Utente 156XXX
Salve a tutti.
Chiedo consulto riguardo a dell'eternit in tettoie che, anzichè essere portato via, è stato buttato a terra e lasciato lì in cumuli (quindi ci sono pezzi di qualunque dimensione, figurarsi se non ci son polveri disperse) a 20 metri da casa, tra casa e quei resti soltanto 25 metri di giardini e cortili.
Premesso che non c'è verso di far uscire nessuno a recuperarlo, nè asl nè arpa nè nessuno e mi piacerebbe proprio sapere se l'unico modo in questo paese sia quello di rivolgersi al padre eterno, vorrei capire quanto si rischia anche solo a tenere aperte le finestre su quel lato del cortile fin quando quei cumuli e quei catasti di tettoie staccate artiginalmente resteranno lì.
Se poi riusciste a consigliarmi a chi rivolgermi, vi sarei infinitamente grato.
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#2] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Gentile utente,
credo che questo sia il settore più idoneo per una risposta esauriente.

Da oncologo le dico che è assodato che l'amianto è causa di neoplasie (mesoteliomi in prevalenza) e pertando dichiarato illegale.
Anche dalle nostre parti si trovano ancora tettoie e raccoglitori di acqua (che devo aggiungere) in eternit.

da volontario di protezione civile le consiglio di fare una denuncia alle autorità (sindaco in primis, quale massimo responsabile sanitario) e per conoscenza ai VVFF (che di solito hanno le indicazioni sulle società che si occupano dello smaltimento ditali rifiuti.
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#3] dopo  
Utente 156XXX

Abbiamo già contattato chiunque, Comune, ASL, ARPA, Vigili, che hanno infine redatto un rapporto da inviare all'autorità giudiziaria ed all'Asl affinchè agisca.
Quello che mi preoccupa sono le tempistiche, credo che avere delle macerie di eternit in cumuli a 20 metri da casa sia rischioso ogni singolo giorno di più che passa no? O esagero e servono condizioni particolari come forte vento?

Non so come arginare il problema in questi giorni d'attesa, intanto non apro più le finestre e il balcone da quella parte del cortile, ma basta?

E oltretutto temo che quei residui volino anche in giro per il paese, insomma... è possibile che in questo paese non si riesca ad agire tempestivamente neanche per le emergenze?

Assurdo.

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Aspetti ad angosciarsi perchè può darsi che non ce ne siano ragioni per esserlo.

Si può dire che più o meno tutti siamo stati esposti ad alcune fibre di amianto, corrispondenti ad un rischio assai basso.

Purtroppo l’amianto è stato utilizzato diffusamente nel passato per le sue proprietà tecnologiche e per la sua economicità in particolare:

-negli edifici per le coperture in cui l’amianto è inglobato nel cemento per formare il cemento-amianto (comunemente detto "Eternit")

- come materiale spruzzato per il rivestimento di strutture metalliche

- nei freni e nelle guarnizioni

- in alcuni elettrodomestici, nelle prese e guanti da forno, teli da stiro

- per rivestire treni, navi e autobus con materiale isolante

- nell’industria come materia prima per molti manufatti e oggetti e come isolante termico negli impianti ad alta e bassa temperatura


Le persone a rischio più alto sono quelle che sono state esposte all’amianto per motivi di lavoro e/o che hanno vissuto in vicinanza di aziende che hanno contaminato DIFFONDENDO NELL'AMBIENTE generale le loro scorie.

Ovviamente quindi i materiali di amianto ad alto rischio sono quelli più friabili in quanto possono rilasciare fibre piccolissime se sottoposti a vibrazioni, correnti d’aria, INFILTRAZIONI D'ACQUA, e/o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione .

L’inalazione di queste fibre piccolissime da parte dell’uomo è responsabile di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell'apparato respiratorio ( TUMORI POLMONARI, MESOTELIOMI, asbestosi).


L’amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre (il pericolo sussiste solo se viene segato, abraso o deteriorato).

Ma se dovesse avere dubbi

-sia indispensabile la precauzione che Le è stata consigliata

-sia nel Suo pieno diritto verificare o fare verificare (all'ASL?) se esistono le condizioni di rischio che Le ho descritto, .

Per valutazioni (ed anche eventuali campionamenti) del rischio dell’amianto i privati possono rivolgersi:
- a laboratori specializzati e nel Suo caso ovviamente occorre il consenso ed il contributo del proprietario del palazzo
- all'Asl competente per territorio
e/o alle Sezioni Provinciali dell'ARPA competenti per territorio.

Ma vedo che le segnalazioni siano state fatte e quindi
non resta che continuarle a sollecitare con tutti gli strumenti possibili anche coinvolgendo la stampa.

Salvo Catania, MD
Chirurgo oncologo-senologia chirurgica
www.senosalvo.com