Utente 267XXX
Buongiorno,
Vorrei richiedere un parere su quanto segue:
A mia madre (55 anni) è stato diagnosticato a Maggio 2012 un melanoma iuxtapapillare collocato sul nervo ottico con le seguenti caratteristiche:
Spessore è di 1,6-1,8 mm, la retina inferiore presenta un lieve sollevamento sieroso. Sulla superficie del tumore, si ha una decompensazione delle cellule dell’epitelio pigmentato causa un sollevamento sieroso localizzato.

Nell’ICG panoramica mostra che la circolazione coroideale e peritumorale non è modificata e nell’angiografia panoramica si nota il sollevamento sieroso retineo inferiore ed alcune localizzazioni sulla superficie del tumore.

In conclusione, ci troviamo in presenza di un tumore pigmentato che presenta diversi elementi in favore di un tumore evolutivo, come ad esempio alcune localizzazioni e un sollevamento sieroso inferiore.

Nell'ultima visita a Settembre, sebbene non fosse cresciuto, le è stata comunque consigliata la brachiterapia con placca RU106 da collocare nell’occhio per 3 giorni.
In questi casi la medicina si basa su dati empirici e vorrei sapere qual'è normalmente la percentuale di riuscita di questo tipo di intervento e se è strettamente necessario (dato che comporta la perdita della vista). Le probabilità della propagazione delle cellule tumorali è molto alta?

Inoltre, tra la tecnica della brachiterapia (usata in Italia) e quella a raggio protonico (usata a Losanna) vi sono delle differenze sostanziali che ci possono fare decidere se scegliere una metodologia piuttosto che un’altra?

Ci troviamo difronte ad una scelta delicata e capire quale siano i pro e i contro e soprattutto a cosa si va in contro successivamente è di grande aiuto.

La ringrazio molto per la Sua cortese attenzione.
Saluti

[#1] dopo  
Dr. Luigi Marino

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a Roma e' seguita al Gemelli?
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[#2] dopo  
Utente 267XXX

Buongiorno,
per prima cosa la ringrazio per la Sua risposta.

A Roma è seguita al Gemelli, sono loro che hanno prospettato l'ipotesi della brachiterapia.
Ha fatto una prima visita a Losanna a giugno (da cui l'estratto della diagnosi di cui sopra), i quali sono stati conservativi e hanno detto di tenerlo sotto controllo. Contestualmente si è messa in cura al Gemelli, i quali, dopo una seconda visita, pochi giorni fa, hanno consigliato questa terapia.

Il punto è che vorremmo optare per una terapia che sia il più efficace possibile, ma che comporti meno effetti collaterali possibili, come ad esmpio evitare il più possibile la perdita della vista.

Chiedevo a tale scopo un consiglio, su quello che comporta la brachi e la terapia a laser fatta in Svizzera e se una delle due fosse più precisa, meno invasiva o con più posibilità di riuscita.

Grazie mille.
Saluti.