Utente 761XXX
Gentili Dottori,
Sabato estrarrò il molare superiore che dovrà (spero) essere sostituito con impianto.Per il prima e per il dopo impianto ci sono dei consigli che mi potete dare?Dopo l'impianto il medico che opera deve rilasciare qualche certificato di conformità o cose affini?
Ho solo l'ultimo dubbio, il professionista che effettuerà l'intervento procederà con l'estrazione e dopo circa 2/3 mesi in seguito alla ricrescita dell'osso vedrà veramente se l'impianto e possibile, qualora non lo fosse lui procederebbe direttamente con un ponte quando documentandomi un po il problema si potrebbe risolvere con osso artificiale o con un piccolo rialzo di seno ma lui a questa affermazione ha risposto in questo modo " per un eventuale rialzo del seno, è un intervento impegnativo da eseguirsi in clinica, con prelievo di osso autologo,perche' l'osso artificiale non è adatto per sostenere 1 impianto, si riassorbirebbe in poco tempo ".Siete d'accordo?

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Dr. Paolo Magnanelli

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Gent. le paziente,
non vedo particolari accortezze da suggerirLe dopo avere eseguito una chirurgia per l'inserimento di un impianto se non quelle di carattere generale, quali igiene orale scrupolosissima, non fumare, e attenzione nel masticare. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda cioè la sufficenza o meno del tessuto osseo residuo, credo che la via più corretta sia quello di pianificare da subito il posizionamento dell'impianto; in altre parole già in sede di estrazione si possono mettere in atto procedure per favorire la minore perdita di osso possibile e/o se necessario di rigenerazione. Per quanto riguarda la gestione del seno mascellare la differenza tra il piccolo e il grande rialzo è importante; se nel primo caso la procedura è relativamente semplice e si possono guadagnare alcuni millimetri in sicurezza e senza grande impegno chirurgico, nel secondo caso la procedura è più complessa e la scelta del materiale di riempimento, osso autologo o eterologo, è una valutazione più difficile. Se l'osso autologo rappresenta dal punto di vista biologico il "gold standard" è vero che il suo prelievo può essere indaginoso mentre l'uso di preparati artificiali rende tutto più semplice anche se il materiale può dare qulche piccola garanzia in meno. Mani esperte sono comunque un requisito indispensabile per una corretta pianificazione del suo trattamento; Le consiglio, se non l'ha già fatto, di approfondire l'argomento con il suo professionista di riferimento.
un saluto
Dr. paolo magnanelli.
Risposta a carattere informativo senza alcun valore di diagnosi e/o terapia

[#2]  
Dr. Sergio Formentelli

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No.
Non solo non sono daccordo, ma dissento apertamente e completamente.

Il collega che afferma:
"per un eventuale rialzo del seno, è un intervento impegnativo da eseguirsi in clinica, con prelievo di osso autologo, perchè l'osso artificiale non è adatto per sostenere 1 impianto, si riassorbirebbe in poco tempo" probabilmentre non esegue o non ha mai eseguito questo tipo di intervento, ignorandone quindi pregi e difetti.

La procedura di rialzo del seno ottenuta con preparati di sintesi è altamente predicibile.

La procedura che prevede un trapianto osseo da un sito donatore ha il grande pregio della velocità della procedura, ma il grande difetto, oltre alla grande invasività dell'intervento, del cospicuo riassorbimento osseo (circa il 50% in pochi mesi di quello trapiantato).
L'osso dell'anca (il più comune sito donatore) ha caratteristiche diverse dall'osso della bocca; nei primi mesi riorienta la sua trabeccolatura secondo le nuove linee di carico, e per fare questo viene continuamente corroso dalle cellule che si chiamano "osteoclasti", mentre altre cellule che si chiamano "osteoblasti" depongono continuamente nuovo osso.
Nel fare questo il vecchio osso trapiantato perde la maggioranza del suo volume originario.

Questo non accade con l'uso di preparati sintetici.
Non sono gli osteoclasti che corrodono il materiale sintetico, ma altre cellule, mentre gli osteoblasti depongono nuovo osso sulla matrice sintetica GIA' ORIENTATO secondo le trabeccolature "giuste".

In altre parole, l'osso che si forma a partire da una matrice sintetica ha caratteristiche migliori di quello trapiantato.

Ribadisco inoltre quanto detto dal dr. Manganelli circa l'importantissima distinzione fra MAXI-rialzo e MINI-rialzo: quest'ultima è una procedura per guadagnare alcuni millimetri di osso (anche 4-5 in mani esperte) con una banalissima manovra di un paio di minuti durante l'inserimento dell'impianto.
Se si sono 5 mm di osso naturale disponibile, ad esempio, è in genere superflua la delicata manovra del MAXI-rialzo, bastando il semplice incremento di 3-4 mm ottenibili con la semplice manovra del MINI-rialzo per poter inserire un impianto dalle caratteristiche idonee a sostenere il carico funzionale.
www.studioformentelli.it
Attività prevalente: Gnatologia e
Implantologia (scuola italiana)

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Dr. Giovanni Ventimiglia

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Gentile Utente se il suo Odontoiatra ha valutato attentamente il caso, sicuramente ha stabilito se puo' o non previo una radiografia endorale se c'e' la possibilita' di fare un impianto post-estrattivo cioe' in assenza di processo infiammatorio o di infezioni varie. E' assurdo pensare di fare un grande rialzo del seno in un impianto post-estrattivo, che sia immediato o fatto dopo giorni, e comunque e' un intervento quando necessario da effettuare tranquillamente in studio,qualora ci siano i requisiti adatti a questo tipo di chirurgia. Per Quanto riguarda i materiali di riempimento il discorso e' un po' lungo, mi limito a dirle che oggi abbiamo a disposizione tantissimi materiali eterologhi con un uso specifico, cioe' in base al caso e' meno invasivo dei materiali autologhi che vanno prelevati previo intervento chirurgico in sala operatoria dalla cresta iliaca o addirittura dal cranio.

P.S. I rialzi del seno tranne in casi eccezionali non hanno bisogno di prelievo di materiale autologo. Saluti
Dr. giovanni  ventimiglia