Utente cancellato
Gentili medici;
mi sono state diagnosticate delle lesioni demielinizzanti a carico dell' encefalo e finora senza sintomi gravi, visto che è anni che ho un vai e vieni di disturbi visivi e parestesie e adesso dopo terapia cortisonica il tutto è scomparso,
Devo fare l' esame del liquor cerebrospinale, ma prima il neurologo ha voluto che facessi una rmn alla colonna senza mdc di cui vi riporto l' esito:

"In acquisizioni T2 e T2FLAIR non sono evidenti alterazioni di segnale a carico dell' intero tratto midollare avente cono in L1.
Da segnalare che in acquisizioni T1 è identificabile una sottile fusiforme alterazione modestamente ipointensa a carico del settore laterale del midollo all' altezza del disco C3 - C4 di incerta interpretazione.
Considerando l' assenza di segnale anomalo in altre sequenze, tale reperto di incerto significato anatomico meriterebbe valutazione contrastografica.
A sinistra modestissimo bulging discale laterale L4 - L5 senza evidente coinvolgimento dei forami."

Il neurologo quando ha visionato la rmn mi ha criticato della mia iniziativa di farla in privato e soprattutto a criticato chi me l'ha eseguita perche si tratta di una risonanza 0.5 tesla e serve solo ad escludere cose grossolane.
Pensavo che quella ad alto campo con il contrasto che ho già fatto servisse solo per il cervello, ma ho pensato male.

Volevo sapere se si possono stabilire se vi sono lesioni demielinizzanti al midollo considerando il referto di questa risonanza.
Ho avuto brevi episodi di calo di forza alle gambe e formicolii gamba sx.

Cordialissimi Saluti

[#1] dopo  
Dr. Alessandro Aiello

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Gentile Signore,
l'opportunità di effettuare uno studio RM del midollo è di certo condivisibile, così come l'esame del liquor cerebro-spinale.
Non condivido, come il collega neurologo, l'idea di aver effettuato lo studio midollare con una macchina a basso campo. 0,5 Tesla sono troppo pochi.
Da considerare, non potendo esaminare le immagini in prima persona, se quella alterazione segnalata in T1 a livello C3-C4 possa essere di natura artefattuale dato il basso campo della macchina adoperata (sono supposizioni!).
Se ritenuto opportuno dallo specialista neurologo che La segue il midollo va indagato con apparecchiatura non inferiore a 1,5 Tesla.
Parlando di midollo le lesioni demielinizzanti sono classicamente individuabili come alterazioni iperintense (bianche) nelle sequenze ponderate in T2 e STIR. Anche le sequenze DP sul midollo consentono di delineare in maniera ottimale i settori del midollo coinvolti da eventuali lesioni (sono tutte sequenze sensibili alle lesioni demielinizzanti).
Le sequenze Flair sul midollo non producono risultati ottimali essendo meno capaci di evidenziare le lesioni rispetto alle precedenti, mentre sono ottimali sull’encefalo specie se 3D.
In definitiva il consiglio sarebbe quello di ripetere la RM midollare presso un centro ove sia presente una macchina ad alto campo (più attendibile) e magari esperienza nella diagnosi di malattie demielinizzanti.
Cordialità.
Dott. Alessandro Aiello
Dirigente Medico di Radiodiagnostica
U.O. Radiologia - Ospedale Giovanni Paolo II° - Sciacca (AG)

[#2] dopo  
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Scusi il ritardo della mia risposta attuale.
Ho contattato il neurologo e la risonanza magnetica era richiesta con il gadolinio, tuttavia erano state richieste scansioni flair come da protocollo encefalo, oltre che specifiche.
Il neurologo mi ha detto che per motivi inspiegabili non hanno fatto la eslcusione del grasso.

Il problema secondo il neurologo, a parte il rifiuto del contrasto (impossibile se andavo all' ospedale pubblico con la richiesta), è il basso campo.

Mi sono rifiutato del contrasto perche l' altra volta dopo il contrasto mi girava la testa e alcuni giorni dopo mi erano gonfiate le gambe per cause che finora i medici non hanno messo in relazione con il gadolinio.

Il neurologo ha visionato bene il cd della rmn ed in realtà non da peso alle alterazioni in T1.

Cordialissimi Saluti

[#3] dopo  
Dr. Alessandro Aiello

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Posso ribadire la necessità di sottoporsi ad indagine RM con apparecchiatura adeguata (non inferiore a 1,5 Tesla) e protocolli opportuni.
L'uso del mezzo di contrasto, seppur indicato nella richiesta, verrà deciso dal collega radiologo sulla scorta del sospetto clinico e su ciò che verrà evidenziato all'esame basale.
Resta inteso che nessuno può obbligarla alla somministrazione del contrasto. Sarà il collega radiologo ad informarla sull'opportunità di fare l'esame con il contrasto ed a spiegarle rischi e benefici.
Saluti.
Dott. Alessandro Aiello
Dirigente Medico di Radiodiagnostica
U.O. Radiologia - Ospedale Giovanni Paolo II° - Sciacca (AG)