Utente 419XXX
Salve,
Ho 27 anni, siccome ho un'agenesia dell'incisivo laterale destro, col passare del tempo gli incisivi frontali hanno colmato lo spazio lasciato decentrandosi e spostando di una posizione tutta l'arcata superiore sinistra, all'età di 24 anni per una questione puramente estetica, ho deciso di intervenire: come prima cosa mi hanno inserito un distalizzatore monolaterale che aveva la funzione di spingere indietro il molare e il premolare, in seguito sostituito dalle stelline e degli elastici per tirare indietro i denti, alla fine il lavoro si è concluso con successo portando i denti perfettamente in linea e creando il giusto spazio per l'inserimento del nuovo incisivo.
Premetto che dalle radiografie emerge che non ho i molari del giudizio e che la radice del canino destro prima di intervenire con le varie protesi era curvata (ora non so).
Adesso chiedo se è opportuno inserire un impianto ortodontico o conviene procedere con un ponte (consigliato dal mio dentista) a bandiera perdendo un canino.
Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Alessandro Francini

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Gentile utente,
senz'altro è da consigliare l'impianto,
che evita di andare a limare un dente sano.

Il termine impianto ortodontico comunque è da chiarire.
L'mpianto non è ortodontico ma chirurgico.

Il ponte a bandiera è assolutamente da sconsigliare in generale, perché comunque inserisce delle forze di leva, destabilizzanti per il parodonto, sull' unico dente pilastro.
Cordiali saluti
Dr. Alessandro Francini
Messina
Risposta a carattere informativo, non diagnostico nè terapeutico

[#2] dopo  
Utente 419XXX

Salve,
Innanzitutto la ringrazio per la sua gentilezza e mi scuso per L’equivoco, come mai il mio dentista continua a sostenere che l’impianto non va bene? Dice che potrebbe essere rigettato dall’orgnismo, vorrei capire meglio cosa fare prima procedere con azioni irreversibili.
Grazie
Saluti.

[#3] dopo  
Dr. Luigi De Socio

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".....come mai il mio dentista continua a sostenere che l’impianto non va bene? Dice che potrebbe essere rigettato dall’organismo...."


Il rigetto non esiste,casomai esiste la mancata osteointegrazione,ma in mani chirurgiche esperte è un evento raro.Si affidi ad un esperto implantologo,non si faccia limare denti sani.
Cordiali Saluti
Dr. Luigi De Socio
Specialista in Odontoiatria
Perfezionato in Ortodonzia
Perfezionato in Gnatologia

[#4] dopo  
Dr. Alessandro Francini

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Il rigetto vero e proprio, cioè una reazione immunitaria dell'organismo contro il titanio della vite, è evento molto raro.

Il titanio è scelto anche per le viti e placche usate in caso di osteosintesi per curare le fratture, oltre che in implantologia.
Insomma, è un materiale che ha un'altissima biocompatibilità.

Spesso però coi pazienti si usa il termine rigetto, in maniera impropria, per descrivere la mancata saldatura della vite all'osso.

Questa mancata saldatura rappresenta il fallimento dell'impianto, ed effettivamente si può verificare, in una bassa percentuale di casi, variabile da statistica a statistica. (15 -20 per cento).
L'incidenza di questo evento si può comunque ridurre al minimo adottando una progettazione del caso accurata, che non può prescindere, ad esempio, da una corretta valutazione della quantità di osso presente, e da una corretta tecnica operatoria.

Insomma, in mani esperte il fallimento di un impianto è molto improbabile.

E in ogni caso lo stato dell'arte definisce come terapia di prima scelta l'impianto, e solo in caso di problemi prende in considerazione il ponte.

Perciò la prima scelta è l'impianto. Solo in caso di mancata saldatura, dovuta a fattori non modificabili, si opta per il ponte

Cordiali saluti
Dr. Alessandro Francini
Messina
Risposta a carattere informativo, non diagnostico nè terapeutico