Utente
Buonasera, sono circa due mesi che ho un calazio sulla palbebra destra.
All’inizio prima che mi uscisse la cosiddetta pallina, avevo solo un po’ di dolore all’occhio pensando che fosse normale orzaiolo.
Dopo un po’ di giorni, mi è venuto su la classica pallina bianca infracigliare che è andata via con l’acqua calda.
Dopo aver tolto questa, collegando sempre all’orzaiolo, mi è venuta fuori questa cisti sulla palpebra.
Chiedendo al mio oculista mi dice che è un calazio.
Le dimensioni di quest’ultimo sono piccole, però comunque si può benissimo vedere anche quandk ho gli occhi aperti.
Come cura mi ha detto di fare impacchi caldi continui e di mettere una pomata interna ed esterna Alfatex.
Ho effettuato la cura per 15gg ma il calazio sempre essere sempre lì, non si è sgonfiato neanche un po’.
Allora mi ha detto di staccare la cura per 10 gg per poi riprenderla per altri 15gg.
Lei pensa che rifacendo nuovamente la cura possa risolversi?
O dato che la prima volta non ha fatto alcun effetto debba ricorrere come ultima chanche alla chirurgia?
Inoltre mi chiedevo, è possibile che il calazio non mi dia nessun tipo di sintomo?
Ne prurito, ne bruciore ne altro.
Questo è un buon segno?
Significa che magari non è molto severo?
C’è la possibilità che vada via con questa cura?
Grazie mille e chiedo scusa per le troppe domande.

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Dr. Paolo Landolfo

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Il Calazio è l’infiammazione di una ghiandola che risiede nello spessore della palpebra e che produce una delle componenti che formano la lacrima... quando la via di escrezione della stessa ghiandola si occlude meccanicamente, si infiamma e si infetta diventando molte volte più grande della forma naturale... se ciò avviene più volte, la forma e la funzione originali della struttura diventano permanenti ed irreversibili formando una cisti, che purtroppo, se fastidiosa o antiestetica, va rimossa chirurgicamente con un intervento in anestesia locale di pochi minuti...
Comunque, se dovesse accadere in altre zone, anche nell’occhio contraterale, fai terapia con antibiotico per via generale e pomata locale, ma con massaggio energico di un minuto sulla neoformazione, in modo da favorire meccanicamente il ripristino della funzione e dell’anatomia della ghiandola e la penetrazione dei principi attivi della pomata stessa. In bocca allupo
Dr. PAOLO LANDOLFO