Utente
Salve, mio marito ha 35anni ed è affetto da Linfoma Non Hodgking del mediastino e per questo ha cominciato un ciclo di chemio MACOP-B settimanale. Per fortuna all'inzio non ha avuto nessun sintomo ma arrivata alla sesta chemio ha contratto una grave micosite orale che praticamente ha interessato le gengive ma soprattutto la lingua (ai lati e in fondo all'attacatura della gola) che gli ha impedito anche di alimentarsi perchè non riesce ad aprire la bocca nè a parlare tanto è forte il dolore...e anche bere un pò d'acqua gli porta dolore. I medici che lo tengono in cura gli hanno prescritto il Diflucan (inizialmente 10ml la mattina e 10ml la sera,ma da tre giorni gli hanno raddoppiato la dose); Micostatyn 6ml tre volte al giorno e poi sciacqui con bicarbonato, micostatyn e malox. Purtroppo ad oggi (sono 5giorni che la situazione è diventata così seria) non riusciamo a vedere miglioramenti importanti...a volte durante la giornata il bruciore diminuisce un pò ma poi si ripresenta sempre in modo abbastanza forte. In più da due o tre giorni si è aggiunta una forte tosse persistente che ovviamente gli fa sentire sempre più dolore. Noi ci stiamo in realtà preoccupando che ci possa essere un infezione più seria oltre che alla bocca a questo punto anche ai polmoni o a qualche altro organo interno. I medici ci hanno tranquillizzato dicendo che poichè lui non presenta febbre non dovrebbero esserci altri problemi e che la tosse forse è dovuta più ad un'irritazione dell'esofago e della faringe. Ora io mi chiedo, e chiedo a Voi gentilmente se mi potete dare un Vostro parere:
1) MA E' POSSIBILE CHE DOPO 5 GIORNI NON SI VEDE UN PO DI MIGLIORAMENTO?FORSE LA CURA CON DIFLUCAN E MICOSTATIN NON E' ADATTA? C'E QUALCHE ALTRA COSA CHE POSSIAMO FARE? Io so che le micosi sono difficili da curare e che soprattutto ci vuole un po di tempo ma il fatto è che non vediamo nemmeno un piccolo miglioramento e soprattutto lui si sta scoraggiando un pò.
2) QUESTA TOSSE PERSISTENTE DAVVERO NON E' COSI PREOCCUPANTE? O E' IL CASO DI CHIEDERE AI MEDICI CHE LO SEGUONO DI APPROFONDIRE LE INDAGINI? ED EVENTUALMENTE COSA CI CONSIGLIATE DI FARE?UNA RADIOGRAFIA,UNA TAC...O ALTRI ESAMI PIU ADATTI?
Per favore siamo molto preoccupati per questa situazione e spero ci possiate dare qualche risposta a questi nostri dubbi e paure. Grazie, attendiamo con ansia un Vostro parere.

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Dr. Enzo Di Iorio

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Gentile utente l'infiammazione della mucosa orale (mucosite) è una complicanza molto frequente in corso di chemioterapia. In circa la metà dei casi i sintomi che la caratterizzano son talmente marcati da incidere negativamente sulla qualità delle vita del paziente che ne è affetto. Generalmente l'eziologia è multifattoriale (l'associazione con infezione micotica si ha in circa la metà dei casi), si manifesta più che altro con un eritema (arrossamento della mucosa) accompagnato con difficoltà all'assunzione di cibi solidi e liquidi. Per il controllo di eventuali processi infettivi, oltre ad un idoneo trattamento farmacologico, è molto importante il corretto mantenimento dell'igiene orale. Talvolta in presenza di processi infettivi solo mediante indagini laboratoristiche è possibile identificare i microrganismi responsabili. Ad ogni modo la mucosite indotta da farmaci si risolve in genere entro 3 settimane dalla fine della chemioterapia.
Per il controllo del dolore a livello del cavo orale può provare a parlare con i medici che seguono suo marito chiedendo se può essere opportuna l'assunzione di analgesici e/o l'associazione di sciacqui con soluzioni ad azione anestetica (saranno loro in virtù di quelli che sono i rilievi clinici a consigliare con quale farmaco e a che posologia) .
Gli antimicotici che suo marito sta assumendo per via sistemica costituiscono terapia idonea al trattamento di infezioni sostenute da microrganismi sensibili a tali farmaci.
Per quanto riguarda la tosse che è subentrata e l'opportunità di eseguire approfondimenti diagnostici per escludere un interessamento polmonare, deve far comunque riferimento ai medici che seguono suo marito. Teneteli informati su quella che è l'evoluzione del quadro clinico tenendo comunque presente che per loro la gestione di queste condizioni rappresenta la routine quotidiana.

Un cordiale saluto e l'augurio che di una pronta guarigione
Dr. Enzo Di Iorio
Chirurgo Odontoiatra specialista
enzodiiorio@hotmail.it