimo Dottor Pedicelli,la ringrazio per la cortese risposta e cercherò di essere più precisa in merito agli eventi che hanno portato alla diagnosi esposta.Innanzi tutto ho 53 anni, nel settembre del 2008 ho avuto un episodio di fortissimo mal di testa con vomito che si è protratto per diverse ore, fino al momento in cui mi sono sdraiata per dormire. Siccome mio marito ed io eravamo ad una festa ed io, che non sono abituata a bere superalcolici, ho iniziato a sentire un disagio, come di ottundimento e difficoltà di espressione dopo aver bevuto un gin tonic. Successivamente il forte mal di testa con vomito è stato attribuito da me stessa ad un abuso di alcool. Durante la notte ho riposato abbastanza tranquillamente, ma al mattino, una volta in piedi, tutto è ricominciato con maggiore intensità. Mio marito ha chiamato il 118 e mi hanno portato al pronto soccorso. Lì mi è stata fatta una tac dove hanno evidenziato la calcificazione dell'arteria vertebrale sx, da approfondire con ecodoppler.Una volta a casa ho trascurato il tutto sino al gennaio scorso dove, sbagliando, ho chiesto al mio medico di prescrivermi una angio rm con contrasto. Ho effettuato tale rm il 29 settembre u.s.(tempi lunghi in convenzione!!)e da lì nasce quanto detto precedentemente.Il primo errore credo sia stato quello dell'ospedale che non ha approfondito in prima analisi il disturbo dichiarato, il secondo quello di aver effettuato un esame diverso da quello prescritto ma che ha evidenziato una patologia che forse non si sarebbe potuta diagnosticare con ecodoppler.Il suo consiglio di procedere prima con angiografia mi pare molto saggio e sarà la procedura che adotterò.Disdico immediatamente l'appuntamento che mi hanno fissato forse con troppa facilità per l'inserimento dello stent.Al momento io stessa ero abbastanza confusa.La ringrazio nuovamente e se quanto le ho esposto le fa venire in mente un ulteriore consiglio, le sono davvero molto grata. Cordiali saluti. Mariella

[#3] dopo  
2114

Cancellato nel 2014
Cara Signora,
non ci sono stati sbagli da parte di nessuno.
Un aneurisma che non ha sanguinato viene scoperto in genere sempre per caso.
Non disdica così facilmente l'appuntamento per lo stent, ma invece si accerti prima (o perlomeno provi a chiedere) che:
1) Sia fatto in un centro dove c'è una terapia intensiva e una neurochirurgia che lavora in sintonia con i neuroradiologi
2) Che venga eseguita prima un'angiografia diagnostica con successiva discussione collegiale (tra neuroradiologi, neurochirurghi e anestesisti) per il suo caso e che le venga spiegato poi in dettaglio il trattamento che intendono fare. Il posizionamento di uno stent potrebbe richiedere successivamente una terapia anti-aggregante per lungo tempo, quindi va valutata attentamente la sua condizione clinica.
3) Che sia un centro con buona esperienza di neuroradiologia interventistica. Se crede mi invii su email privata il nome e la sede del centro così potrò darle informazioni a riguardo..non certo per parlar male di Colleghi (a scanso di equivoci) ma per fornirle dettagli sul livello di esperienza, ovviam diverso a seconda dei centri.
Cari saluti
Dott. Alessandro Pedicelli
Specialista in Radiologia
Neuroradiologia, Radiologia e Neuroradiologia Interventistica
www.vertebroplastica.it

[#4] dopo  
Utente 581XXX

Grazie Dottore,
ho provato ad inviarle la mail con le informazioni.
Spero di non aver sbagliato indirizzo.
Cari saluti.

[#5] dopo  
Utente 581XXX

Gentilissimo Dott. Pedicelli,
rorno a darle mie notizie in quanto ieri ho finalnmente effettuato l'angiografia (rimandata ben due volte per problemi di salute)
L'esito è quello sotto descritto

In anestesia locale, per via percutanea tralsfemorale destra, si è proceduto al cateterismo ed allo studio angiografico dei seguenti vasi:
-carotide interna destra
-carotide interna sinistra
-arteria vertebrale sinistra
Lo studio angiografico ha dimostrato la presenza di un aneurisma intracavernoso del sifone carotideo destro, situato appena prossimalemente all'emergenza dell'arteria oftalmica,diretto medialmente ed inferiormente, con diametri di 5x6,5mm e colletto di 4,5 mm.
Non evidenti ulteriori dilatazioni aneurismatiche.
Non shunt arterovenosi

In base a ciò mi piacerebbe avere il suo parere in merito all'eventuale embolizzazione. Ho letto (sempre via internet) che spesso gli aneurismi inferiori a 7 mm non debbono necessariamente essere trattati. Non so se la posizione può essere determinante e che qualità di vita mi aspetta una volta fatto l'intervento. Dovrò fare ancora angiografie di controllo?
Sarei felicissima se potesse gentilmente darmi un suo parere.
Cordiali saluti.Mariella