Utente 116XXX
Buonasera,
Lo scorso Gennaio un mio congiunto (Femmina, età 72 anni) è stata sottoposta ad intervento per la rimozione di un adenocarcinoma del retto che ha comportato una resezione definitiva -oltre che del terminale intestinale- dello sfintere e della parete posteriore della vagina.
Trattata -per le sue precarie condizioni di salute - con chemioterapia sistemica monofarmaco (Xeloda 500mg) al ciclo di esami effettuati per rivalutazione è risultata ancora affetta dalla malattia che -nella sua diffusione a distanza- ha interessato i due lobi polmonari ( due formazioni captanti di dimensioni comprese fra i cm. 0,5 ed i cm 0,9 collocati sul lobo inferiore dx, peraltro presenti già prima del trattamento adiuvante ma non valutate come significative; una formazione captante di c.ca 0,6, cm collocato sul lobo inferiore sinistro ); oltre a queste formazioni sono state riscontrate numerose (c.ca 8)microformazioni di dim < di 0,1 cm rilevate attraverso l'esame PET, non riscontrabili con il livello di definizione della scansione TAC.
Sebbene la progressione della malattia sembra essere lenta e con pochi effetti sulla attuale qualità della vita della paziente, e sebbene sembra essere abbastanza buona la risposta al trattamento chemioterapico (già effettuati 2/6 cicli di xeloda 500 mg), gradirei sapere se -per allungare l'aspettativa di vita della paziente- possa essere opportuno valutare trattamenti alternativi alla terapia monofarmaco, compresi possibili interventi chirurgici proposti dalla paziente stessa(se attuabili) , che possano distruggere o rimuovere le formazioni tumorali -ovvero le più significative- localizzate nei polmoni.
Nel ringraziarVi del riscontro, porgo distinti saluti.
(lettera firmata)

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

direi che la disseminazione multipla polmonare controindica un approccio chirurgico. Proseguirei la monochemioterapia (se le condizioni generali non consentono di eseguire terapia più energica) magari abbinando della ipertermia.

un caro saluto

Carlo Pastore
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Dr. Carlo Pastore
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[#2] dopo  
Utente 116XXX

gentilissimo dott. Pastore,
la ringrazio per il pronto consulto che -quantomeno - elimina quelle strategie di intervento che io stesso da profano presupponevo essere inutili se non controindicate. ciò non di meno mi rimane una ragionevole perplessità sul trattamento chemioterapico:
vi sono trattamenti "più energici" che possono essere somministrati nelle formazioni secondarie dell'adenocarcinoma del Retto moderatamente differenziato? l'attuale struttura oncologica che segue il mio congiunto mi ha potuto prospettare solo tre strategie:
1) una rivalutazione in assenza di farmaco chemioterapico ( per valutare la reale progressione dellamalattia);
2) trattamento a capacitabina (ulteriori 6 cicli di xeloda 500 mg- che finora non hanno dato effetti collaterali significativi , a parte l'innalzamento dei valori di bilirubina comunque sempre sotto osservazione) e rivalutazione a 4 mesi;
3) trattamento chemioterapico folfox + xaliplatino ( i cui effetti nell'analisi costi benefici dello specifico caso -donna anni 72; peso kg 44,00; resezione dello stomaco per pregressa neoplasia gastrica risalente agli anni 1960; steatosi epatica - sono stati valutati essere inadeguati e controindicati)
da canto mio, visti i probabili esiti della malattia con simili trattamenti chemioterapici(mi riferisco a quanto riportato nelle principali statistiche pubblicate) mi spingerebbero a ricercare strategie alternative, ma vorrei agire con lucidità, per non dover poi recriminare sul NONfatto piuttosto che sul MALfatto (seppur a fin di bene).
Potrei anche valutare e suggerire al mio congiunto un trattamento chemioterapico con ipertermia,ma vorrei comprendernee meglio l'utilità su un organo come i polmoni (cmq fortemente vascolarizzati), onde scongiurare un accanimento su un individuo a cui sono profondamente legato e a cui ritengo vada garantita dignità d'esistenza, seppur in malattia.
Confido che possa essermi -come già lo è stato -di aiuto per decifrare questo delicato e doloroso momento decisionale.
grazie ancora per il suo responso medico e per le sue parole di umana vicinanza.
un saluto
(giuseppe)