Utente 393XXX
Salve a tutti,

mi serve il vostro aiuto per capire al meglio il quadro clinico di mio padre, quindi agire al meglio.

Il problema è di natura caratteriale/comportamentale, ma prima vi spiego il quadro clinico:
- E' un uomo di 60 anni.
- In passato è sempre stato una persona ingamba, tranquilla, sempre pronta ad ascoltare gli altri e come diciamo in famiglia "una persona tutto fare".
- in passato, da circa 10 anni, gli è stato diagnosticato un pan-ipopituitarismo con assenza di funzionalità di molte ghiandole. Ad oggi in cura, prende diversi farmaci tra cui gli ormoni mancanti.
- ha anche qualche altro piccolo problema fisico ma nulla di rilevante.

Tornando al problema per cui vi scrivo, tutto è iniziato da quando ci siamo accorti che il carattere di mio padre non è più quello che era. Negli ultimi 5-7 anni è diventata una persona molto iperattiva, poco paziente, distratta, facilmente irritabile ed eccentrica. Nettamente in contrasto con il suo vero carattere. Di conseguenza spesso quando si dialoga si finisce a discutere, e nelle attività quotidiane non riesce più ad essere preciso (come se fosse perennemente distratto). Nonostante tutto è ancora una persona attiva e, seppur in pensione, fa ancora tanto tenendosi impegnato con i suoi hobby di vita.

Come potete ben capire, con difficoltà siamo riusciti a fargli fare una risonanza magnetica e proprio oggi abbiamo ricevuto l'esito.

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TIPO DI ESAME: RM encefalo e tronco encefalico.

ESITO: Esame eseguito mediante sequenze SE, TSE e FLAIR pesate in T1, Dp e T2 sul piano assiale, coronale e sagittale.

Presenza di multiple alterazioni focali dell'intensità di segnale, iperintense nelle sequenze con TR lungo, che si localizzano a livello della sostanza bianca sottocorticale bilateralmente, e in corrispondenza di corona radiata e dei centri semiovali, riferibili ad aree di gliosi in esiti di patologia ischemica cronica. Posteriormente ai corni occipitali dei ventricoli laterali si apprezza a livello della sostanza bianca bilateralmente diffusa iperintensità di segnale nelle immagini pesate in T2 e DP in un quadro suggestivo per sofferenza ischemica cronica. Simmetrica ipointensità di segnale T2-dipendente nella pars reticularis della substanzia nigna e dei nuclei pallidi, come da degenerazione assonica.
Lieve aumento in ampiezza delle cavità ventricolari, delle cisterne della base e degli spazi subaracnoidei periencefalici.
Linea mediana in asse.
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Io, che ho spinto tanto per effettuare questo esame, è da un po' di tempo che penso di aver capito la natura del problema. Quindi adesso con in mano l'esito, chiedo a voi alcune cose:

1) Quale è significato dell'esito della Tac?

2) È possibile capire il problema caratteriale/comportamentale?

3) Cosa si può fare?

4) Mi potreste consigliare lo specialista a cui mi devo rivolgere? (Io ho pensato ad un neurologo)

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

il quadro che emerge dalla RM encefalica è di tipo vasculopatico cronico, senza escludere note degenerative.
Il problema adesso è stabilire se tale quadro sia responsabile della sintomatologia riferita o dipenda da problemi funzionali di tipo psichico indipendenti dalle alterazioni riscontrate alla RM.
Pertanto inizi, come giustamente ha ipotizzato, da una visita neurologica, il collega Le dirà poi come procedere.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 393XXX

Carissimo Dott. Ferraloro,

La ringrazio infinitamente per La sua cortese risposta. Provvederò il prima possibile per una visita neurologica.

Nell'attesa vorrei chiederLe un'altra cosa: so che probabilmente si sono verificate delle lesioni non curabili, ma la speranza è l'ultima a morire.... nel caso più ottimistico, ci sono possibilità di recupero cognitivo?

Grazie ancora a Lei e a tutti i Suoi colleghi.

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

dipende dalla causa, infatti se alla base del problema c'è un'alterazione organica importante le possibilità di recupero completo sono poche, se invece i disturbi descritti sono di tipo psichico le possibilità ovviamente aumentano.
Un grosso in bocca al lupo.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro