Utente
Gentili Dottori,

mia zia, 70 anni, con vari problemi (pancreatite ed epatite c) ha avuto una trombosi retinica della vena centrale all'occhio sinistro (fine luglio - inizio agosto).
Ha effettuato due visite presso due oculisti, il primo le ha detto di prendere delle pillole per rinforzare i capillari perchè ha visto un'emorragia, il secondo ha visto la trombosi credo e le ha consigliato fluidificanti e le ha detto di tenere sotto controllo la pressione perchè è questa la causa.

Risultato della fluorangiografia retinica:
Esiti di occlusione di branca, ramo di III ordine della vena centrale retinica. Presenza di residue emorragie nell'area interessata e di una diffusa permeabilità vasale. Modesto edema maculare.

Usa il Karvezide per la pressione alta, prima prendeva 150 mg./12,5 mg una volta al giorno, in seguito a quest'episodio il suo medico curante le ha raddoppiato la dose ma lei si è sentita male, debolissima, con la pressione troppo bassa, quindi ha consultato degli specialisti in angiologia che le hanno semplicemente detto di ritornare alla dose normale.

Quello che vorremmo sapere è: che cosa causa o cosa fare per dei cambiamenti bruschi di pressione con abbassamento della minima e innalzamento della massima, e ovviamente qualsiasi altro consiglio utile o specialista da consultare per cercare di fare qualcosa.

Vi ringrazio di tutto cuore.

[#1]  
Dr. Marco Catani

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gentile utente,

ritengo che la domanda dovrebbe essere posta in area oculistica.

cordiali saluti
Marco Catani
http://www.marcocatani.it
Il consulto online non può nè deve sostituire la visita reale

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Prof. Catani,

rifaccio subito la doomanda nell'area oculista, grazie per il consiglio.

Cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Luigi Marino

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mio giovane amico
le allego un mio minforma

Le occlusioni venose retiniche
L'occlusione venosa retinica è una condizione patologica oculare riscontrata più frequentemente nei pazienti di età superiore ai 60 anni, IPERTESI con disturbi cardiocircolatori e DIABETE MELLITO. Tra i fattori predisponenti vanno ricordati altresì il fumo, alcune anomalie della coagulazione, la deficienza di proteine C e S e la presenza di anticorpi anti-fosfolipidi. Tra i fattori predisponenti oculari sono invece importanti l'aumento di pressione intraoculare (glaucoma), l'ipermetropia, alcune malattie infiammatorie che sono causa di vasculiti retiniche (sarcoidosi, sindrome di Behçet), e rare anomalie congenite a carico della vena centrale della retina. Tale patologia può colpire la vena centrale retinica globalmente o solo un ramo di essa (la cosiddetta occlusione di branca). Vi sono notevoli affinità tra l'una e l'altra condizione dal punto di vista clinico, ma il decorso e la prognosi hanno caratteristiche differenti.

L'occlusione venosa di branca
L’occlusione venosa di branca (OBVR) colpisce in eguale misura i due sessi ed ha maggiore incidenza tra i 60 e i 70 anni di età.L'esordio è quasi sempre improvviso e il paziente lamenta un annebbiamento della vista più o meno marcato che spesso si accompagna a perdita di parte del campo visivo. L'esame del fondo oculare evidenzia la presenza di emorragie intraretiniche, più o meno diffuse in relazione alla maggiore o minore gravità dell'occlusione. Alle emorragie si accompagna la dilatazione dei vasi sanguigni e l'edema nella parte di retina interessata dall’occlusione. In alcuni casi l'occlusione è solo parziale ed al momento della comparsa dei sintomi sono presenti solo poche emorragie retiniche che aumentano in relazione alla progressiva occlusione del vaso. In caso di blocco totale i capillari cessano di funzionare e si occludono, determinando un'ischemia da deficit di irrorazione.

Tre sono le complicanze di un'occlusione di branca capaci di determinare un deficit visivo:

* l'edema della parte retinica centrale, deputata alla visione distinta (edema maculare)
* l'assenza di irrorazione della regione maculare
* le emorragie dovute alla proliferazione di vasi sanguigni anomali, che si formano come esito dell'assenza di circolazione del distretto retinico coinvolto.

E’ comunque indispensabile effettuare una fluorangiografia retinica, che ci permette di identificare chiaramente le alterazioni retiniche presenti e ci guida in un eventuale trattamento con il laser. Ad esempio, in caso di edema il laser è da riservarsi ai pazienti in cui la visione sia inferiore a 3/10, ed è inutile in caso di ischemia maculare.La proliferazione di vasi sanguigni anomali avviene in circa il 30-50% degli occhi con aree di assenza di perfusione capillare dopo una OBVR. Tale fenomeno si manifesta in genere dopo sei - dodici mesi dall'occlusione, ma talora anche dopo qualche anno; è una complicanza assai temibile, perché conduce di frequente ad emorragie intraoculari, con grave danno visivo. In caso di vasoproliferazione è necessario ricorrere al trattamento laser, il cui scopo è quello di distruggere i capillari anomali neoformati.In ogni caso, anche se l'acuità visiva centrale è ridotta dall'edema maculare e dalle emorragie, dopo circa sei mesi dall'esordio di una OBVR in circa il 50% degli occhi colpiti si sviluppano dei circoli collaterali che talora consentono un visus discreto.A tutt'oggi non esiste un trattamento medico per la OBVR. I farmaci antiaggreganti e anticoagulanti (eparina, dicumarolo) non hanno mostrato sicura efficacia né nella prevenzione della OBVR, né utilità nella gestione delle sue complicanze e vanno pertanto prescritti solo nei casi in cui siano presenti patologie di base che traggano utilità da tale terapia.

L'occlusione della vena centrale della retina
Con tale termine si definisce l'occlusione della vena retinica nella sua porzione terminale, a livello del nervo ottico, ove raccoglie tutto il sangue proveniente dai capillari retinici .La maggioranza dei casi di OVCR possono essere classificati, in base all'aspetto clinico e alla prognosi, nelle forme seguenti:
- non ischemica
- ischemica
- dei giovani adulti

La forma non ischemica è di gran lunga la più comune e coinvolge circa il 75% dei casi.
Il paziente lamenta tipicamente una perdita più o meno grave dell'acuità visiva e l'esame del fondo oculare mostra la presenza di dilatazione e tortuosità di tutte le branche venose retiniche, di emorragie, di edema della testa del nervo ottico, associata o meno ad edema maculare. L'esame fluorangiografico conferma tali alterazioni, evidenziando la presenza di una buona perfusione capillare.
La prognosi è legata all’entità del danno iniziale, e si può avere un visus discreto. La causa del danno visivo è principalmente l'edema maculare, per il quale l'utilità del trattamento medico o laser è tuttora discussa.
La forma ischemica è meno comune ed è caratterizzata da una perdita alquanto grave dell'acuità visiva, ridotta nella maggior parte dei casi alla conta delle dita o poco più. L'esame del fondo oculare mostra, oltre alla tortuosità delle vene e alle emorragie diffuse, la presenza di marcata ischemia del nervo ottico e di emorragie localizzate specificamente a livello maculare. La fluoroangiografia è indispensabile per evidenziare le aree ischemiche, in cui è cioè assente la perfusione capillare. La prognosi è sfavorevole se non viene effettuato un trattamento laser, la cui finalità è quella di distruggere le aree ischemiche.
Se il trattamento non viene effettuato, circa il 50% dei pazienti svilupperà entro alcuni mesi dall'episodio originale un marcato aumento della pressione intraoculare, difficilmente controllabile con farmaci, con conseguente dolore oculare e addirittura rischio di perdita del bulbo oculare (glaucoma neovascolare).L'occlusione venosa del giovane adulto è una forma rara, caratterizzata da una diminuzione della capacità visiva, tipicamente più evidente nelle prime ore del mattino. Colpisce prevalentemente individui al di sotto dei 40 anni e costituisce probabilmente una forma diversa da quella che colpisce i soggetti più anziani.La causa è probabilmente da ricercarsi in un'anomalia congenita della vena centrale retinica, che favorisce alterazioni del flusso vascolare, o come conseguenza di un fatto infiammatorio.
Articolo tratto
www.luigimarino.it
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su gentile concessione del Prof. Luigi Marino

Tags: glaucoma - retinopatia - maculopatia - miodesopsie - astigmatismo - ipermetropia - uveiti - tecniche laser - retinoblastoma - strabismo - congiuntivite - miopia - ambliopia

Prof. Luigi Marino
LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
CASA di CURA “ LA MADONNINA “ via Quadronno n. 29 MILANO tel 02 58395555 / 02 58395516

[#4] dopo  
Utente
Gentile Prof. Marino,

prima di tutto grazie per la risposta, l'articolo mi ha chiarito parecchio le idee.

Se ho ben capito esistono due tipi di occlusioni venose retiniche:

1) occlusione venosa di branca
2) occlusione della vena centrale della retina

Da quello che posso dedurre dalla fluorangiografia mia zia ha avuto "solo" la numero 1, OBVR, quindi è su questo che ci dobbiamo concentrare tralasciando il punto 2, giusto?

Come complicazione ha un modesto edema maculare, mi sono documentato un po' e mi è sembrato di capire che di per sè non è un grosso pericolo e potrebbe migliorare.

Bisognerà sottoporsi a controlli periodici per individuare la possibile proliferazione di vasi sanguigni anomali.

Visto che non esistono trattamenti nè farmaci che possano prevenire questo problema tutto quello che si può fare è cercare di intervenire sui fattori predisponenti, qualche visita di controllo e sperare che non si ripeta?

Siamo sulla giusta strada? Questo è tutto quello che si può fare per ora?

Quante probabilità ci sono che possa accadadere di nuovo?

Non so se posso chiedere consiglio anche su questo, mia zia mi ha riferito di sbalzi di pressione con innalzamento della massima e abbassamento della minima... fortunatamente non più negli ultimi giorni, comunque può avere qualche rilevanza? Che cosa può significare?

Grazie, grazie, grazie

[#5]  
Dr. Luigi Marino

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Sue domande
1)Da quello che posso dedurre dalla fluorangiografia mia zia ha avuto "solo" la numero 1, OBVR, quindi è su questo che ci dobbiamo concentrare tralasciando il punto 2, giusto?
risposta
si
occlusione di branca venosa retinica

2)Come complicazione ha un modesto edema maculare, mi sono documentato un po' e mi è sembrato di capire che di per sè non è un grosso pericolo e potrebbe migliorare.
risposta
si un pò di edema è normale ed in genere si riassorbe spontaneamente

3)Bisognerà sottoporsi a controlli periodici per individuare la possibile proliferazione di vasi sanguigni anomali.
risposta
assolutamente SI

4)Visto che non esistono trattamenti nè farmaci che possano prevenire questo problema tutto quello che si può fare è cercare di intervenire sui fattori predisponenti, qualche visita di controllo e sperare che non si ripeta?
risposta
una buona valutazione ematologica
e cardiologica dovrebbero bastare

5)Siamo sulla giusta strada? Questo è tutto quello che si può fare per ora?
risposta
direi di si

6)Quante probabilità ci sono che possa accadadere di nuovo?
risposta
bisogna migliorare lo stile di vita

7)mia zia mi ha riferito di sbalzi di pressione con innalzamento della massima e abbassamento della minima... fortunatamente non più negli ultimi giorni, comunque può avere qualche rilevanza? Che cosa può significare?
risposta
STRESS...STANCHEZZA
AFFATICAMENTO ECCESSIVIO...INCAVOLATURE

grazie a Lei
delle domande interessanti
a presto
suo Luigi Marino
LUIGI MARINO CHIRURGO OCULISTA
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